La violenza parla, bisogna solo cogliere gli indizi che lascia e non ammantarli con la frase: “tanto è normale” (sotto pensiero: perché è relativo alle masse)

WordPress consente di vedere il numero di visite di un determinato articolo pubblicato.
Prima di entrare nell’argomento delle statistiche butto lì una frase:
“Una cosa benché normalizzata può anche non essere legittima, ecco perché si parla di Cultura dello stupro”.

Tra le tante cose che io ho scritto la maggioranza delle persone che sono entrate in questo mio blog è andata all’articolo – post sul bdsm, questo evidenzia due cose:
  1. l’iper sessualizzazione e il patriarcato della società che si afferma tralasciando la totalità e la complessità delle questioni a favore di un unico argomento che cattura l’attenzione nel costante meccanismo di separazione dell’individuo e della sua molteplicità (oggettivizzazione anche se non si vede il soggetto in questione ma lo si relega comunque ad un unico argomento)
  2. la stupidità di chi ha interesse per un luogo per un unico argomento quando in esso ne vengono toccati 5000 che potrebbero fornire un quadro interpretativo certamente più consono, ma tant’è, traduzione: meglio osservare un unico aspetto che la complessità del tutto

Le Tracce

Da Wikipedia sulla Cultura dello Stupro (le parti in rosso sono quelle di Wikipedia, le parti non in corsivo e di altro colore, sono mie aggiunte):
“un complesso di credenze che incoraggiano l’aggressività sessuale maschile e supportano la violenza contro le donne. Questo accade in una società dove la violenza è vista come sexy (bdsm appunto) e la sessualità come violenta (sempre di bdsm si parla). In una cultura dello stupro, le donne percepiscono un continuum di violenza minacciata che spazia dai commenti sessuali alle molestie fisiche fino allo stupro stesso. Una cultura dello stupro condona come “normale” il terrorismo fisico ed emotivo contro donne. Nella cultura dello stupro sia gli uomini che le donne assumono che la violenza sessuale sia “un fatto della vita”, inevitabile come la morte o le tasse”
L’argomento sulla sessualità connotata in senso patriarcale, lo tratto in tantissimi altri post, come in quello sul romanticismo, quando parlo dei sensi di colpa, quando parlo di induzione che poi di fatto si traduce in coercizione e quindi in stupro anche quando le donne non accettano che possa essere così, e lo credo! è difficile pensare e accettare che un uomo induca attraverso il senso di colpa una donna a fare l’amore (amore?) con lui, quando dietro vi è appunto una manipolazione mentale e culturale, che secondo me rientra nella cultura dello stupro, o quando parlo anche di oggettivizzazione, o auto oggettivizzazione, o ancora di Smembramento della Dea, per vederne un unico aspetto connotando questo di canoni e stereotipi che non hanno nulla a che fare con l’essenza anche del singolo aspetto separato dagli altri aspetti.
La necessità di separare e svilire è una tecnica manipolatoria precisa e collaudata dalla cultura dei patriarchi, ma per persone che sono sulla Via del Femminino Sacro, è limpida da scorgere e comprendere nella sua essenza più marcia, e poi si sa, il patriarcato deve legittimare se stesso, e per farlo usa tutti i mezzi possibili, e lascia tracce che per alcune donne (femministe o croste (e sono stata gentile visto che gli epiteti sono assai più violenti nei nostri riguardi, basta farsi un giro su Facebook appunto per capirlo) come ci chiamano loro) sono limpide come l’acqua, per altre invece siamo paranoiche noi, e fanno fare gol ai misogini, rendendosi loro complici e sperando che tutto trovi un equilibrio impossibile visto che il patriarcato è come un tumore maligno, logora fin quando il soggetto non muore, non i maschi badate bene (infatti io non sono speculare ai misogini ovvero affetta da misandria), ma il patriarcato che è una cultura, indotta, preservata, coccolata, di cui le donne anche quelle che lo hanno introiettato nei loro modelli, canoni etc…. sono vittime visto che non è nato pensando a loro ma solo a far sentire l’uomo superiore per aggressività e violenza esercitata e ammantata di gioco, o scherzo, quando è e resta solo violenza ovvero uno strumento che ha il fine di sottomettere. (Leggere appunto Cultura dello Stupro, link molto interessante)
In sostanza ecco palesarsi un dato. Grazie a WordPress e alle sue statistiche, esprimo un idea personale sul tema del bdsm e quell’idea è seguita più di tutte le altre idee e gli spunti di riflessione forniti sulla mia Via, e questo è un segnale di come una cultura recepisca un individuo, di come occorra prendere un unico argomento e magari scagliarsi contro chi lo ha scritto, in via ipotetica si intende, ma senza palesarsi e questo modus operandi la dice lunga.
In passato mi sarei arrabbiata per una cosa del genere, oggi invece me la aspettavo, stavo attendendo da 3 mesi questo momento perché conosco bene cosa si cela dietro le innumerevoli maschere che i patriarchi indossano, e quindi è stata una conferma questa che mi fornisce l’opportunità di parlare di tre argomenti che mi stanno a cuore, ovvero la coercizione, la violenza e la Cultura dello Stupro.
Inoltre chi ha invitato a leggere quel mio unico intervento, riportato in uno dei tre link sopra enumerati e reso opportunamente privato (a seguire spiego le motivazioni di tale scelta) appunto resta ignoto e per me chiunque non si confronta su un tema e preferisce sottrarlo e magari avere un unica voce in capitolo o più voci che gli confermino la sua (ego) ha un problema serio, prima di tutto con se stesso, poi tale gap si riversa nel mondo e necessita di svilire, controllare, offendere, denigrare (ricorda il bdsm in effetti….) e quant’altro per non affrontare tale problema, o eventualmente la sua misoginia ma in questo caso la sua misandria eventualmente, visto che sono fratello e sorella anche se in realtà donne che odiano gli uomini non ne ho mai conosciute, ma donne che odiano il patriarcato (e ne hanno ben donde) si, mah… forse anche la misandria è nata per livellare nel sistema patriarcale, eh si probabilmente è proprio così, è come la storia che un uomo considera una violenza fatta su di lui una donna che dice di si e poi ci ripensa, (cosa che viene accennata anche nel link esterno sopra riportato) un livellamento che è di fatto idiota, ma appunto nasce dal loro bisogno di legittimare la misoginia che li caratterizza, in tal senso basta leggere Shopenhauer e le sue tesi sulle donne e sul “come avere ragione”, restano sempre uguali nella loro storia questi patriarchi e ci credo che le mie opinioni gli diano fastidio.
In conclusione, non ho chiuso il post sul bdsm perché ho paura, non mi fanno paura i patriarchi, l’ho chiuso perché il mio blog è molto più che un singolo articolo, e non mi piace chi linka i miei interventi senza palesarsi, ho fatto esplicita richiesta in tal senso e il farlo è un contravvenire ad una mia esplicita richiesta, di conseguenza a causa di un personaggio che pensa di non potermi rispettare ora chiunque voglia leggere il mio post sul tema del bdsm può contattarmi tramite modulo contatti e se vi sarà dialogo per come lo giudico io il dialogo e confronto sul tema ve lo invierò altrimenti resta privato, faccio la Dea che si impone ma non per comandare ma per salvaguardare la sua dignità e la sua molteplicità, perché mi hanno resa, e ho scelto di ritornare ad essere (recuperandola e recuperandomi dopo una serie di esperienze fatte) un pezzetto della Dea Oscura, nella figura di Kalì che distrugge la mente eculubrante (non pensante e capace di elaborare senza una cultura acquisita, ma appunto eculubrante) del suo consorte.

 

Annunci

One thought on “La violenza parla, bisogna solo cogliere gli indizi che lascia e non ammantarli con la frase: “tanto è normale” (sotto pensiero: perché è relativo alle masse)

  1. Pingback: Il corpo delle giovani da Lunanuvolas’blog – Appunti, spunti e riflessioni sullo sciamanesimo femminile, le antenate, il sapere primordiale e la prima Via, quella del femminino sacro

I commenti sono chiusi.