Perché ricostruire

C’era un tempo nel quale una persona mi diceva ogni giorno:
Il passato è passato e non può tornare
Questa persona lo diceva perché se si dimentica il passato si possono continuare a perpetrare forme di violenza e di mancato rispetto in generale, e ci si può attribuire cose che originariamente avevano un altro senso ed erano state pensate globalmente in maniera del tutto diversa dalle appropriazioni successive, tanto si dimentica…. insomma ipocrisia all’ennesima potenza.

Un giorno chiesi a mia madre che è una donna eccezionale, se capiva perché sto svolgendo questo lavoro di ricostruzione, ovviamente lo aveva capito e io lo sapevo, ma volevo comunque una sua opinione al riguardo e lei mi disse:
Se si sa da dove si viene, cosa si era e cosa cela il nostro passato, la sua storia specie quella non documentata e che è da ricostruire, o quella celata, queste forniscono i parametri, è come per la terra, se non si ha equilibrio sulla terra non si può andare avanti, o si va avanti smarrendosi, credendo di procedere ma restando in realtà sempre fermi o ripetendo i medesimi errori, questo è il tuo lavoro, comprendere te stessa va di pari passo con la totalità dei tempi e con quello che siamo state un tempo.
Aveva ed ha ragione.
Può tornare il matri linearismo?, beh sarebbe giusto che tornasse ma non credo che possa tornare, e la mia visione al riguardo non è pessimistica, credo sia oculata piuttosto.
Il patriarcato è stratificazione, ogni impero ha sotterrato le culture (sempre patristiche e non solo) precedenti e la violenza è stato il tratto distintivo, io parto anche da questa per la mia analisi, se la violenza è lo strumento prediletto sotto molti aspetti della cultura sessista e misogina, allora ci saremmo già estint@, non avremmo potuto resistere milioni di anni come specie, infatti ormai è chiaro anche se qualcuno prova ancora a negarlo, che la cultura patriarcale esiste da pochi millenni e che per imporsi (perché il passaggio non è stato graduale e le resistenze ci sono state) ci ha messo appunto millenni e tra l’altro tracce della Dea in ogni parte del mondo sono rimaste, e quelle tracce parlano di culture pregresse che non avevano nulla a che fare con gli strumenti e i modi adottati dai Kurgan in poi, quelle culture come dico sempre sono state integrate, frammentate, inglobate e camuffate oppure usate, ma rimangono.
Il passato deve accompagnare, non bisogna fossilizzarsi su di esso ma se lo potessi paragonare è come il Limbo Infero, è come la profondità della terra il passato, se si resta in superficie si conosce questa ma non si sa come elargisce scosse telluriche, non so sa cosa nasconde, se non ci si immerge in essa non si muore, (la paura atavica del patriarcato) ma nemmeno si vive come scrive sempre il sito Matriarcato&Matriarchy, e ha ragione, il passato rappresenta un macro tassello senza il quale non si sa nemmeno come la terra fornisce nutrimento, è un pezzo del ricostruire, non deve divenire strumento e rispondendo sul matri linearismo sono chiara su questo punto, infatti la mia ricerca non è per far tornare il principio ciclico del matri linearismo, ma solo per dire che la vita non è stata sempre questa, il patriarcato non esiste da sempre, inoltre le donne devono conoscersi perché in un mondo a loro ostile che le vorrò sempre seconde in un regime dove comanda l’uomo in quanto tale e dove viene aggredita la donna in quanto tale, conoscersi significa capire che appunto non è sempre stato così e la fiducia in noi stesse è la base per ricostruirsi.

 

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