Ebook: Sciamanesimo del Femminino

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Amare

Il gufo e la civetta simbolicamente e nel novero degli Animali Simbolo, indicano la preveggenza, sono animali sacri al Femminino e alla Via femminile, poi inglobati nelle religioni e tradizioni patristiche o demonizzati dalle stesse nel corso di 5 secoli.
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Oggettivazione sessuale = dis-umanizzazione o de-umanizzazione, in sostanza chi oggettivizza il corpo della donna le toglie la sua umanità, a fini specifici, generalmente di violenza sessuale, dico violenza perché se si ama si accetta la persona nella sua interezza, il resto è una forma o canone connesso su principi di violenza che muovono la società patriarcale.

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Nel sistema della mente contro tutto e del distacco come criterio per “andare avanti” e le virgolette sono giustificate e più che opportune, esistono fenomeni di violenza inaudita che nel regno animale non esistono.
Questo post è una riflessione sul nostro essere specie che è assoggettata ad una cultura del dominio e della sopraffazione, una cultura che distrugge e non ricrea nulla se non situazioni peggiorative di quelle pregresse e per questo è una cultura molto inferiore rispetto alle linee matri lineari e anche al modus vivendi delle altre specie e in generale a quello spurio della natura per come si manifesta in senso continuativo e dove la distruzione occorre solo alla rinascita e al progresso vero non fatto di oggetti inutili e anche dannosi che creano solo dipendenze (altra e ulteriore forma di assoggettamento).

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Non sono giocattoli da Lunanuvolas’blog

Cronaca, località Senigallia (Ancona) data 9 ottobre 2016: “Baby squillo, dopo gli accessori griffati anche la cocaina e l’hashish.” “Baby prostitute per le sostanze stupefacenti con cui passare il weekend” “Lo scandalo delle «lolite» presenta nuovi dettagli inquietanti” Gentili professionisti della carta stampata, il Codice penale italiano – all’art. 600 bis – prevede il reato […]

via Non sono giocattoli — Lunanuvola’s Blog

Qualche giorno fa parlavo di pedofilia, poi ho parlato di oggettivizzazione del corpo femminile, Lunanuvola’s Blog è molto più diretta di me e condividiamo lo stesso pensiero, spero di non arrecarle disturbo riportando il suo articolo che condivido pienamente.
Una volta parlando con una compagna anche lei femminista, lei mi disse che molti uomini dicono sia loro necessario “svuotarsi” e che questo sia un fattore naturale, io risposi a stretto giro: culturale non naturale, lei sorrise e poi aggiunse che anche noi sentiamo il bisogno di fare sesso ma non quello di oggettivare il corpo femminile o maschile (femminile se siamo lesbiche, maschile se siamo etero o entrambi se siamo bisessuali) a meno che noi stesse non separiamo le persone frammentandole, e qui si ritorna ciclicamente al discorso dello smembramento della Dea, e della donna, che è sempre fattore colturale e non naturale.
E comunque in certi contesti anche criminale in quanto induzione alla prostituzione minorile come viene sottolineato.
I miei post sul-sui temi:
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Ve ne sono molti altri di post dove volgo lo sguardo al fenomeno della prostituzione e al fatti che è stato inventato dal sistema patriarcale, qui ne riporto solo alcuni osservando come il femminino venga tradotto da una cultura e non dalla natura o da un bisogno incontrovertibile, infatti un criminale resta un criminale e chi abusa pagando dei ragazze minorenni questo è, ci sono scelte e poi ci sono giustificazioni, quelle del patriarcato sono scelte consapevoli di criminali che abusano del potere che gli fornisce una società malata, e si scusano con il “ci stanno” “vogliono la ricchezza e il cellulare nuovo” è sempre il rapporto di dominio misogino che porta le donne e le ragazze alla prostituzione e il quadro generale che le fa propendere per tale non-scelta, perché la scelta prevede delle opzioni, ma se i ruoli patriarcalmente accettati sono:
madre
prostituta
moglie
amante
lavoratrice-madre-moglie-amante
Questi i ruoli, poi ci sono le immagini che devono essere sempre attrattive agli occhi maschili e alla percezione patriarcale, mai una ruga, mai i capelli fuori posto, sempre cinte in abiti che evidenzino le curve, proporzioni assurde, tacchi alti etc…. etc… ovvero i canoni estetici che nel corso della storia hanno sempre limitato il libero movimento femminile, lo disse anche un maschio patriarcale che inventò un capo di abbigliamento e disse esattamente che occorreva a limitare la donna nel suo muoversi, sempre di sottomissione si parla…. tanto per rimanere in tema.
La domanda è quindi dove starebbe la scelta? dove se questi sono modelli ben precisi che ingabbiano e sono basati su stereotipi di genere e pure misogini? la risposta è semplice non c’è scelta autonoma, ci sono i modelli presentati da una cultura e assorbiti dalle donne che vivono immerse in quella cultura, punto. Come scrissi anche di recente, personalmente non condannerò mai il femminile, condanno il patriarcato che crea, colpevolizza, violenta, uccide, sottomette, non si prende MAI le sue responsabilità, addossa a noi sensi di colpa, ci manipola, ci indottrina, tenta di farlo e che ha creato una cultura basata sulla superiorità del maschio che ha dimostrato tutta la sua nefandezza, anche con fenomeni come quelli sottolineati da Lunanuvola’s Blog nelle sue pagine non solo nel post che riporto oggi anche sul mio blog.

 

Parthenos

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A molte persone capita una cosa precisa nella loro vita, quella della gentilezza messa in piedi da altre persone per ammorbidirle e poi imporre il loro punto di vista.
L’imposizione velata l’ho sempre mal digerita, preferisco quella esplicita e diretta, mi appare meno ipocrita, seppur trovi ipocrita ogni forma di imposizione, infatti ho sempre pensato che se si ha un punto di vista (per quanto errato questo possa essere) è meglio esplicitarlo in maniera netta piuttosto che ammantarlo di una forma di fascinazione.

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Si può racchiudere la grandezza del cuore e dell’amore in un cofanetto?
Sono praticamente cresciuta con la canzone di Cobain, e dei NIRVANA.
Ricordo che attraversavo la metropolitana all’età di 23 anni con le cuffie nelle orecchie e che una volta una mia amica mi dovette dare una pacca sulla spalla affinché ne notassi la presenza perché mi aveva chiamata e io avevo le cuffie.
Lei ascoltava musica metal e io i NIRVANA.

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Quella che segue è la narrazione legata a due bambine e a due modi di approcciarsi al mondo sulla base di un interiorità completamente diversa, una lievemente più spuria, l’altra contaminata dalla cultura patriarcale, maggiormente contaminata perché purtroppo tutte noi la assorbiamo questa cultura, chi più chi meno, poi c’è chi la disconosce e chi invece la coltiva portando se stessa a malattia.
Per praticità chiamerò le due bambine Giulia e Sara.

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Oggi mi sono ritrovata a pensare al termine Ciclicità, poi ho aperto il Tag corrispondente sul mio blog e sono usciti un tot di articoli dedicati a questo concetto.
Mi sono accorta che dovevo ampliare il ragionamento, essendo il mio un blog “fluido” e nel quale corsi e ricorsi, eventi, cambiamenti, adattamenti etc…. sono un preciso modo di procedere, mi sembrava opportuno allargare il discorso sulla Ciclicità.

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La consapevolezza aiuta a comprendere meglio le situazioni e le manifestazioni esterne. Averla significa però perdere completamente l’ingenuità, il che può essere un esperienza importante e di una certa rilevanza, e certamente può spaventare, perché è logico che una bella illusione sia più interessante di una triste verità, chi sceglierebbe la seconda a fronte di una prima seppur ingabbiante?

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