L’ancestrale e lo sconosciuto che spaventa

La consapevolezza aiuta a comprendere meglio le situazioni e le manifestazioni esterne. Averla significa però perdere completamente l’ingenuità, il che può essere un esperienza importante e di una certa rilevanza, e certamente può spaventare, perché è logico che una bella illusione sia più interessante di una triste verità, chi sceglierebbe la seconda a fronte di una prima seppur ingabbiante?

Io ho scelto la seconda e ovviamente questo mi fa stare sulla via del femminino, ma non è certo facile starci, e comunque è stata una mia scelta quella di “sollevare il velo”.
Nella storia però sia di epoche patriarcali sia precedenti ad esse, sollevare il velo, accedere alla Madre Terra, ai Sacri Misteri e allo Sciamanesimo del femminino, ha significato denudarsi, spogliarsi di una cultura acquisita e così dei suoi inganni per tornare all’istinto e al sentimento che è il prima delle emozioni, sentimento deriva da sentire, e quindi è l’istinto non corrotto che parla, invece le emozioni nell’Etimo indicano il tirare fuori, lo smuovere, e quelli possono essere benissimo indotti, inoltre le emozioni possono anche escludere i sentimenti e dare il primato alla mente che governa, che controlla e dirige, i sentimenti e quindi il “to feel” del Femminino invece non si fa corrompere, non consente gabbie e abbraccia il Se Selvaggio che tutela.

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Ma cos’è l’ingenuità?
Questa per molte persone risulta essere come qualcosa che riconnette ad uno stadio infantile che magari è stato piacevole, ma l’ingenuità in questo mondo, porta persone con poca empatia e che scarseggiano nei sentimenti, a strumentalizzare le e gli altr@ ovvero chi ha questa caratteristica, non vi è solo questo, l’ingenuità ammanta le cose, le inzucchera, ne traccia profili che non corrispondono alle realtà oggettive dei fenomeni che simboleggiano.

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Questo qui sopra è un mio disegno del 2008, sempre dedicato alla Dea, e che anticipa l’argomento che affronto a seguire. (Qui la mia pagina dedicata all’arte sciamanica)

La Dea Oscura ovvero come comprendere tramite essa

Sei ossa e volatilità, nel mezzo le sfumature dei passaggi
Mutevolezza e integrità
Facile perdersi, difficile riuscire a regolarti, impossibile direi
La Dea Oscura è colei che sceglie di vedere, per quanto ciò faccia male perché preferisce l’assoluta verità alla menzogna che illude e che trascina gli eventi che Lei non sceglie, in questo modo (vedendo) riprende in mano la sua vita, uscendo da ruoli preconfezionati per Lei.
Una volta che la donna sceglie di compiere questo passaggio si trova a fare una scelta, quella di amarsi, il che in un mondo patriarcale è ciò che da lei non ci si aspetta, ci si aspetta che ami prima gli altri rispetto a se stessa (crocerossa come ruolo), che distrugga se stessa a favore dell’uomo che ha accanto, che rinunci a ciò che ama fare, che si sacrifichi, ma non sacrifichi mai il bene di altri altrimenti è una cattiva madre, moglie, amica, parente etc….
Un giorno stavo girovagando per la rete, avendo un po di tempo a disposizione per fare alcune ricerche, e mi imbatto su questa frase:
A te donna si chiede di perdonare, si chiede di accettare e passare oltre, si chiede di comprendere, ma il patriarcato non ti perdona nulla e appena ne ha l’opportunità utilizzerà qualunque tua cosa ritorcendola contro di te.
E’ una disamina estrema, certamente per molte persone che leggono è facile considerarla tale ma personalmente penso che sia esatta. Basti osservare i pregiudizi sulle donne, e mi fermo a questi perché altrimenti dovrei elencare tantissime altre cose, per capire che questa frase si basa sul fatto che la società che viviamo è misogina, spesso al medesimo comportamento se operato da un uomo lo si giustifica (ruolo della comprensione a svilire) se operato da una donna lo si condanna…
Io lo definisco il duo pesismo scaturito dall’odio verso il genere femminile.
I nomi della Dea Oscura nel corso della storia sono stati molti, lei incarna gli aspetti della rinascita dal torpore delle immagini fittizie, e questa Dea Interiore delle donne è il loro istinto, quello che spesso non si segue dando privilegio alla mente con le sue tristi congetture indotte dalla cultura acquisita e che permea la società, e poi ci si ritrova con persone violente accanto e con persone che intendono solo continuare a non perdonare, a scaricare le loro responsabilità e le loro assenze o eccessive presenze, insomma la mente se non inficiata da una cultura che ne compromette il giudizio critico.
Purtroppo vivendola tale cultura spesso le persone (soprattutto le donne) non si rendono conto di quanto le condizioni, non si da seguito a ciò che diceva l’istinto, quello che la Estes chiama “La Que Sabe”? e poi si scopriva casualmente o essendo curiose, che la prima sensazione (sentire appunto…) aveva ragione?
Quante volte si sono sentite specifiche sensazioni ma per non apparire fredde o “strane”, si è scelto il cervello che fa elucubrazione piuttosto che l’istinto che mandava un chiaro segnale?
D’altra parte è la stessa pressione sociale a desiderarci accettanti, a desiderare che superiamo le cose lasciando andare, nel libro Donne che Corrono Coi Lupi, l’autrice parla di Vasilissa e del teschio donatole dalla Madre Selvaggia, La Loba (pazza appunto perché così ci etichettano quando affermiamo la nostra dignità umana) che incenerisce matrigna e sorellastre, ovvero quello che deve morire nella vita della giovane e che le mette delle catene, ecco questo è quello che io chiamo la Dea Oscura, la parte del femminino che il sistema dei patriarchi scientemente ha nascosto.
Io stessa in momenti di Crisi Sciamanica non ho dato ascolto al mio istinto, e i risultati sono stati disastrosi, ma ho imparato che se il corpo dice no e l’istinto comunica questo non è importante il parere altrui, ne importa come possono etichettarmi, ci sono persone che nell’etichettare non hanno secondi fini mentre altre utilizzano tale strumento per far cambiare l’altr@ facendo su di essa o esso pressione, ma tralasciando ciò, conta affermare quel no, fa evitare molti danni collaterali e l’unica cosa che si perde è un dolore prolungato spesso e volentieri, quindi ben venga perderlo quel dolore.

Il Disegno e il Lupo

Come scritto, realizzai quel disegno nel 2008, allora neanche sapevo che uno dei miei animali totem era proprio il Lupo, il Lupo Nero, ovvero la Dea Oscura che è lo Gnothi Sauton dei Sacri Misteri. Ho sempre amato il lupo come animale e spesso mi veniva in mente e lo disegnavo, quello sopra e non avevo nemmeno ancora letto il libro sopra citato, ma l’aspetto selvaggio del cane mi piaceva, per così dire.
Il Lupo Nero è speculare al Lupo Bianco, è la parte che esprime la rabbia, che Sa, quella che nelle recensioni del testo della Estes gli uomini liquidano come: “va bene se si sta in uno stato emotivo alterato, altrimenti è un libro ripetitivo”  in pratica ogni volta che si accede a quella parte della Dea si riacquisiscono i poteri del Femminino Sacro che il patriarcato liquida o con giudizi affrettati (sulle emozioni quindi che si possono governare dal patriarcato e non sul sentire della donna, ecco la tipica frammentazione automatica di chi pensa di conoscerci e di conoscere se stess@, e invece non ha capito nulla….) o dicendo che  siamo La Loba e certamente giudica in maniera frettolosa per non pensare, non sia mai che riconoscano il Femminino in loro stessi…. eh! che sacrilegio! oppure per non interrogarsi sul femminile al di là di canoni culturali acquisiti….
Come scrissi qualche tempo fa se essere pazza significa autodeterminarmi, chiamatemi pazza, io mi chiamo in altro modo, semplicemente dico di amarmi al di là del giudizio degli altri.
Concludo con un appunto sull’ingenuità. Ogni fase ha le sue prerogative, in alcune fasi ci si affida alla Madre che Cura, quella è la fase ingenua, poi ci si deve affidare alla Madre Terra nel suo aspetto distruttore delle errate questioni, e quella è la Dea Oscura, per me tale lezione è stata importante e paradossalmente me la ritrovo in quasi tutta la storia dell’umanità anche quando ben celata o sviata, o scritta invece da donne che hanno percorso la Via Sciamanica Femminile e magari la chiamano in un altro modo e quindi la dicono palesandola tale verità, in sostanza però non vi è colpa nelle donne che restano ingenue, le colpe sono di chi strumentalizza tale condizione per instaurare un dominio e una distruzione di aspetti importanti del femminino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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