Erotismo? la codifica patriarcale dello stesso

Purtroppo nella società che viviamo non esistono cose neutre, tutto è sottoposto alla cultura dominante e la cultura dominante è patriarcale.
Una frase tratta da un testo e relativo link annesso:

Incontrastato, il film tradizionale codificava l’erotico nel linguaggio dell’ordine patriarcale  dominante.

Oggi voglio parlare di questo argomento perché ricordo che una volta una persona mi scrisse:
Erotismo è differente da pornografia.
Vero, ma allora non diedi una risposta completa perché davanti ai muri ostruttivi dell’altr@ da me che simboleggiano un non dialogo io rispetto la volontà inconscia scaturita dagli stereotipi della cultura assorbita dall’altr@ e non dialogo anche perché non è possibile quando ci si mette sulla difensiva avanzare un confronto.
Rispondo ora perché comunque l’argomento mi interessa e attiene a quel femminino di cui parlo sempre.
L’erotismo nel sistema dei patriarchi e delle loro immagini è codificato sulla base di questo sistema, non è scisso, nulla è scisso dalla cultura dominante, benché meno l’erotismo e poi quando si parla di sesso siccome diventa una malattia mentale nel sistema capitalistico e misogino, questo è il perno su cui si fondano i rapporti di forza del modello culturale vissuto.
E si è diverso da pornografia ma viene sempre traslato (come dice anche il testo con relativo link annesso) nell’ottica patriarcale quindi è comunque parziale (intesa come Di-Parte) nella sua visione e certamente non diverso per provenienza dalla pornografia, sono sempre “presentazioni” fatte dalla cultura dominante.

Freud ovvero un altro patriarca

Nel testo si parla di immagine associata sin dall’infanzia a scopi auto erotici che poi vanno a formare il narcisismo da adulti, ALT l’auto erotismo è conoscenza istintuale nei bambini e nelle bambine, istintuale! va sottolineato, poi interviene la cultura esterna infatti questa condiziona, detto ciò va anche ricordato che  così Freud giustifica l’auto erotismo dell’adulto che necessita di pensare alla femmina come corpo scisso dal resto (infatti era un patriarca che addirittura pensava che noi donne ci sentissimo incomplete senza una cosa penzolante in mezzo alle gambe… (che ego stratosferico!) quando invece sono i patriarchi che odiano il nostro dare la vita e la nostra naturale propensione a sapere, e anche la nostra libertà (misoginia) ennesima aspettativa e proiezione del patriarcato quella dell’esimio Freud).
Questa è la separazione del femminino, lo smembramento della Dea, di cui parlo spesso) non a caso psicologia e psichiatria assolvono perfino pedofili e stupratori e persone prive di empatia adducendo ragioni quali il ruolo della madre non svolto come doveva, (ovvero come il modello patriarcale suggerisce) ma nessuno dice che l’ego è un cancro maligno che logora e fa più vittime di una guerra nucleare, non il narcisismo, quella è solo l’evoluzione dell’ego, ma proprio colui che lo genera il narcisismo, anzi gli si riconoscono pure qualità necessarie allo sviluppo all’ego, in realtà è giusto questo nella società e nel modello culturale della stessa che viviamo, infatti IN QUESTA società l’ego serve eccome, serve a star interni ad una cultura e quindi a non conoscersi veramente.
Comunque ecco che riemerge il Victim Blaming, verso le madri, che quando c’è dominazione misogina hanno un ruolo preciso, e devono asservirsi ad esso altrimenti sono pessime madri, ma colpe non ne hanno coloro che da adulti dopo l’infanzia non cambiano anzi è normale che gli psicopatici siano così, lo spiega la psichiatria e la psicologia che ha risposte per tutto (sempre di ego si parla no?)  così, ecco che la colpa rimbalza alla madre, oppure alla moglie che non ha compreso…. e così si esclude la facoltà di scelta che chiunque può adempiere, decidendo di non rientrare nel ruolo di dominatore, ma questo approccio viene escluso
Io parto da un altra base come si è ben compreso.
Si subiscono delle influenze: Vero, a vari livelli e in varie fasi
Si può scegliere di cambiare?: Il patriarcato dice di no, dice che è impossibile, io dico di si, ma se non lo si fa o dipende nel caso del femminino dall’induzione verso un unico modello di società che viene subito e introiettato, nel caso del maschile siccome la società è la loro è una scelta non cambiare, specie se il mancato cambiamento ha a che fare con il potere e il controllo e con una società che non addosserà mai a loro le colpe ma sempre alle donne.
Va ricordato anche che vi è uno scarico di responsabilità quando si parla di maschile e femminile nel sistema patriarcale, infatti nel caso degli uomini questi vengono generalmente giustificati, o comunque si trovano risposte che vadano ad abbassare il livello di responsabilità degli stessi, (ha avuto un raptus, sembrava una persona normale, era come altri, il ruolo della famiglia è corresponsabile etc…) facendo così in modo di trasmettere tale messaggio: “tranquillo, ti capiamo, ti accogliamo, pensiamo di poterti curare, e anche se non ti possiamo curare (leggere psicopatia)  comunque non ti vediamo come mostro anche quando stermini 10 mila donne”, (tanti studi psicologici e psichiatrici dicono questo, per contro altri recenti (e fortunatamente ci sono) sostengono che spesso gli psicopatici nascono in famiglie sane, sempre secondo i canoni del patriarcato, e che quindi comunque potrebbero non sviluppare tali tendenze a non avere sentimenti positivi, ma solo fini di dominio e manipolazione, questo lascia uno spiraglio per un analisi differente) comunque sostituire la malattia con il concetto di libera scelta, fa propendere l’uomo a dire a se stesso: “perché devo analizzarmi? tanto comando io e comunque posso sempre sfangarmela”, cosa impossibile nelle culture Gilaniche, i predatori infatti non esistevano, e così questi uomini non hanno responsabilità di sorta, anzi possono proseguire nel fare quello che fanno, ci sarà per loro una giustizia che li giustifica, anche se si trascinano una sfilza di cadaveri dietro di loro (e infatti tante sentenze lo dicono).
All’opposto invece nel caso delle donne se non cambiano (per come il modello di società chiede loro) sono satana in terra…. tra l’altro satana era effettivamente femmina derivante dal Seth egizio è la faccia Oscura della Dea, quella rifiutata dal sistema dei patriarchi, quella che si difende e che è un aspetto preciso della natura frammentata e alla quale poi le religioni sempre patriarcali hanno riconosciuto solo il ruolo di Madre Terra che genera ma non distrugge, insomma quello di donna che si fa calpestare perchè è comunque propensa ad accettare, anche la dominazione.

La separazione, strumento ad Oc

Ricordo che per la giornata della manifestazione femminista tenutasi a Roma nel 2016, (NONUNADIMENO) ci fu una polemica interessante sul separatismo.
Io mi dichiaro felicemente una separatista per due ragioni:
  1. Se non ci si conosce prima nel proprio sesso e nei modi che questo assume nel sistema patriarcale si entra in un contesto culturale dove essere manipolate e soggiogate è estremamente facile, ecco perché occorre applicare il separatismo
  2. Perché separatismo non è esclusione dell’uomo ma concentrarsi sul femminino a prescindere dall’uomo ovvero Conoscere se Stesse
Nel patriarcato separare significa abusare, ponendo la forma (immagine, oggettivazione, auto oggettivazione, modelli e canoni) in opposizione alla sostanza e la forma diventa strumento narcisistico e separazione dal sentire e dall’istinto, diviene strumento di oppressione, infatti dal riconoscimento allo specchio (auto erotismo conoscitivo istintuale dell’infanzia che è un meccanismo naturale come detto) ad applicare un modello estetico il passo è breve, ma questo secondo passo è attribuibile alla cultura dominante e quindi scisso da una pratica naturale e istintuale, e quel modello è culturale e patriarcale quindi indotto. Da adult@ però come detto se ne può uscire se si ha la volontà di farlo e di riprendere il cammino conoscitivo che partiva dall’infanzia libera di auto esplorarsi facendo cadere le cose che ci sono state insegnate.

Fascinazione e Seduzione (come opposti) ovvero come nascondere le ossa dei cadaveri collezionati

Da Etimo:

Affascinare, presentare immagini che colpiscono, ego e narcisismo, sono tutte cose connesse e riguardano la cultura dominante.
Sedurre invece lo si diceva (più frequentemente che affascinare) delle donne che portavano alla perdizione (vero nel senso della mente corrotta da una specifica cultura creata a favore dei maschi e attribuzione di ruolo tipicamente misogina) la femmina non conduce, la femmina che riconosce il proprio femminino è guida certamente ma non ha intenti di dominio (mentre conduce già la dice lunga come termine ovvero risulta essere l’applicazione di una proiezione culturale sul femminino) ma si sa il patriarcato deve sussumere tutto e applicare la propria cultura (questa si affabulatoria, centrata sulla fascinazione a fini di dominio) anche sui comportamenti altrui pretendendo di sapere e invece di fatto distanziandosi dal proprio femminino e da una parte di se che odia (misoginia) la femmina guida invece alla riscoperta di quel Se che i patriarchi odiano e quindi odiano pure se stessi.
Infatti la fascinazione e il fascino sono accettati, generalmente mentre la seduzione viene interpretata con una connotazione negativa (in quanto appartenente storicamente al femminino) basti pensare alla Dea Lilith ma prima di lei anche ad altre Dee che erano state etichettate come seduttrici perché?
Lo spiego in un articolo, per la paura del patriarca di abbandonarsi, di ascoltare se stesso e sa che la Femmina Dea quello gli fa fare allora la Femmina Dea diventa il male.
L’erotismo patriarcale è anche questo, il fascino divide il corpo e porta a specifiche sensazioni corporee, e anche se vi è parola e vi sono discorsi tutto riporta alla stimolazione sessuale intesa come parametro derivante dal soddisfacimento dell’ego (e questo è patriarcale) al contempo vi è distacco da altri aspetti, quello istintuale non plasmato da modelli indotti, e quello del sentire tramite una reale condivisione che presuppone la comprensione verso l’altr@ e l’accettarle l’altr@ nella sua interezza quando quest’altr@ ci rispetta, e anche con un reale dialogo non uno fittizio evocato dal fascino che nasconde le ossa collezionate di cadaveri smembrati in precedenza (come per Barbablù) (la Dea Scissa).
Piacere visivo, e gli altri sensi? i sentimenti? l’istinto non contaminato? eccolo lo spezzettamento operato dalla fascinazione, che tange pure sul pensiero, non è raro infatti nel binomio di dominazione che esclude le molteplicità che soggetti manipolati scelgano i loro carnefici, perché le sensazioni che come spiego QUI possono essere inficiate, non sono il reale e selvaggio sentire, selvaggio che non è violenza patristica ma che Sa, è veggente e sente nel profondo cosa che nell’esclusione di vari sensi non può avvenire perché uno smembramento consegna una visione parziale.
Io a prescindere sono dalla parte delle donne, perché anche se hanno introiettato il patriarcato, lo hanno introiettato non lo hanno creato loro un sistema che vuole dominarle, nessuno che non fosse condizionato sceglierebbe il binomio: serv@ padron@, è una cultura specifica a determinarlo questo binomio e nelle società matrilineari infatti non esisteva tale cultura, vi erano all’opposto:
  • Nascita
  • Vita
  • Morte
  • Rinascita
Ciclicità, mutevolezza etc… poi sono arrivati i ruoli di dominio, che riguardano appunto anche la sessualità, anzi quella va controllata ancora di più visto che le donne devono essere regolate per le nascite e per dare piacere al maschio dominante che tale deve rimanere.

Il dolore come conditio sine qua non

Questa anche è una cultura. Come scrissi in un altro mio post, il dolore in natura esiste, fa parte della crescita, ma la condizione dei rapporti patriarcali lo prevede come condizione necessaria e indispensabile per far funzionare il rapporto.
Nulla di più manipolatorio di questo esiste.
Il dolore dai masochisti o da coloro che sono state plasmate a pensarsi così (la stragrande maggioranza delle donne) è pensato come una condizione incontrovertibile, e finisce per essere addirittura curato, ecco un gol del patriarcato, e una donna che fa questo sta regalando se stessa all’odio che provano verso di lei, anche se non se ne rende conto.
Nei rapporti per via matrilineare il dolore può intervenire ma non diviene strumento di controllo e di regolamentazione del rapporto, cosa che invece nel sistema patriarcale avviene in varie forme, non ultima la pornografia dove l’umiliazione e il dolore inflitto alle donne passa per godimento di queste ultime, (parlo di pornografia mainstream), la violenza è patriarcale ed è uno strumento per schiacciare la donna, per immetterla in un ruolo di sudditanza rispetto a chi le infligge violenza, per addomesticarla, ed è francamente schifoso visto anche quanto è vile, e la pornografia è un canale che perpetra questa cultura.
Perché le donne sono attratte dall’ego smisurato allora?
Quell’ego che le immette in situazioni di dolore?
come dico sempre permeare e sviluppare una cultura anche attraverso strumenti come la manipolazione e la violenza psicologica reiterata porta alla dispercezione di se e ad assumere ciò che è stato indotto come modello proprio quando invece non è tale. In più ci si aggiunga che quando una donna si ritrova in tale quadro spesso le persone si complimentano anche con lei e questo certamente per chi non ha abbattuto l’ego è una valida motivazione al permanere di determinati stati emotivi e quindi pensa che tutto sommato ricevendo solidarietà (dentro un quadro di dominazione e di violenza e senza uscire da quel quadro) può accettare quel dolore a anche amarlo, infatti quando smette di amarlo o quando ad esso si ribella non viene capita e anzi viene pure colpevolizzata (e ritorna il Victim Blaming altra violenza psicologica) ma questo alla fine e per come ho analizzato io il tutto dimostra quanto siamo più forti dei maschi che necessitano di tali stratagemmi per dominarci, e sono pesanti, ecco perché parlo di viltà altrimenti ci combatterebbero ad armi pari.

 

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