Curiosità (femminino sacro) e Conoscenza

Se non si è curiosi si è preda delle versioni altrui, eppure la curiosità (che appartiene alla scoperta e che da essa non può essere scissa) è una caratteristica del femminino che molte filosofie spirituali condannano dicendo che questa allontana dalla vera saggezza, ovvero da una delle versioni ideate da questo o quel guru, filosofo, religioso, figura di maestro etc….
La curiosità spinge alla comprensione, e la comprensione può determinare un azione piuttosto che un altra. Se non si domanda e non si osserva, non si può sapere.

Reincarnazione e il Voler conoscere il Se precedente

Noi siamo ciò che siamo nel presente ma siamo anche un pezzetto di ciò che eravamo nelle nostre vite precedenti, il presente non determina la totalità di ciò che siamo e avere una naturale attitudine alla curiosità di comprendere chi eravamo prima non è un difetto, quanto piuttosto un attitudine naturale.
Non c’è un giudizio se non quello che si intende dare a se stesse-i nel percorso evolutivo ma senza passato non c’è presente, questo insegna la ciclicità di Madre Natura.
Le vite passate non determinato in todo ciò che siamo oggi, quello che abbiamo costruito di noi è frutto delle nostre scelte e dei nostri percorsi in questa vita, ma sapere chi si è state-i può aiutare a comprendere delle caratteristiche che oggi, in questa vita, esprimiamo senza però (e questo si sarebbe sbagliato) dire che tali caratteristiche non le si possa cambiare perché fanno parte di noi dalle vite passate, quest’ultima sarebbe infatti una scusa bella e buona che una persona è anche libera di fornirsi ma appunto non sarebbe una verità almeno per come la penso io.

Il Giardino o la Grotta

In senso sciamanico, cercare il giardino segreto, o la grotta sacra, significa cercare dentro se stesse quel luogo dimenticato, scansato, oscurato e tacitato magari in anni a cui si è preferito dare retta unicamente al raziocinio che veniva inficiato dalla cultura che permea la società e che non è certo a favore del femminino, scansando l’istinto, mettendo da parte le sensazioni di avvertimento che forniva quest’ultimo ma anche quelle piacevoli per paura di non venir comprese, o di essere giudicate negativamente. Ecco perché mi e ricordo sempre che siamo belle! anche quando sbagliamo, ogni esperienza è una storia, da custodire e dalla quale apprendere. E la curiosità è la spinta iniziale a quella possibile esperienza e storia.
La grotta è l’area di accesso alla Dea, alla Yoni e al recupero di un se che il patriarcato ha fatto di tutto per cancellare nelle donne, è e rappresenta un percorso evolutivo, io sono felice di averlo intrapreso.
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