Matrimonium-Matrimonio

L’Accademia della Crusca ha scritto un interessante testo.
Ecco il LINK
Etimo e la parola matrimonio:
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L’etimologia della parola riporta al controllo delle nascite come concetto, che devono essere regolate all’interno di una famiglia dove si contrae un vincolo di legge e/o di fede dinanzi alla divinità che è comunque patriarcale.
Fuori dal matrimonio la donna non era un grembo, mentre le religioni patriarcali e le società stratificate socialmente hanno introdotto un concetto (ben prima del cristianesimo che poi lo ha promulgato per secoli), il concetto è stato quello di moltiplicarsi e in questo caso si che la donna diventava un oggetto per la riproduzione, oggettivare significa anche odiare, infatti se non si odia una persona non la si può vedere come un oggetto che sia esso sessuale o destinato alla procreazione.
Molte donne oggi pensano che le società matri lineari considerassero le donne solo come partorienti e come involucri, oggettivandole, ma questo pensiero è frutto di una distorsione che vede patriarcato e matrilinearismo come speculari.
Nelle società patristiche spesso chi fa più figli è generalmente la famiglia con una bassa istruzione, brutto a dirsi ma le statistiche confermano a più riprese questo dato, perché avviene questo?
Avviene ciò perché la coltura indotta fa propendere per il concetto del crescete e moltiplicatevi a danno di tutto, della terra stessa che ci sopporta se così si vuol dire, malamente.

La Dea Primigenia e le Nascite-Il concetto di Equilibrio

Viviamo in società fortemente disequilibrate. Conosco una famiglia che si è distrutta perché la moglie era perennemente incinta, è morta di parto pochi anni fa, era un grembo, un oggetto che andava riempito e questa concezione è tipica di una cultura specifica.
In natura gli animali sanno quando è il momento di riprodursi, difendono la loro specie e la morte spesso sopraggiunge rientrando nel cerchio (Oroboro) della vita. La specie umana ha abusato e continua ad abusare dello spazio ad essa riservato, nelle culture per linea materna ciò non avveniva, c’era al di sopra di tutto l’equilibrio conquistato senza domini e senza necessità di svilire il suolo che dona la vita e che la ingloba.
Il matrimonio è stato creato ed inventato per far si che tutto ciò che prima era naturale e non denotato da una cultura distruttiva e non progressiva, ricevesse dei canoni e delle regole stringenti.
Da bambina dicevo:
Io non mi sposerò mai, sono nata libera e libera sarò fino al mio ultimo giorno.
Non mi sono sposata, ma nel corso del tempo ho compreso che il matrimonio inteso come struttura sociale era nato con il sistema dei padri. I padri devono essere riconosciuti in una coltura fondata su di essi, la madre diventa seconda, pur generando la vita, ed è seconda sempre visto che il termine donna è associato al domare, quindi di base la femmina della specie umana secondo l’etimo e la cultura che lo determina deve essere regolata nelle sue azioni e funzioni, nel sacro femminino calcolando che alla base di questo c’era la concezione che la femmina era estensione della Dea, la donna stessa era sacra ed era impossibile collocarla come essere da domare.
La Dea si espande, la Dea non ha gabbie e le regole intese come modello nel quale vi è un alto e un basso divisi non sono applicabili alla grandezza della Dea, come non lo è ingabbiare l’amore.
Molte persone di me hanno pensato che non mi volessi mai prendere la responsabilità della vita di coppia, che fossi l’eterna bambina che vuole giocare a palla o arrampicarsi sugli alberi, credo non ci sia nulla di male nel volersi arrampicare sugli alberi, ma a parte questo e lo scherzare su tale visuale, chi ha pensato questo ha solamente elaborato una risposta fornita dalla sua cultura di appartenenza, il matrimonio è responsabilità ma la vita stessa lo è, in ogni suo aspetto, e in ogni sua fase, e mi ritengo una persona molto responsabile perché conosco me stessa in questo aspetto e so di essere una donna sulla quale poter contare anche per lunghi periodi, non è per questo che rifiuto il concetto di matrimonio monogamico patriarcale, è esatto definirlo così piuttosto che solo con l’appellativo matrimonio perché prevede dei ruoli e canoni direttamente connessi alla cultura che lo ha prodotto come concetto di famiglia. Sono ovviamente anche contraria alla poligamia patriarcale, e anche al poliamore patriarcale.
Altre mi hanno etichettata come una che la da e punto, insomma il termine puttana me lo sono sentita ripetere centinaia di volte nella mia vita, mi feriva un tempo poi ho capito l’odio maschilista e misogino che si ha della libertà del femminino, anche di fare l’amore, cosa che ho sempre fatto con i sentimenti prima che con il corpo, ma non lo scrivo per giustificarmi e neanche per dire che le donne che lo fanno solo con il corpo e per soddisfare il bisogno di questo debbano essere definite prostitute, sono donne che fanno sesso, e hanno diritto di farlo e di non essere appellate con un ruolo patriarcale e il patriarcato ha sempre le risposte sbagliate, comprese quelle degli istituti creati per ingabbiare e circoscrivere. La storia del matrimonio era storia di dominazione, oggi quanto ieri, si chiedono ruoli e compiti basati su questi, le madri cattive e i padri buoni e incompresi, le donne che arraffano con il divorzio quando le si vuole sottomesse, sono tutte cose della cultura maschilista e misogina.
Il maschio si lamenta della donna che lo ingabbia attraverso il matrimonio ma tale istituto è stato inventato dai patriarchi e la stretta correlazione tra violenze psicologiche e fisiche e matrimonio-divorzio e no delle donne la dice lunga sul fatto che è il maschio a voler sempre e comunque comandare addomesticare e ingabbiare, e soprattutto avere una femmina che non sia autonoma e libera, ed ecco che matrimonio diventa proprietà, e nel capitalismo la proprietà è sacra mentre l’essere umano è un oggetto, il cerchio patriarcale si forma così.
Scrivevo che il matrimonio in natura non esiste, ed è vero, lo sostengono sia le donne femministe che hanno una direzione materialista, sia le donne femministe che hanno una direzione spirituale tipo me, ma entrambe concordiamo su questo e svariati altri punti. Uno spunto interessante arriva da:

Ricciocorno Schiattoso 

Il NO nel patriarcato e l’affermazione della propria indipendenza di vita operata dalle donne nel quadro del sistema dei padri, raramente viene accettato, e su questo vi sono anche dati che non possono non essere osservati e che vengono appunto riportati dal link sopra citato.

Fluidità & Mutevolezza contro Dominat@ e Dominante

Tantissimi uomini siccome hanno un ego grosso come una nazione, pensano che il matriarcato sia speculare e a ruoli invertiti, inventano loro gabbie come il matrimonio, ruoli, oggettivazioni, canoni e poi disconoscendo totalmente l’integrità del femminino pensano che noi siamo come loro, che presuntuosi!
Gli elefanti dominano? sono animali matriarcali o meglio che seguono la linea materna, risulta che dominino i maschi? a me non pare è la cultura che inventa i ruoli di dominio, non la natura, neanche la mantide che uccide il suo consorte (sono sarcastica con il termine consorte che infatti è anch’essa un attribuzione culturale) dopo l’accoppiamento domina, agisce secondo un rituale naturale ma non domina, distrugge perché l’aspetto distruttivo non è connesso alla superiorità di una figura sull’altra ma fa parte della Madre Terra tanto quanto quello della nascita e della cura non intesa come ruolo ma come condizione necessaria al proseguo della specie, punto.
Molti patriarchi e chi ha introiettato tale cultura, sostiene che fare figli (senza gestire queste nascite non controllare ma gestire) sia giusto per mantenere viva la specie, ipocrisia estrema, i numeri dicono il contrario e anche l’aver abusato della terra, e l’averlo fatto deriva sempre da una coltura specifica, che non esisteva nelle società e Civiltà Gilaniche suddivise per compiti e affinità e non per canoni e ruoli con regole che dessero il controllo anche su ciò che non si può per sua natura controllare ovvero la Terra.
Fluidità e mutevolezza si agganciano ad equilibrio e giustizia, nel corso della storia della Dea il maschile era riconosciuto ma il patriarcato lo doveva magnificare sulla base dell’ego e del potere che sottomette, quindi ha inventato che le matriarche erano mantidi religiose pronte ad uccidere per sottomettere, trasferendo la cultura loro su di noi e ovviamente strumentalizzandola.
Il controllo delle nascite è insito nell’ambito di strutture date come il matrimonio e il riconoscimento della figura del padre come necessaria e indispensabile, se lo fosse stata non saremmo arrivati al patriarcato, a questo nessuno pensa e non saremmo neanche arrivati alla sovrappopolazione, all’inquinamento, alla pretesa di governare e annichilire tutto e tutte-i sfruttando il lavoro delle genti e abusando del potere per sottomettere, alla scarsità di risorse idriche, alla coltivazione intensiva dove prima c’era la raccolta e dove le nascite non pretendevano che in quanto umani fossimo superiori alle piante o alle altre specie, il potere che distrugge senza ricostruire (come fa la Madre Terra) ma ricostruendo solo il modo di perpetrare l’ambiente e la cultura esistente che appunto è distruttiva ecco cos’è il patriarcato e crea strutture sociali come il matrimonio per fornire a se stesso un canone e un approccio che gli possa fornire potere diretto sull’altra parte, il femminile, e vale anche nella divisione di ruoli per le persone omosessuali, all’interno di tale struttura lo stato esercita controllo e dominio e questi sono concetti essi stessi patriarcali che si oppongono alla ciclicità della Dea, associata ad un equilibrio non presuntuoso.

 

 

 

 

 

 

 

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