Cultura dello stupro e manipolazione emotiva

Pubblicai la prima volta questo post circa sei mesi fa, ora l’ho arricchito aggiornandolo, essendo come il flusso cambio, e mutare è odiato dal sistema dell’immutabile dato (patriarcale) quindi proseguirò nel fare ciò per la mia intera attuale esistenza, non per sfregio ma perché sento che il sistema che vivo tutto fa tranne che definirmi e quindi non gli permetto di definirmi. Ulteriore precisazione: Narcisismo Patologico=Violenza di Genere il centro è sempre il dominio del patriarca sul femminile, il narcisismo è esso stesso una patologia ma culturale, specificatamente del sistema patriarcale e stratificato socialmente.

L’atto di darsi all’altra o all’altro è un atto stupendo quando non viene inficiato da violenza psicologiche o quando non è precluso attraverso l’uso della forza fisica.

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Se non riusciamo a dirlo

A fondo di questo mio intervento il post di Lunanuvola’s Blog

Come sempre il blog di Lunanuvola’s fornisce spunti di riflessione e dico anche verità che per me non sono negoziabili. Altro caso è questo del post che riporto nel mio blog.
Proprio ieri sera ero stesa a leggere un libro e chiudendolo ho pensato questa frase:
“Chi cerca giustificazioni o cause che non inquadrino patriarcato e capitalismo nelle motivazioni della violenza misogina verso le donne, è dalla parte di chi stupra, di chi fa violenza psicologica e di chi picchia e uccide le donne”
E lo penso questo, oltre che pensarlo lo sento e il sentire se non è contaminato, difficilmente sbaglia, l’ho ripetuto più volte, e questa frase:
Non riusciamo a dire che la violenza nei loro confronti ha le sue origini nei prodotti del patriarcato: sessismo, misoginia, discriminazione di genere.
Citando proprio Lunanuvola’s, è il fulcro del discorso, io l’ho recepita così, e purtroppo non si può dire, eh! lì sta il punto si sa le femministe per principio dato e inoppugnabile e per cultura patriarcale sbagliano, siamo esagerate, siamo pazze, siamo scontrose, poco propense al sorriso, zitelle, stronze e se vi viene in mente altro aggiungete tanto ci hanno definite in tutti i modi che contemplano l’offesa e l’umiliazione per spostare l’attenzione dalle nostre giuste critiche e nel corso della storia ci hanno sterminate non solo sui roghi ma anche prima perché siamo LA CRITICA quella esatta, quella veritiera e al contempo quella che potenzialmente può distruggere un sistema basato sul dominio di una classe sulle altre e di un sesso sull’altro, le due cose si fondono e si spalleggiano quindi la società che viviamo deve necessariamente trovare altre risposte ai fenomeni misogini e maschilisti, non può ammettere che la stessa cultura fondante della società stessa è quella che produce la violenza (di vario genere) sul femminile, è triste? a me fa rabbia, e si è anche triste, ma la tristezza non è il mio primo sentire, il primo è la rabbia per tutte queste ricerche che fanno, la rabbia per le giustificazioni che forniscono ad atti che in alcun modo si possono giustificare.
Sempre dal post di Lunanuvola’s:
Quindi: ai perpetratori di femicidio / femminicidio, qualsiasi sia la loro età, è dovuto un lungo e dettagliato rendiconto di vicende storiche e personali atto a “comprendere” le loro motivazioni.
Sul discorso della comprensione di persone che in alcun modo si devono comprendere, l’attenzione va spostata sul fenomeno e non sulla persona che pretende comprensione, come fanno appunto i giornali e non solo, non deve averla una persona che fa parlare la violenza in un quadro di potere perché quello è IL SUO QUADRO DI RIFERIMENTO, bisogna comprendere la genesi del fenomeno ma appunto non si può, non possono coloro che sguazzano dentro la cultura che lo genera, allora spostano l’attenzione, è come la fascinazione patriarcale nelle religioni e nelle filosofie mistiche, affascinare è far perdere la cognizione di “altro” di ciò che sotto intende ad un percorso e alla fine di quel percorso, quindi anche questa è forma di violenza atta a creare dispercezione (come sottolineo in un altra maniera anche qui)
La giustizia della legge avendo un quadro di riferimento che porti a tale giustizia (anch’essa sottratta al femminino, a quel femminino che non era vendetta, che non era fondato su fenomeni culturali come colpa e punizione, vendetta e parzialità, divisione e perpetrazione di canoni e strumenti atti a mantenere un potere dato come invece è il patriarcato, che non contemplava colpe ma atti contrari al benessere collettivo e individuale della persona e delle altre creature della terra, ne parlo sul seguente post:
1)
ho scritto tanto comunque, continuerò sempre a scrivere visto che la comprensione (nel quadro di dominazione patriarcale) è l’anticamera di un privilegio estorto, privilegio e diritto non sono uguali, il primo giustificante e basato su una richiesta di comprendere la violenza è una forma strisciante di violenza anch’essa psicologica e fondata sulla cultura stessa che determina anche stupri e femminicidi, perché per contro se si comprende uno stupro, o un femminicidio, o una violenza psicologica perpetrata ai danni di una donna, si passa in automatico dalla parte di chi ha esercitato tale violenza e non si analizza la sua origine che è radice della cultura patriarcale che viviamo.

Lunanuvola's Blog

“Quando parlo con adolescenti accade che non riconoscano sempre come violenza ciò di cui stanno facendo esperienza in una relazione. Per una gran parte di loro si tratta del primo incontro in uno scenario “romantico”, perciò possono non sapere che non è sano. Il punto d’inizio della prevenzione, per fermare la cosa ancor prima che inizi, è che noi si voglia comunicare agli adolescenti messaggi relativi alle buone relazioni. Cioè, che tu hai il diritto di essere al sicuro in una relazione e che se un partner ti fa provare paura o ti ferisce questo non va bene, e che tu hai il diritto di andartene e chiedere aiuto.” Deinera Exner-Cortes, ricercatrice alla facoltà di Assistenza Sociale dell’Università di Calgary, Canada. La sua ultima ricerca in merito (2017) mostra come la violenza nelle relazioni fra adolescenti sia parte di un ciclo che si propaga sino all’età adulta.

Tutto giustissimo. C’è…

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Eggregora patriarcato… si e no

Leggo un testo dove si dice che il patriarcato è un immensa eggregora, condivido il pensiero e in effetti essendo le eggregore forme pensiero singole e collettive è anche vero che il patriarcato si manifesta costantemente sia sul piano delle energie sottili sia però (purtroppo magari fosse solo una forma pensiero e si limitasse a quello stadio) su quello materiale perchè il pensiero è strettamente connesso anche all’azione e infatti lo vediamo ogni giorno….

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