Linguistica-Rune e Scopiazzamenti vari

Post aggiornato al 5 Agosto 2017:

Io non sono una linguista ma comprendo perfettamente Marija Gimbutas e la sua passione per questa materia. Infatti stamattina (Aprile quando scrissi questo post, oggi ritoccato e ampliato) ho iniziato a fare una ricerca basandomi su un simbolo che mi era apparso in sogno.
Il simbolo era in qualche modo connesso al sogno stesso dove c’ero io che graffiando con le mani un area di terra arida prendevo poi un piccolo sasso e dopo disegnavo questo simbolo sul posto dove prima c’era il sasso.
Successivamente nel sogno emergevano dei suoni (fonetica) mono sillabici che poi ho ritrovato in alcune lingue molte antiche.
Mi è venuta in mente la Gimbutas con il suo lavoro ovviamente e andando a vedere e leggere almeno 35-40 lingue comprese in un lasso di tempo che andava dal XXXII secolo a.c. (ovvero dal 3200 prima del calendario cristiano). fino al 1913 mi sono resa conto di diverse cose, sostanzialmente inerenti la Scrittura Cuneiforme.
La mia ricerca è durata almeno 3 ore e mi ha permesso di capire che buona parte del Fuþark antico che nasce nel 1° secolo avanti cristo, è estrapolato da linguaggi precedenti, molto più antichi talvolta mentre altre volte questi linguaggi sono più recenti, e tra questi spicca l’Etrusco da cui in buona parte deriva il runico, la scrittura nasce con il patriarcato, prima era l’arte e l’illustrazione che definiva i concetti perché non si aveva il bisogno di sacralizzare e di imporre un linguaggio e un approccio, infatti il patriarcato è dominio, prima vi era lo scorrere e il rispetto, dopo è finito, quindi le Rune rientrano in una sacralità del patriarcato, ovvero nel dogma.
Non essendo (e lo ribadisco) io una linguista ho comunque dedotto ciò che segue:
algizrune La Runa Algiz la si ritrova nell’ottavo secolo avanti cristo nell’alfabeto Etrusco che traslitterato in latino rappresenta Kh come lettere, ma il triangolo con la punta verso il basso è simbolo della Yoni, quella cosa al centro potrebbe essere un fallo? si calcolando che la scrittura è patriarcale e che la violenza anche nella forma (intesa come immagine in questo caso)  è sempre facente parte del sistema maschilista, si potrebbe dire cosa ci sia di violento in un fallo dentro una vagina, se si analizza Algiz come runa, questa è quella dell’istinto che protegge (ovvero il Femminino Sacro e quindi hanno rubato dalle culture precedenti a quella misogina, come fanno da 5000 anni d’altra parte…..) allora che centra il fallo? se la Dea era Partenogenica e rappresentava l’istinto non contrapposto alla mente? nulla è una rappresentazione perché hanno paura di essere esclusi, paura che li contraddistingue dai Kurgan in poi, paura ingiustificata visto che per linea materna nessun uomo veniva escluso ma non aveva neanche il potere patriarcalmente inteso, ecco di cosa hanno davvero paura di perdere il potere allora mettono falli dappertutto che gli ricordino quella cosa penzolante che hanno in mezzo alle gambe e che li fa sentire potenti…. mah….  ennesimo esempio di usurpazione di un simbolo poi usato a fini altri, stravolto e che non rappresenta nulla di realmente sacro quindi, ove sacro è inteso come rispetto e non come volere di riconoscimento (ego patristico).
Questa è solo una delle Rune attualmente considerate come un linguaggio e un oracolo sacro (connesse alle Alruna ovvero una divinità, anzi un gruppo oracolare di divinità femminili che “sussurravano” (e che erano paragonabili alle Sibille Greche (ritorna anche qui la Trinità del Femminino sacro)) che invece fanno parte di alfabeti anche di tipo cuneiforme e che da questi sono stati presi.
Nel XI secolo a.c. vi era una lingua ora morta, cuneiforme, che veniva definita come Sudarabica e qui ritroviamo più di una Runa
geborune20laguz
berkana
Ovvero Gebu, Laguz e Berkanan. Gebu la si ritrova anche nel Cirillico Arcaico….
Ora…. va bene tutto, va bene che un oracolo si fondi su qualcosa di pregresso, va bene che una religione si fondi su qualcosa di pregresso ma studiare significa capire che al di là di ciò che appare c’è molto altro ecco perché (ribadisco) ammiro profondamente il lavoro che ha svolto la Gimbutas perchè ciò che nel tempo si è detto, ciò che è stato riadattato, ciò che ha costituito motivo di interesse esoterico e divinatorio deriva da altro e se si vanno a vedere le lingue, i simboli, la fonetica e la linguistica nella loro complessità è facile trovare tali simboli divinatori e magari capire che invece di dire A dicono Z…. sta a chi vuole scoprire…. come sempre al di là di ciò che appare come qualcosa di dato e incontrovertibile (ovvero come si pone il patriarcato nella filosofia, spiritualità, religione, simbologia etc….)  che non può essere discusso ma solo recepito perché c’è, cosa che personalmente non ho mai fatto nella mia vita perché essendo io un essere pensante e capace di recepire a livello istintuale molto nettamente “i giochetti che si trovano sulla mia Via” sono anche critica con quello che mi si presenta dinanzi agli occhi e che mi si chiede di recepire perché c’è senza farsi domande.
La mia regola infatti è: Se domandi conosci, se studi conosci, se accetti vuoi farlo o non puoi vedere nel caso di manipolazione e allora assumi quelle verità che sono di altre persone, e le dai per scontate, perché è comodo e sfruttabile, oppure perché non si riesce ad uscire da tale meccanismo (Ego contro Sostanza ci si riduce sempre a questo alla fine….)
In sostanza il runico non ha nulla di sacro per come viene recepito, infatti la sua sacralità o meglio andrebbe detto il loro potere è altrove e non sulle incisioni ne sul “come sono passate alla storia e per come oggi sono impiegate” (Fuþark appunto….) è un linguaggio come un altro in quest’ultimo caso anche quello runico ed è stato preso da culture precedenti anche a quelle proto germaniche, e anche molti dei suoi simboli sono tratti da simboli legati alla prima Via quella del Femminino Sacro tra l’altro è una forma oracolare associata al concetto che le donne sussurrano (molto patriarcale se vogliamo osservare la questione da un preciso punto di vista) e poi delle Alruna si sono dimenticate-i tutt@ e invece le rune sono associate al dio maschio Odino….. altra falsità storica patriarcale anche questa…..
Però delle rune non si è dimenticato nessuno, eppure le rune sovraintendevano ad un gruppo di divinità, anche questa cosa comunque è abbastanza sconcertante calcolando che ad esempio (tanto per citarne uno) l’I Ching hanno cercato in tanti di associarli come oracolo a qualche divinità e ancora oggi non si comprende da dove derivino (linee, la buttò lì, sono una forma che esiste da sempre anche sulla Madre Terra…. quindi potrebbero essere estremamente antiche) ne quanto siano antichi, si fanno delle ipotesi ma di per se è per me una cosa negativa associare una forma divinatoria a delle specifiche divinità è come “ingabbiarla” se vogliamo…. e si sa…. le religioni sono l’oppio dei popoli almeno io le interpreto così infatti parlo di Energie, di spinte emozionali e non di divinità come qualcosa al di fuori di noi, la Dea dico sempre, è in noi e i suoi strumenti sono le nostre Energie, compresa quella dell’anima.
Alruna tradotto significa “segreto runico” o più comunemente: “coloro che rispondono sussurrando” erano donne quindi originariamente come in tutte le culture erano le donne le uniche a poter divinare perché si sa noi siamo la Terra, siamo il Fuoco, siamo l’Acqua e l’Aria e possiamo meglio incubare ogni cosa e il nostro Io Selvaggio Sa! poi arriva Odino, ma in realtà si tratta di ammantare qualcosa di qualche potere che di fatto non ha. E pensare che piacciono tanto le rune ma in sostanza sono scopiazzamenti e neanche fatti tanto bene visto che le hanno legate (e la parola legate non è a caso….) a delle divinità per sacralizzarne il senso come spesso si fa nelle culture patristiche.
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