Donne Medicina e le culture della sopraffazione

spiral goddess
Un tempo la medicina era in mano alle donne. Poi vennero gli uomini che sottrassero anche con la violenza, alle donne il loro compito di curandere.
  • Erbe
  • Unguenti
  • Preparati
  • Energia
  • Capacità di empatia
  • Capacità di travalicare la materia
Tutto questo erano le donne medicina, poi dopo essere state definite sciamane divennero streghe il cui termine era impiegato in senso dispregiativo. Le donne rappresentando alba e tramonto (Ishtar), notte e giorno, capacità di mutare e di essere lievi come il vento e ardenti come il fuoco in un ciclo senza fine erano a ragione coloro le quali si prendevano cura di riparare i danni del corpo, attraverso un uso consapevole delle energie e delle erbe che conoscevano sulla base del loro essere animali come altri animali.
Una volta un pastore sardo disse:
“La mia pecora aveva un taglio poco profondo sulla pancia, ho cercato di curarla poi quando l’ho riportata al pascolo dopo un po di tempo l’ho vista strofinarsi su un cespuglio. Sono andato a vedere che cespuglio era e ho trovato un elemento cicatrizzante tra le sue proprietà”.
Intuizione, istinto animale, ecco cosa guidava le curandere che più degli uomini sono diretta emanazione della Dea.
Tale sapere nel patriarcato doveva essere distrutto perché foriero di potere secondo la loro concezione malsana mai appartenuta alle donne medicina. E quindi le donne poi nel tempo per fare le cose più naturali si sarebbero dovute rivolgere a medici uomini, come per tutto il resto si rivolgessero prima agli uomini, state a vedere che cosa pessima se avessero in loro stesse recuperato quella capacità di discernere sulla base del nostro essere specie tra le specie, sarebbe stato un dramma una volta che le donne avessero capito che possono benissimo fare molte (e sottolineo molte che non è uguale al termine tutte) cose da sole, sarebbe caduto il potere patriarcale che si fonda sulla paura, sull’induzione e sull’incapacità di osservare in maniera critica una totalità, e qui ritorna la frammentazione o lo smembramento tra le parti, tipico di questa cultura.
La scienza quello che non riesce a spiegare lo definisce o isteria collettiva o fantasia, non ammette mai che al momento non si riesce a spiegare un dato fenomeno e che magari con il tempo ci si potrebbe riuscire e quello che non è spiegato, semplicemente non esiste, oppure è frutto di speculazioni, anche molto fantasiose, ma sempre utili a ricevere conferme.
Trasliamo un attimo questo assunto alla vita reale, escludendo la malattia ma immettendo la psicologia.
Una persona che abbisogna di conferme come viene definita dalla psicologia? insicura, poi c’è anche chi si spinge a dire che tale insicurezza può essere indotta, comunque l’insicurezza c’è e si manifesta proprio nel bisogno di conferme e non di risposte, perché le due cose sono differenti.
Richiedere risposte significa voler capire, inoltre spesso nella vita le risposte coincidono con le percezioni, e questo la scienza per larghe fette lo rifiuta….
Quindi la scienza si muove sull’insicurezza se si trasferisce ad essa questo concetto, infatti chi non ha paura non si sbriga a cestinare qualcosa, o ad etichettarlo, cerca di comprendere e se non ci riesce non se la prende con l’oggetto del suo studio ma lascia fluire. Ma la scienza no, necessita sempre di auto confermare se stessa e nel patriarcato questo è in linea con il concetto di superiorità.
Le streghe sono oggi l’anima ferita delle donne, prima di loro lo sono state le sciamane. Si è andata a colpire una sapienza ancestrale e quindi le donne depositarie di tale sapienza, le levatrici le Dee del cosmo nella loro ciclicità e mutevolezza, dando il primato alla scienza che si pone contro il resto e che spesso disumanizza le persone, invece la sciamana lavorava proprio sull’umanità, sulle ferite che erano del corpo ma anche delle emozioni e di un interno ferito tanto quanto l’esterno.
I simboli anche come la spirale, o la grotta dicevano che non vi poteva essere una separazione tra interiorità ed esterno, ancora oggi presso i nativi americani si ha la profonda convinzione che i mali del corpo derivino dai mali che una persona si porta dentro, fin dentro la sua anima o Energia vitale se la si cuol osservare sotto un altra forma.
Le streghe e prima di loro le donne sciamane che si sono ritrovate a fronteggiare popoli venuti dall’est, nomadi, guerrieri e che consideravano tutto una proprietà (comprese le donne) sono state violentate, indottrinate, abusate a vari livelli, uccise e a loro è stato sottratto anche il sapere, basti pensare ai primi preti che preparavano impiastri di erbe con le ricette delle streghe e che a queste avevano sottratto, oppure alle sciamane che erano cicliche e che sono state imprigionate in luoghi atti ad indurle anche alla morte visto che non si potevano più esprimere nelle loro potenzialità.
Veniamo da una storia di millenni, di soprusi e angherie, oggi vi è solo l’ennesima fase sempre uguale a se stessa anche se cambiano i mezzi, di tale storia. La cui svolta è stata anche in questo caso l’assegnazione di un ruolo, quello della crocerossina, un ruolo dato dal sistema patristico alle donne dove una cura naturale è stata sostituita al sacrificio di un canone indotto.
Leggevo su un blog che il patriarcato condannerebbe anche l’intera specie umana pur di non rinunciare a concetti come dominio e controllo, e l’uomo che ha scritto questo mi vede concorde con lui, d’altra parte gli stermini di massa stanno lì a dimostrarlo, e anche ciò che viene fatto al grembo di Madre Terra.
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