Angolazioni

Le angolazioni sono prospettive, e se il medesimo argomento viene trattato da due o più angolazioni differenti, non vi è separazione ma ampliamento e flusso

L’angolo è il punto di partenza ma può essere approdo
La fluidità è necessaria
Angolo è prospettiva ma anche limite, nella sua esclusività
La conchiglia abbraccia, l’angolo potenzialmente limita

Potenziale

Non amo questa parola che è connessa al concetto di potere, ma d’altra parte la lingua riflette la sua cultura di appartenenza, come molti comportamenti riflettono la cultura di appartenenza quindi adotto questa parola ma la disconosco nella sua associazione a potere.
Il potenziale è qualcosa di non ancora manifesto, si potrebbe dire vista da una certa prospettiva, che è qualcosa in divenire probabile.
Potenziale può avere a che fare con un altro concetto, quello di angolazione. Le cose e gli eventi possono essere osservati sotto molteplici angolazioni.
Tempo fa lessi la storia di una donna che esercitava il mestiere della prostituta dall’età di 13 anni.
In pratica era stata abusata da uomini pedofili sin da bambina, e poi si era ritrovata a prostituirsi.
Lei non aveva parlato che con poche persone del clima che l’aveva spinta a scappare di casa, e a generare una scarsa stima di se stessa, anche perché la stragrande maggioranza dei commenti che aveva ricevuto all’età di 29 anni erano che la sua era stata una scelta consapevole. Poi un giorno decise di pubblicare la sua storia fregandosene (e ha fatto bene) dei commenti che avrebbe potuto ricevere.
Di recente ho parlato del Victim Blaming, questa donna è il classico esempio di trasferimento di colpe, colpe che ha una cultura che necessita di inventare la prostituzione e poi scaricare uno strumento di dominio che la cultura (patriarcale) genera, sulle donne che per carenze di vario genere si ritrovano a prostituirsi.

Lo stigma della madre e della prostituta nel sistema patriarcale

Non parlo di cosa ha portato questa persona a prostituirsi, ma non dirò mai che è stata una scelta consapevole perché non lo è.
Le femministe dicevano:
Ne moglie ne puttana
Perché entrambi i ruoli erano costrutti di una cultura, che è quella patriarcale ecco cosa significa stigma:

stigma

Al pari di non dire che questa donna ha scelto di fare la prostituta, non dirò mai più neanche che una madre che non dona l’amore che il bambino necessita è una pessima madre, perché non stigmatizzo ne l’una ne l’altra donna. Soprattutto perché la misurazione dell’affetto stranamente è sempre un dovere obbligatorio della madre che viene misurato sempre secondo canoni patriarcali.
Spesso le persone dimenticano quanto una cultura possa permeare in loro stesse ecco perché non individuano nelle vicende umane altrui la verità, perché non possono vederla proprio in virtù del fatto che hanno assorbito una specifica cultura di base nella società, che è appunto quella patriarcale, e nel sistema dei padri come figure di autorità, potere e dominio, nascono anche i ruoli sopra riportati, quello di una madre che sbaglia e di una prostituta che sbaglia, in pratica sbaglia sempre la donna ma il modello chi lo ha generato? la donna? non mi pare proprio! come detto è parte della cultura che avviluppa strangolandolo il mondo.

Il cambio di Paradigma

Allevamento ——> Patriarcato
Stratificazione sociale ——-> Patriarcato
Raccoglitrici/tori-Cacciatrici-tori ——–> linea Matri focale
Assenza della figura del padre inteso come potere di controllo ———> linea Matri focale
Trasmissione pratica/esperienziale ———> linea Matri focale
Nascita della scrittura ——-> ampliamento del controllo e leggi ferree ——–> Patriarcato
Distruzione e distaccamento dal principio di rigenerazione, morte, vita, sviluppo a favore del dominio e del controllo ——> Patriarcato
Distruzione della natura sentendosi superiori ad essa ———> Patriarcato
Divisione per compiti senza dogmatismi e per l’equilibrio generale ———> linea Matri focale
Considerazione della persona come un unità integrale —–> linea Matri focale
Considerazione della persona come un bene di consumo, oggettivandola ——> Patriarcato
Tutto quello che vediamo oggi, compresa la prostituzione che viene considerata un opzione percorribile per molte giovani e per molte donne adulte, che possono anche vivere situazioni di estremo disagio economico per poi sentirsi dire anche frasi come:
Tanto se muore una puttana che conta? è una puttana!
E al quale io risponderei che la puttana è colui che dice questo, è colui che disumanizza una persona relegandola ad un ruolo prodotto da una cultura della sopraffazione, è colui che deve manipolare il femminino per portarlo ad una condizione di sudditanza, che lo fa usufruendo di quella cultura che permea la società sopra esposta e che deriva da lontano e che in pochi secoli ha distrutto e ha preso la distruzione come mezzo sostituendola al mutevole, al cogliere gli attimi, all’avanzare realmente, imponendosi e imponendo modelli coercitivi, è colui che non merita neanche di avvicinarsi a quel femminino che è sacro, per me lo è in quanto incarnazione dei principi universali della Madre Terra nei suoi aspetti ciclici.
Non chiamerò mai una donna puttana, dirò che fa la prostituta e non la giudicherò, non la giudico per questo sapendo quanto la dis percezione e la carenza di auto stima possano essere deleteri per chi li vive e sapendo anche dove possono portare.

La Conchiglia, la Dea Manifesta

Parlavo di angolazioni, di punti di vista. La conchiglia è uno dei simboli della Dea Madre, la circolarità e l’avviluppamento che non è costrizione ma esperienza sono modi della Dea di manifestarsi. Come si è compreso quando parlo della Dea mi riferisco alle donne in generale, alle donne che hanno scelto la Via del Femminino più o meno consapevolmente e che la fanno emergere dopo un lavoro su loro stesse abbattendo tutto quello che una cultura a loro avversa ha cercato con mezzi leciti e abusivi di sedimentare nelle loro personalità.
Realizzai quel disegno molti anni fa, poi scoprii come accede spesso, che era un antico simbolo della Dea.
La conchiglia proviene dall’acqua e l’acqua è l’elemento della vita, ma la conchiglia è connessa anche alla protezione in quanto “scudo” resistente.
Sulle conchiglie si eseguivano disegni stilizzati, si contava il tempo sulle conchiglie.
Simbolo di fecondità anche.
I cicli della natura erano nei culti antichi (che rappresentavano in realtà solo il fluire degli aspetti della natura di cui femmine e maschi umani si sentivano parte integrante) la base sulla quale edificare l’esistenza, e si che c’era la linea matri focale perché è la femmina che genera ed è la femmina che sa quando qualcosa deve morire, strappandoci la Dea Oscura il patriarcato ha spezzato il femminino nella sua interezza, di ciclo che comprende i diversi aspetti, figurarsi se una donna si poteva prostituire, era come dire che il sacro poteva essere venduto, cosa che fecero invece le religioni patriarcali e qui di esempi se ne potrebbero fare molti ma tutti partono dalla stratificazione sociale avvenuta 5000 anni fa, nata allora.
La conchiglia avvolge, protegge ma non ha nulla a che vedere con la prevaricazione e l’assoggettamento a ruolo, come avviene nel sistema dei padri, in natura ci sono luoghi della protezione individuale, il primo è il Se Interiore, è la Dea Oscura insita in ogni donna che Sa, che riesce a tornare all’armonia e all’equilibrio quando ciò occorre e attraverso ad esempio la visualizzazione della conchiglia si possono anche fare esercizi per trovare quella serenità perduta.
I miei primi esercizi di visualizzazione furono proprio quelli con i simboli della Dea tra cui la conchiglia una volta che scoprii che questo oggetto della Madre rappresentava anch’esso il Viaggio nell’Io che abbandona l’ego e si rende strada da percorrere per se stesse e per guarirsi e aiutare a guarire le altre sorelle ma senza essere ne maestre ma solo entrando in empatia positiva e senza svilirsi.
In conclusione tutti gli argomenti sono correlati perché ogni donna può ricontattare la sua Dea, anche quando pensa sia impossibile fare questo per via della situazione contingente, ognuna di noi deve sempre ricordare a se stessa la sua grandezza, la sua immensa bellezza e il fatto che originariamente eravamo l’incarnazione del sacro, eravamo noi le depositarie della guida del mondo, 5000 anni sono un anelito di vento al confronto di milioni di anni delle linee matri focali.

 

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