Allenamento, Concentrazione e la Via Sinistra

Il contagio è virale

Non è una delle frasi migliori con le quali avrei potuto decidere di aprire un post, o forse no, mai sentito parlare di parzialità? un contagio sembra una sventura divina, una colpa da pagare, un modo di riscattarsi, tutte visuali che demandano ad una cultura, oppure può essere una lezione, qualcosa da analizzare senza essere infarciti da una cultura che ha la pretesa di definire le identità, ovvero ciò che fa il patriarcato.

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Cultura dello stupro e manipolazione emotiva

Pubblicai la prima volta questo post circa sei mesi fa, ora l’ho arricchito aggiornandolo, essendo come il flusso cambio, e mutare è odiato dal sistema dell’immutabile dato (patriarcale) quindi proseguirò nel fare ciò per la mia intera attuale esistenza, non per sfregio ma perché sento che il sistema che vivo tutto fa tranne che definirmi e quindi non gli permetto di definirmi. Ulteriore precisazione: Narcisismo Patologico=Violenza di Genere il centro è sempre il dominio del patriarca sul femminile, il narcisismo è esso stesso una patologia ma culturale, specificatamente del sistema patriarcale e stratificato socialmente.

L’atto di darsi all’altra o all’altro è un atto stupendo quando non viene inficiato da violenza psicologiche o quando non è precluso attraverso l’uso della forza fisica.

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Dalla Pitto Grafia alla scrittura auto confermante

TRECCANI online dice:
pittografìa (o pictografìa) s. f. [dall’ingl. pictography, comp. del lat. pictus, part. pass. di pingĕre «dipingere», e –graphy «-grafia»]. – 1. Forma primitiva di scrittura, costituita da disegni di oggetti (pittogrammi), assunti con valore significativo ora aderente e immediato ora simbolico e astratto, diversi dai geroglifici, in quanto privi di valore puramente fonetico, e tali perciò da consentire la comunicazione tra soggetti parlanti lingue diverse; non appare in genere usata in modo assoluto agli inizî della storia della scrittura né è molto diffusa tra i popoli di interesse etnologico, tranne che presso alcuni gruppi australiani; ebbe invece il suo maggiore e più tipico sviluppo presso gli Indiani dell’America Settentr., che usavano come materiale scrittorio pelli di bisonte, alce e cervo, raram. corteccia d’albero. 2. Con valore concr., scritto, testo realizzati mediante pittografia: le p. eschimesi.
Primitivo cosa? verrebbe da chiedersi.

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Colpa, senso di inadeguatezza, vergogna, la Dea Oscura e la Dea Madre

Ieri stavo scrivendo a mano queste esatte parole:
Spostamento dell’attenzione dal quadro generale ad una specificità particolare, questo si chiama censura e può anche essere intesa come forma di indottrinamento e fascinazione.
Ho aggiunto:
Quando una donna si sente insicura, cerca conferme nell’uomo, e l’uomo nel patriarcato oggettiva, riduce, sposta l’attenzione, colpevolizza e rende vittime le donne.

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Se non riusciamo a dirlo

A fondo di questo mio intervento il post di Lunanuvola’s Blog

Come sempre il blog di Lunanuvola’s fornisce spunti di riflessione e dico anche verità che per me non sono negoziabili. Altro caso è questo del post che riporto nel mio blog.
Proprio ieri sera ero stesa a leggere un libro e chiudendolo ho pensato questa frase:
“Chi cerca giustificazioni o cause che non inquadrino patriarcato e capitalismo nelle motivazioni della violenza misogina verso le donne, è dalla parte di chi stupra, di chi fa violenza psicologica e di chi picchia e uccide le donne”
E lo penso questo, oltre che pensarlo lo sento e il sentire se non è contaminato, difficilmente sbaglia, l’ho ripetuto più volte, e questa frase:
Non riusciamo a dire che la violenza nei loro confronti ha le sue origini nei prodotti del patriarcato: sessismo, misoginia, discriminazione di genere.
Citando proprio Lunanuvola’s, è il fulcro del discorso, io l’ho recepita così, e purtroppo non si può dire, eh! lì sta il punto si sa le femministe per principio dato e inoppugnabile e per cultura patriarcale sbagliano, siamo esagerate, siamo pazze, siamo scontrose, poco propense al sorriso, zitelle, stronze e se vi viene in mente altro aggiungete tanto ci hanno definite in tutti i modi che contemplano l’offesa e l’umiliazione per spostare l’attenzione dalle nostre giuste critiche e nel corso della storia ci hanno sterminate non solo sui roghi ma anche prima perché siamo LA CRITICA quella esatta, quella veritiera e al contempo quella che potenzialmente può distruggere un sistema basato sul dominio di una classe sulle altre e di un sesso sull’altro, le due cose si fondono e si spalleggiano quindi la società che viviamo deve necessariamente trovare altre risposte ai fenomeni misogini e maschilisti, non può ammettere che la stessa cultura fondante della società stessa è quella che produce la violenza (di vario genere) sul femminile, è triste? a me fa rabbia, e si è anche triste, ma la tristezza non è il mio primo sentire, il primo è la rabbia per tutte queste ricerche che fanno, la rabbia per le giustificazioni che forniscono ad atti che in alcun modo si possono giustificare.
Sempre dal post di Lunanuvola’s:
Quindi: ai perpetratori di femicidio / femminicidio, qualsiasi sia la loro età, è dovuto un lungo e dettagliato rendiconto di vicende storiche e personali atto a “comprendere” le loro motivazioni.
Sul discorso della comprensione di persone che in alcun modo si devono comprendere, l’attenzione va spostata sul fenomeno e non sulla persona che pretende comprensione, come fanno appunto i giornali e non solo, non deve averla una persona che fa parlare la violenza in un quadro di potere perché quello è IL SUO QUADRO DI RIFERIMENTO, bisogna comprendere la genesi del fenomeno ma appunto non si può, non possono coloro che sguazzano dentro la cultura che lo genera, allora spostano l’attenzione, è come la fascinazione patriarcale nelle religioni e nelle filosofie mistiche, affascinare è far perdere la cognizione di “altro” di ciò che sotto intende ad un percorso e alla fine di quel percorso, quindi anche questa è forma di violenza atta a creare dispercezione (come sottolineo in un altra maniera anche qui)
La giustizia della legge avendo un quadro di riferimento che porti a tale giustizia (anch’essa sottratta al femminino, a quel femminino che non era vendetta, che non era fondato su fenomeni culturali come colpa e punizione, vendetta e parzialità, divisione e perpetrazione di canoni e strumenti atti a mantenere un potere dato come invece è il patriarcato, che non contemplava colpe ma atti contrari al benessere collettivo e individuale della persona e delle altre creature della terra, ne parlo sul seguente post:
1)
ho scritto tanto comunque, continuerò sempre a scrivere visto che la comprensione (nel quadro di dominazione patriarcale) è l’anticamera di un privilegio estorto, privilegio e diritto non sono uguali, il primo giustificante e basato su una richiesta di comprendere la violenza è una forma strisciante di violenza anch’essa psicologica e fondata sulla cultura stessa che determina anche stupri e femminicidi, perché per contro se si comprende uno stupro, o un femminicidio, o una violenza psicologica perpetrata ai danni di una donna, si passa in automatico dalla parte di chi ha esercitato tale violenza e non si analizza la sua origine che è radice della cultura patriarcale che viviamo.

Lunanuvola's Blog

“Quando parlo con adolescenti accade che non riconoscano sempre come violenza ciò di cui stanno facendo esperienza in una relazione. Per una gran parte di loro si tratta del primo incontro in uno scenario “romantico”, perciò possono non sapere che non è sano. Il punto d’inizio della prevenzione, per fermare la cosa ancor prima che inizi, è che noi si voglia comunicare agli adolescenti messaggi relativi alle buone relazioni. Cioè, che tu hai il diritto di essere al sicuro in una relazione e che se un partner ti fa provare paura o ti ferisce questo non va bene, e che tu hai il diritto di andartene e chiedere aiuto.” Deinera Exner-Cortes, ricercatrice alla facoltà di Assistenza Sociale dell’Università di Calgary, Canada. La sua ultima ricerca in merito (2017) mostra come la violenza nelle relazioni fra adolescenti sia parte di un ciclo che si propaga sino all’età adulta.

Tutto giustissimo. C’è…

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Il tempo del lutto

Di recente ho vissuto tre lutti, la Dea Morte è passata in tre diverse maniere.
Dea che non raggiri
Non dai colpe
Non ti vendichi
Segui i cicli, li vivi e ne sei centro e totalità
A te Madre che chiedi di vivere
A te che non pretendi
La Morte è un tuo aspetto,
Il lutto è una fase che deve essere vissuta
Un passaggio del ciclo stesso

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Punto di vista, posizione e filtro

Chi legge e segue il mio blog avrà certamente notato che declino tutto quello scrivo al principio del femminino, e quindi ciò può anche apparire come fazioso o come una sorta di paranoia.
Non mi ritengo ne paranoica ne faziosa, ma comunque sarebbe anche presuntuoso fare una diagnosi, fare una diagnosi si, conoscersi invece no ecco questo secondo punto di vista di osservazione della questione mi appartiene, mentre il primo lo lascio a chi di mestiere eventualmente.

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Eco-Ego e Narciso, la misoginia compulsiva e l’egoismo

Eco, dolce Eco ennesimo spezzettamento della Grande Madre, eri un oriade per qualcuno e vivevi nella Yoni, nella grotta, la Grecia ti ha voluta sottomessa all’ego di Narciso, scissa da te stessa, la Grecia dei padri, ormai frammentata eri già preda, chiunque è frammentat@ è preda, Narciso non vede il vero senso dell’amore, vede solo quello che è sua estensione e reitera tentativi di cercarlo che lo portano alla perdizione è la Nemesi questa, la giusta Themis, Temi non agisce la vendetta, la vendetta è costrutto patriarcale che rientra in meccanismi di colpa e punizione, Temi-Themis è Giustizia Incontrovertibile ovvero equilibrio, ma al contempo Ego-Narcis@ tenta di distruggere l’altr@ da se, come avvenne anche a te Eco…. Infatti abusate e carnefici sono differenti.

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Madre e Tondo

Ti chiamai Atavica, ti ho chiamata Primordiale, ti ho definita Io….
Pensavo stessi al di fuori di me
Non mi vedevo, ignoravo i passaggi, occultavo i momenti
Un giorno un anelito di Vento mi sfiorò l’Anima e allora ti incontrai, non eri da me separata, non eri di me aliena

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Sciamanesimo Femminile, EBook e collaborazioni

Mi interesso di tutto quello che posso divorare leggendo perché in ogni cosa c’è qualcosa di velato. Da quando ho iniziato a pensare ai libri e alle pratiche di varia provenienza, in questa maniera ho trovato tante tracce della Dea, tracce alle quali poi ho scoperto erano arrivate anche altre sorelle sulla Via della Madre e Morte.

Quando decisi di scrivere il mio primo EBook di cui potete leggere alla pagina dedicata pensai che nel frattempo dovevo continuare a cogliere da ogni esperienza, e così ho fatto, a seguire spiegherò perché sostengo questo.

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Perché ricostruire

Aggiornato al 1° settembre 2017

C’era un tempo nel quale una persona mi diceva ogni giorno:
Il passato è passato e non può tornare
Questa persona lo diceva perché se si dimentica il passato si possono continuare a perpetrare forme di violenza e di mancato rispetto in generale, e ci si può attribuire cose che originariamente avevano un altro senso ed erano state pensate globalmente in maniera del tutto diversa dalle appropriazioni successive, tanto si dimentica…. insomma ipocrisia all’ennesima potenza.

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Parthenos e Sacro Femminino

lucertola partenogenica Aspidoscelis IMMAGINE TRATTA DA NATIONAL GEOGRAPHIC
Spesso le riflessioni sono come pioggia. Singoli pensieri, singole associazioni vanno creando pozze d’acqua nelle quali immergere le mani.

Athena Parthenos, il Culto Dianico e la caccia alle Streghe

Attributo della Dea Athena è quello di Parthenos, ne parlai anche in un altro mio post, come da titolo del mio blog:

Appunti, spunti e riflessioni, ricostruzioni sulla Via del Femminino, Sciamanica e della Dea

La mia esperienza è esperienza del fluire, e spesso i tasselli del fluire si incastrano perfettamente. Oggi riflettevo sulla parola Parthenos, e sulla partenogenesi che è prerogativa esclusiva del femminino e della Dea.

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Una Pietra Sopra

pietre
L’espressione:
Mettere una pietra sopra
E’ non solo un modo di dire ma una precisa prassi rituale che le streghe facevano in tempi remoti.
Ma se si guarda ancora più addietro l’atto di mettere una pietra sopra è un atto del ciclo di morte presente in natura, è la fine per un nuovo inizio.

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