Non vi è peggior nemico di se stess@ di chi non guarda se stess@

E’ facile e comodo dare ad “altro” le colpe o minimizzare cose gravi, sembra facile, ma quello che non si affronta in se, perché da se parte, poi scava e genera malattia, odio, intolleranza, rabbia cieca e stupidità.
E questo è il patriarcato, ovvero l’incapacità di riconoscere il sentimento al pari della mente, la mente non spiega il sentimento e mettere le due cose in competizione significa che si è servi del sistema patriarcale e che non ci si vuole guardare dentro per comprendere quanto tale sistema sia stato assimilato, allora la colpa diventa di una cosa femminile che va regolata e dalla quale non farsi sopraffare ma senza la quale si verificano cose come il nazismo, i campi di concentramento, gli stupri, la pedofilia e che genera tendenze comportamentali (scelte da chi le esercita) come la sociopatia. Chiunque metta a competere ragione e sentimento e dia prevalenza alla mente è complice indiretto di queste aberrazioni patriarcali, non è una condanna questa anche se appare tale, ma solo il mio netto e deciso punto di vista, aggressivo certamente ma solo perché io sono tale, inoltre comprendo che le persone possano non associare singoli elementi presenti in tale questioni e che vi sia un rifiuto a pensare che la mente possa generare queste cose, ma se non vi fosse assenza di sentimenti positivi come l’amore come si potrebbe sottomettere l’altr@? questa è la mia linea di pensiero.
Sono molto diretta nel dire ciò e so di avere molte nemiche e nemici che vedono nel mio pensiero il male perché preferiscono non affrontare loro stess@ e analizzare e quindi il capro espiatorio è più comodo perché non li costringe ad operare nell’ultimo senso. Sapevo da quando ho aperto questo blog, e anche prima, come si determina un capro espiatorio (cosa anch’essa tipicamente patriarcale) e so quante persone lo cercano e lo trovano, personalmente non mi rattrista più essere condannata per il mio pensiero, so cosa genera, e neanche sono contenta di avere ragione, la ragione la lascio a chi necessita di confermare a se stess@ se stess@, conoscendomi non ho tali necessità egoriferite.

Il lavoro minuzioso di smantellamento di una Cultura

Disabituarsi a ciò che appare chiaro e definito per accedere alla possibilità di una molteplicità significa farsi molti nemici, lo dico senza retorica, e dico anche che la mia scelta di fare questo non ha mai voluto essere un indottrinamento per altre-i, quindi se è stato percepito ciò, è stato appunto solo percepito, chi è in pace con se stessa non vuole cambiare l’altr@ ma richiede solo rispetto.
Tornando al tema gli stermini di massa delle donne e non solo nella storia, stanno lì a confermare proprio il concetto di nemico, e il primo sterminio fu quello dei Kurgan nei confronti delle Sacerdotesse della Dea, pian piano i patriarchi hanno indotto le donne a recepire metodi, pensieri e comportamenti attraverso tecniche manipolative e violente, oggi non stupisce che la donna odi il sentimento o che lo consideri “decorativo nei confronti della mente suprema (alto, il dio, il cielo contro la terra ovvero chi ci genera e nutre, il cielo che fa ci genera? ci dà l’ascensione? no è solo ego, è solo ricerca di conferma basandosi sul bisogno di essere accettat@ e magnificat@, appunto le religioni maschili e misogine), ma il difficile è però mantenerlo abbandonando i canoni e gli stereotipi patriarcali non scappare da una parte di se perché così si fa vincere il patriarcato che ci dice appunto questo, ovvero che il sentimento non è il cervello e che questo secondo (che ha portato al fascismo, al nazismo, agli stermini di massa etc…., al tentare di piegare la ciclicità della Natura) vince e i sentimenti sono un orpello o sono assoggettabili al cervello. I sentimenti e le emozioni se non intrisi di canoni dati, sono un canale, ma comprendere ciò significa trasformare la realtà sovvertendola, meglio invece asservirli al cervello dove il patriarcato è pratico e continua ad elargire modelli e canoni da seguire.

La cultura è il principio che muove le cose nelle società incivili, nell’etimo si dice civili ma civiltà dove la base culturale e formativa implica e accetta l’oggettivizzazione dei corpi e la violenza come strumento non di difesa ma di attacco al fine di sottomettere significa che non si può parlare di civiltà, e la cultura patriarcale (termine che non piace a molte persone e che io utilizzo frequentemente perché indica il dominio di un sesso su un altro sempre secondo la lingua corrente e il suo significante) è incivile, oltre che assorbita dalla stragrande maggioranza delle persone.
Personalmente devo ringraziare il mio istinto e le mie sensazioni perché progressivamente queste (e non il cervello) mi hanno portata ad allontanare:
ipocriti-e
manipolatori-trici
false-i
menzoniere-i
violente-i (psicologicamente e fisicamente)
personaggi che si presentano con un volto (maschera) ma che odiano e cercano solo spunti per ridicolizzare l’altr@.
Se avessi seguito unicamente la mente questa mi avrebbe suggerito che dovevo dare ulteriori possibilità, perché la cultura che permea la società non accetta chi mette la parola fine facendosi rispettare, specie se questa persona che lo fa è una donna, o un soggetto facente parte di una classe bassa rispetto a quella della media e alta borghesia, proprio perché è una società capitalista e misogina.
Si potrà obiettare di come facevo a sapere di dover allontanare queste persone?
In alcuni casi ho avuto prove materiali dopo aver compiuto questa scelta e le ho viste esplicitarsi su altre donne, una mia amica è morta mettendosi contro di me quando la avvertivo che il ragazzo con cui stava le faceva violenza psicologica e che sarebbe poi passato a quella fisica, cosa che è avvenuta, e inoltre l’ho visto migliaia di volte nei centri antiviolenza il meccanismo di induzione a considerare solo la cultura acquisita e non l’istinto.
In altri casi bastano le parole e le immagini a comprendere la misoginia e chi la minimizza di fatto si mette dalla parte di stupratori, di coloro che vanno a prostitute, di chi in generale oggettivizza il corpo delle donne e se sono le donne a fare questo significa che hanno imparato ad odiarsi fino nel profondo e che non vedono questo semplicemente oppure che preferiscono non combattere una cosa che va a braccetto con il sistema suddiviso in classi, l’una senza l’altra non possono essere eliminate e se si vuole eliminare il capitalismo non si può accettare che il corpo della donna sia un oggetto da mostrare (il corpo bello non quello anziano, o se anziano deve aderire a trucco e parrucco come modello dettato dalla cultura misogina che viviamo) e su cui ridere o scherzare, perché significa essere maschilisti questo.
Ecco cos’è la cultura misogina e patriarcale. è induzione a specifici modelli, canoni e pratiche.
Ai punti 6 e 7 della mia Pagina dedicata ai Consigli spiego chiaramente che una persona può dire una cosa ed essere interpretata per quello che ha detto o in 3 milioni di altri modi differenti, una donna che ammiro molto dice:
è la persona che sceglie se combattere realmente o se far finta di combattere accettando talune cose perché gli fanno comodo oppure perché non ne comprendono l’entità negative, oppure perché non le ritengono gravi a prescindere.
Si parla sempre appunto di interpretazioni.
Per concludere metto il link al termine patriarcale secondo l’etimo, avendo scritto che si tratta di dominio mentre il matrilinearismo non aveva dominio ma equilibrio, riporto il link
E anche un link al mio post su Russell Means che fornisce una spiegazione della differenza tra dominio patristico-patriarcale e matri linearismo, per convenzione definito erroneamente come matriarcato perché le donne non comandavano in quanto soggetti superiori (come si considerano gli uomini e le donne che introiettano la cultura dei patriarchi nelle società che viviamo) ma erano capaci invece di mantenere l’equilibrio.
Chiudo dicendo e ribadendo che le donne che si schierano dalla parte degli uomini che perpetrano avendolo inventato un modello culturale che ha distrutto il pianeta e che considera i sentimenti come secondari e “decorativi” della ragione e che considera l’istinto del Se che spesso definisco come la Pinkola Estes, Selvaggio, io non le condanno, certamente aiutano questo sistema e trovano nelle donne il capro espiatorio come vuole il patriarcato e quindi gli fanno un regalo ma se è una loro scelta non le condanno dico solo che sbagliano, la colpa resta comunque di chi lo ha inventato questo sistema.

Aggiornamento del 19 Maggio:

Chi deduce da ciò che ho scritto che io intenda cambiare le persone perché sono aggressiva, non comprende la linea che separa aggressività come difesa di se stesse e chi invece effettivamente ha l’intenzione di cambiare davvero le persone, come dico sempre se si ha una cultura specifica che disconosce delle cose e non le vede per quelle che sono è ovvio che proietti sull’altr@ la propria cultura acquisita dicendo che quest’altro si comporti come invece non ha mai fatto.
Chi cambia l’altr@ non è così diretto da mostrare aggressività a questi livelli, la mostra solo attraverso la violenza psicologica e/o fisica, e inducendo volontariamente dubbi nell’altr@, a me non piace indurre dubbi nelle altre persone ma se sono percepita come maestrina o come persona che intende cambiare il prossimo forse si deve parlare di percezione errata di me. Chi mi conosce lo sa, chi intende rimanere di questa opinione è libera o libero di farlo e non sarò certo io a far loro cambiare idea.
Comunque devo sempre spiegarmi, perché ho la volontà di fornire la mia risposta sulle cose.
A seguire un paio di link sull’aggressività, l’assertività e il plagio che a tal proposito possono chiarire meglio il concetto sopra riportato:

1

2

 

Annunci

4 pensieri su “Non vi è peggior nemico di se stess@ di chi non guarda se stess@

  1. Mi sembra di aver percepito che tu, come me, hai la capacità di vedere oltre le cose, di scrutare dentro. Da una parte è molto bello, ti da consapevolezza, dall’altra è come portarsi dietro una croce. In fondo chi vuole sentire la verità? Pochi. Accanto a questo aggiungo che spesso o ci si sbatte il muso da soli o le cose non si capiscono, purtroppo anche questa è una grande verità.

    • Hai ragione, se posso aggiungere, alle volte esistono anche persone che pure se ci sbattono il muso sulla verità preferiscono non vederla, personalmente a quel punto penso “peggio per loro”. Si vedo oltre, ma in generale tutte le persone che sentono a pelle le cose e poi non mettono un freno a queste dicendo a loro stesse che la ragione vale più dell’istinto sentono e recepiscono e su quella base poi agiscono. Una volta la consideravo una croce ora dico che se le persone non sono pronte alla verità appunto peggio per loro ma non sono più disposta a farmi prendere in giro, ecco la differenza con il passato, ne accetto più l’ipocrisia. Ti racconto una vicenda per esemplificare. Una volta conobbi una persona che dopo qualche settimana di conoscenza mi disse: Non chiamarmi più, io ci restai abbastanza male, ma attorno a questa persona si muovevano altri soggetti che facevano finta di accettarmi. A distanza di anni devo dire che sono meglio le persone che da subito ti fanno capire che non gli piaci rispetto a quelle ipocrite che “per mantenere un falso equilibrio” si mettono delle maschere. Personalmente apprezzo le critiche dirette invece del mantenere una falsa forma di accettazione quando di base c’è uno o più contrasti, con quella persona non ci fu un chiarimento perché compresi di non piacergli, e ho rispettato la richiesta che mi fece e apprezzato la maniera diretta (seppur rude) di chiudere da parte sua. Il rispetto passa anche dalla forma, se la forma viene alterata per tacitare un opinione questo meccanismo è manipolatorio, o diventa tale, può diventarlo, se invece segue la sostanza mantiene un equilibrio. Poi vi sono anche casi nei quali le persone non ce la fanno a dire la verità o ad essere dirette, in quel caso non si possono fare delle forzature per avere la ragione, ecco perché sottolineo che la ragione non mi interessa, e comunque le comprendo anche quelle situazioni.

I commenti sono chiusi.