Vampirizzazione Energetica

Resilienza non è accettazione della violenza, anche se alcune persone erroneamente la recepiscono così questa tendenza. Resilienza è amare se stesse e fare in modo che un trauma non fermi il percorso di distruzione di ciò che viene indotto da una cultura, e di cui è necessario liberarsi per liberare dai canoni e dagli stereotipi e dalle cose richieste dalla Dea che è in ogni donna rannicchiata, così da fornirle una nuova vita, la SUA, quella che Lei ha scelto, e in maniera consapevole non indotta!
Tempo fa mi venne in mente questa cosa e iniziai a rifletterci.
La parola resilienza è molto bella se applicata come l’ho definita io, è come una coautrice di una rinascita che eventualmente si può scegliere di compiere.
Io la intendo in questo modo, un aiutante verso il superamento di cose velenose e che mi avevano fatto per lungo tempo molto male scavando in me stessa delle voragini. E’ stato un percorso di morte quello che ho affrontato con una serie di vicissitudini, una morte che mi ha consentito di diventare oggi quella che sono e nel percorso affrontato ho avuto anche a che fare con quelli che vengono definiti da più parti come vampiri energetici.
Il vampirismo delle energie è una condizione e uno strumento adottato da sempre dai patriarchi, anche il femminino sacro sa perfettamente come incamerare energia ma non la sottrae con lo scopo di indebolire l’altr@ da se, quanto più per canalizzare energia a scopi di auto cura o curativi sciamanici, quindi sottrae alla Madre Terra o magari bilancia le energie in eccesso, non vampirizza quindi ma se volesse farlo saprebbe perfettamente come agire in tal senso.
Perché i patriarchi vampirizzano energia vitale
Tra l’altro anche il termine donna ha la stessa radice etimologica, e sappiamo che questo termine è inventato dal patriarcato, quindi vampirizzare serve a sottomettere e non scontrarsi alla pari con un altra persona, è un tipico gesto vile che si avvale però di innumerevoli strumenti tra cui la coercizione, il ripetere costantemente le medesime cose (errate e indotte) fin quando dall’altra parte non viene più opposta resistenza ad esse (anche grazie al calo di energia che tale tecnica opera) solo per citarne un paio.
In psicologia il vampiro energetico è l’uomo che commette violenza psicologica reiterata verso una figura femminile o verso un partner uomo anche. La resilienza che ho operato nel corso del tempo e che mi ha portata all’oggi con una memoria intatta derivante dal piano esperienziale, mi permette di approcciarmi a questo tema leggera come la Piuma di Maat, anzi, più leggera di essa.
Maat era la Dea Egizia della giustizia e per poter accedere all’oltretomba chiedeva che i cuori dei trapassati fossero più leggeri della sua piuma, Maat in realtà incarnava aspetti della Dea Primigenia, spezzettati come spiega
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Ma parla del cuore, ovvero di un organo che il patriarcato odia alquanto, infatti hanno bisogno di umiliarci per ricordarci il loro distacco dai sentimenti e poi si ammalano attraverso tale distacco ma hanno fatto tutto da soli, è un procedimento che non prevede vendetta, solo giustizia, tanto per tornare alla Dea Maat e all’aspetto di Dea Oscura che nel sistema a dominio dell’uomo non piace dell’originale Dea, infatti la Dea Oscura è quella che sa e riconosce, per via delle esperienze, per via della resilienza, perché è una combattente e perché a differenza della cultura misogina affronta non fa finta di affrontare, affronta realmente, morendo e rinascendo a nuova vita e a nuove consapevolezze, quelle che alla cultura dominante non piacciono e che vengono sfiduciate da tale cultura anche quando fa credere che le sostiene, anzi quella è un ennesima maschera.
La Dea Oscura, che è poi la protagonista del mio libro che mi sta tanto appassionando e che sto vivendo come un esperienza sciamanica, comprende tra i temi affrontati i meccanismi della vampirizzazione e sa che scopi finali questa abbia, chi fa del male tramite la sottrazione delle energie individuali, svilisce e umilia, e a livello subcosciente sa che deve fare questo perché chi ha davanti è più forte, sul piano cosciente però non lo ammetterà mai altrimenti cadrebbe il mito dell’eroe che vince sempre.
Per uscirne occorre solo ritornare a se stesse, e per quanto appaia difficile tale morte delle aspettative, delle paure, dell’abbandono, del fascino che ammanta ma che è proiezione priva di sostanza, ovvero di tutte quelle cose che sono indotte dalla cultura che permea la società di stampo patriarcale, devono morire, colei che rinasce dalle sue ceneri percorre un Viaggio Sciamanico, e credetemi, è un viaggio stupendo!

 

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