Il meccanismo della separazione nella vita reale

Nel corso del mio tragitto qui su questo blog ho evidenziato come l’unità del femminino è stata separata, e l’ho conseguentemente definita anche come smembrata.
Non ho fatto il passaggio successivo o forse, più semplicemente, mi sono limitata ad osservare questo aspetto senza espandere da un altra prospettiva il discorso. Lo faccio ora e con questo post.

 

Unità separata

Innanzitutto va detto che se un unità viene oggettivizzata, auto oggettivizzata e quindi subisce una separazione tra le parti che ne dividono un tutto anche passato e presente sono separate, come lo sono piccole cose e grandi cose, non è un caso in tal senso che sul piano culturale e anche di approccio generale alla vita delle persone si tende a separare i percorsi e a prendere un singolo aspetto di una storia, di una persona o di un esperienza focalizzando l’attenzione su appunto quello che è un singolo aspetto e così facendo scelte imprudenti.
Se è vero come è vero che dal piccolo si sviluppa il grande come si fa a dividere una cosa che è piccola da una che poi si rivelerà a distanza di tempo grande con un percorso che unifica e che è naturale?
Questo avviene perché si è sistematicamente indottrinato alle persone che separare i percorsi e le estensioni dall’evento permette di giungere alla vittoria, e in effetti quando si guarda in maniera parziale agli eventi la vittoria è di chi ha esercitato a monte una frammentazione (culturale e recepita).
Perché il sistema ha dovuto fare questo?
Innanzitutto perché se non si analizzano i percorsi delle cose è facile instillare terrore, e il terrore è uno strumento di dominio.
Poi si è fatto ciò per concentrare su singoli aspetti piuttosto che sulla complessità e la mutevolezza del cammino, e concentrandosi su singoli aspetti vengono giustificate e addirittura acclamate guerre, sedicenti superiorità etc…
La donna ha naturalmente in se stessa la capacità di osservare complessivamente le vicende, quindi su di essa il sistema patriarcale ha dovuto lavorare maggiormente per portarla a prendere in considerazione singoli aspetti e a caricarli di aspettative e di opinioni, in pratica è stata un altra ed ennesima forma di smembrare la Dea che è in ogni donna, la Dea chi mi legge lo sa che la intendo come la natura, e come l’Energia che permea l’universo e che è appunto nell’unità di ogni donna, non è ne un entità astratta, ne una creata che è forma energetica ma ha specifiche funzioni di “riparo” e quindi di Auto Guarigione.
Osservare:
Passato
Presente
Passaggi
Dinamiche
Opinioni e altro….
Ascoltando l’istinto (femminino) e la mente (femminino anch’esso quando connesso al percorso del tutto, che non è mente iper raziocinante che crea malattie e distorsioni quando scissa dall’istinto e in guerra con esso e quindi patriarcale) significa crearsi un quadro di riferimento più complesso che segue un percorso, che se segue il fluire e consente di ottenere una visuale di insieme, è paragonabile ad una meditazione, certamente è un esercizio, e questo è un approccio del femminino sacro, quello che definisco sciamanico per lignaggio femminile, e soprattutto è un percorso che abbatte le induzioni e aiuta nello Gnothi Sauton.

 

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