La Dea che Rinasce

Pubblicato la prima volte a Febbraio 2017 con il titolo: “Non sono”, ripreso a Luglio 2017 e ampliato.
Non sono una donna che deve essere guidata, amo accompagnarmi da sola e so quello che voglio, amo la solitudine.
Amo quel fuoco che mi brucia dentro e aprendo gli occhi posso con uno sguardo trasmettere all’esterno.
Ho mille ferite e molte di queste decido di mostrarle, come un uomo che se ne vanta, ma io no non me ne vanto, non mi vanto della battaglia e della vittoria perché l’esterno è ego, l’interno è la Via Sinistra della Madre e Morte, so solo che fanno parte della mia storia ed è la mia storia che mi ha resa una guerriera.
Le cicatrici, le scottature, la periodicità mi fanno assomigliare ad un uomo ma il mio ego l’ho tacitato rendendomi costante nell’osservare interno ed esterno senza farmi sopraffare. Un esercizio la percezione, un esercizio lo Sciamanesimo della Via Femminile.
Sono passata per mille esperienze e sono morta per poi rinascere più forte.
athenastanton
Ho attraversato molte maschere, molte auto imposte, mi sono dilettata in trasformazioni apparenti prive di sostanza per poi comprendere che invece era quest’ultima che contava e che il resto è aleatorio e tanto inutile quanto rappresenta una perdita di energie e di tempo che potrebbe essere dedicato a scopi assai più elevati e che non contemplino immagini che qualcun altro ci fornisce… perché non sono le nostre! sono appunto solo maschere!
Questo è il femminino che sono, frutto di una costruzione accurata, minuziosa, frutto di passaggi laceranti, di bellezza, di armonie e disarmonie e di molto altro.
Il selvaggio che è in me ha trovato spazio, ho messo punti fermi, ho preteso rispetto e l’ho ottenuto, soprattutto da me stessa, ma anche dagli altri.
Ricordo la Kollontai e il suo Eros Alato…. ricordo da dove vengo e perché sono oggi quella che sono, ricordo e vedo perfettamente cos’è la società che mi circonda e comprendo perché esistano in essa carnefici e persone abusate, controllo e potere, sottomissione e addomesticamento. Ma tutto questo è l’esatto opposto di quello che ambivo da sempre a diventare e a costruire del Me che oggi è più forte di prima.
Non sono da coccolare, l’amore romantico non fa per me, il possesso mi fa schifo e la morale borghese mi fa pensare che tutto si basi sulle debolezze piuttosto che sul reale potenziale inespresso e spesso non conosciuto neanche dalle persone che potrebbero esercitarlo per ricordare a loro stesse che si amano e non per conquiste di bassa natura.
Leggevo testuali parole:
“Non sono una donna che viene amata”
Mi associo, scegliere di amare una donna come me significa dover guardare dentro se stess@, significa che tutto quello che si conosce è ostile ma significa anche che l’ego è morto o se non lo è deve essere annientato a favore di concetti come il rispetto, la condivisione, la parità e il dialogo sincero e ovviamente anche quali la sincerità sempre e comunque e l’assenza di aspettative e proiezioni, di ruoli stereotipati, ovviamente ogni persona è libera di fare ed essere ciò che vuole e lo sono altrettanto io a non aspettarmi nulla e infatti facendo così la vita mi ha fatto molti regali e mi ha consentito di arrivare a luoghi nascosti e a condividere attimi intensi e meravigliosi con donne stupende.
La frase in questione è tratta da una riflessione femminista tradotta da Lia di Peri, donna che stimo molto, blogger molto attiva di cui in passato ho già linkato un post. Si parla di ruoli nel testo, anche se velatamente, ma soprattutto di proiezioni, di immagini stereotipate delle donne e di come questi influiscano nella società e nei rapporti di coppia.
Personalmente ci sono arrivata tardi che tale amore è quasi impossibile, tutto quello che viene spacciato per amore in questa società è un costrutto delle culture patriarcali, borghesi e dominanti seppur cedevoli ogni tre minuti.
Questo è tutto quello che non sono. So cosa sono, quello che ho costruito e conosco molto di me, ripartire dal Se Reale, quello interno, quello che solleva il Velo è necessario nella vita, per de-costruirsi, rinascere, potenzialmente evolvere e se occorre morire per rinascere nuovamente a una vita differente che contempli il percorso precedente…. nulla deve andare perduto e dimenticato perché la storia rappresenta un monito, sarebbe facile altrimenti, e nulla è facile.
Annunci