Dogmatismo e idolatria

Parthenos
A molte persone capita una cosa precisa nella loro vita, quella della gentilezza messa in piedi da altre persone per ammorbidirle e poi imporre il loro punto di vista.
L’imposizione velata l’ho sempre mal digerita, preferisco quella esplicita e diretta, mi appare meno ipocrita, seppur trovi ipocrita ogni forma di imposizione, infatti ho sempre pensato che se si ha un punto di vista (per quanto errato questo possa essere) è meglio esplicitarlo in maniera netta piuttosto che ammantarlo di una forma di fascinazione.

Io ormai tale tecnica la sento istintivamente quando viene messa in atto, per questo devo ringraziare la mia Via, e le mie sorelle nonché il mio Lignaggio per essere arrivata a capire me stessa e le mie sensazioni che fino ad oggi hanno errato zero volte mentre la ,mente che aveva introiettato la cultura patriarcale e che facevo prevalere prima del mio percorso sciamanico aveva sbagliato su 100 volte, 100!
Fatta questa premessa voglio parlare di dogmatismo e di idolatria.

Esoterismo

Il dogma era un principio morale assoluto spesso connesso alla filosofia di stampo patriarcale, da lì nasce tale termine infatti, e l’idolatria invece come termine nasce da idolo, e l’adulazione è la base che genera l’idolatria, la certezza assoluta sulle cose è una forma di idolatria che è senza idolo o immagine ma comunque un modus operandi che ha a che fare con l’ego e anche con il non voler osservare.

Si disse di noi….

I cristiani per estirpare il paganesimo che li precedeva, considerarono idolatri tutti coloro che non accettavano cristo, occorre qui soffermarsi sul fatto che le donne vennero considerate pazze e pericolose sulla base di concetti come l’idolatria sbandierata quando poi la vera idolatria non centrava nulla con le streghe ne tanto meno con le sciamane o donne medicina, quanto piuttosto era all’interno della chiesa, un esempio di idolatria lo si ritrova in moltissimi personaggi religiosi e nelle loro invasioni in terra che erano ancora matri lineari, oppure in esperienze che hanno vissuto e dalle quali (loro sostenevano) che il cristo li aveva contattati, e quindi l’eccessiva impressionabilità li aveva portati a creare confraternite e quant’altro.
Parlai della manipolazione mentale collegate alle sette, ecco le sette sono appunto idolatre, e chiunque vi entri deve perdere la sua identità per starvi a favore di un identità fittizia e indotta anche tramite pesanti abusi psicologici.
Nulla a che fare con il sentirsi parte della natura, con l’istinto che anzi preserva la sanità mentale dell’individuo ma appunto nel patriarcato l’istinto è secondo alla mente che però produce anche l’idolatria…. vi è da riflettere, e come una mente inquinata produce idolatria, produce anche ricerca di maestri.

Pessim@ maestr@

Vi sono modi che fanno pensare (se non si hanno basi solide di discernimento) che le persone che si abbiano di fronte siano gentili anche se dirette.
Vorrei citare Einstein, anche lui un pessimo padre anche se scienziato sopraffino.
Lui disse che noi utilizziamo solo il 5% del nostro cervello, c’è chi sostiene che con un rilassamento completo possiamo accedere al 100% del nostro cervello.
Einstein credeva che accedere al resto avrebbe permesso la fine delle guerre e di una serie di forme di dominazione. E questo lo diceva un uomo che non amava le figlie in quanto femmine e quindi lui stesso che utilizzava più del 5% del suo cervello aveva introiettato il patriarcato.
Di recente leggevo un articolo online dove si parlava del potenziale 95%, ho pensato che se con il 5% abbiamo creato morte, abuso, dominio, distruzione e fatto prevalere il cervello (inquadrato come maschile nella storia, cultura, società, religione e filosofia patriarcale) a fronte dell’istinto inquadrato nel femminino se usassimo il 100% ci estingueremmo domani perché la base culturale sarebbe sempre quella patriarcale, quindi speriamo di non arrivarci mai a impiegare quel 95% se questo deve avvenire nel sistema di dominio della cultura che viviamo. La mente compie errori quando dietro c’è una cultura che recinge, schiaccia e annichilisce, basata sul dominio e sulla sopraffazione, ovvero del maschio patriarcale che disconosce per primo il suo femminino imponendo la legge della mente (scienza che ne fa di errori! eccome se ne fa!) contro istinto.
Ma cosa centra questo con le o i pessimi maestri?
I pessimi maestri sono quelli che rispondono al posto vostro e non vi permettono (anche se fanno finta di farlo) di accedere alla vostra interiorità, alla vostra Dea Oscura.
Parlo così perché ho potuto notare nei miei periodi di crisi sciamanica come si siano avvicinate a me persone che volevano la delega sul curarmi, e come lo facessero a modo loro e tentando di instillare in me loro modi di pensare e loro visioni, mentre la Dea sa, la Dea insita in ogni donna sa cosa è giusto, viene avvertita dal suo istinto animale, non a caso le corna sono una sua prerogativa e le corna sollevano, rimuovono ma trasportano anche, viene in mente la Dea Vacca, o anche la stessa Kalì che era stata rappresentata anche come Madre Nera, con zanne di cinghiale, mortifera ma al contempo Madre che allatta, che cura perché i cicli sono questi e ogni crisi sciamanica può essere risolta attraverso il discernimento e attraverso il contatto con i diversi aspetti della Dea e del femminino sacro, senza maestri che indottrinino o impongano anche velatamente delle risposte che la Donna-Dea ha già, e spesso non collimano con quelle “offerte” da sedicenti maestr@ che il più delle volte hanno ben altri obiettivi che non sono quelli manifestati.
Per approfondire inserisco miei precedenti post che ampliano il discorso:

1

2

3

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Inoltre per concludere voglio dire che chiunque si trovi a vivere momenti nei quali cerca sostegno all’esterno da se, può scegliere liberamente di fare questo ma molte sono le persone che possono approfittarsi di tale bisogno, ecco perché il mio consiglio spassionato è quello di ascoltare il proprio istinto, lei (quella che chiamo Dea Oscura, ovvero quell’istinto nel suo aspetto di morte e rinascita-rinnovamento) non sbaglia e avverte quando una persona si rivelerà pessima anche se magari in momenti di crisi si accetta mentalmente e per cultura acquisita quella persona che “canta parole leggere” che affascina (con tutti i rischi di tale fabulazione) infatti chi dice pane al pane e vino al vino non piace perché la fascinazione illude, compiace l’ego, fa sentire leggeri in un primo momento ma poi progressivamente svela il suo vero volto, l’istinto evita di cadere in queste trappole perché avverte, è primordiale e in quanto tale sa, e quella della fascinazione è una libertà fittizia, è anzi un ulteriore ancora per i cuori, le energie e le menti delle persone, e probabilmente farà appunto del male ampliando le maglie della crisi vissuta.
Tempo fa scrissi che io sono maestra di me stessa, imparo dai miei errori, li trasformo e converto in energie utili ad evitarne di futuri e anche per mio bagaglio di esperienze, resto in ascolto e assorbo ma senza farmi condizionare e così ottengo l’equilibrio sentendo e rimanendo in contatto costante con la mia Dea Oscura, questa è la mia Via e comprende il mio lignaggio che non è di maestre ma di trasmissione senza imposizioni.

 

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