Manipolazione e Romanticismo

Qualche giorno fa ho scritto un post sui legamenti.
Eccolo qui:
Legare una persona può essere un atto compiuto in diverse maniere, e molte di queste hanno davvero poco di magico e mistico, ma tanto di manipolatorio.

L’Amore Romantico una Cultura della Dominazione

Riporto un testo:
Questo racconto dell’orrore è molto comune nel mondo. Non solamente protettori e sfruttatori, ma anche molti mariti e fidanzati trattano le donne come vacche selvagge da addomesticare, affinché siano fedeli, sottomesse e obbedienti. Molti continuano a credere che le donne nascono per servire o per amare gli uomini. Ed anche molte donne continuano a crederlo.
“Per amore”, noi donne ci aggrappiamo a maltrattamenti,abusi e sfruttamento.
“Per amore” ci uniamo a tipi orrendi che all’inizio sembrano principi azzurri, ma poi ci truffano, si approfittano di noi o vivono a nostre spese. “Per amore” sopportiamo insulti, violenza,disprezzo. Siamo in grado di umiliarci “per amore”, mentre dimostriamo la nostra intensa capacità di amare.
“Per amore, ci sacrifichiamo,ci annulliamo,perdiamo la nostra libertà, perdiamo i nostri contatti sociali ed affettivi.
“Per amore” abbandoniamo i nostri sogni ed obiettivi; “per amore” rivaleggiamo con altre donne e ci inimichiamo per sempre; ” per amore” abbandoniamo tutto…
Questo “amore” quando ci lega, ci rende vere donne, ci nobilita, ci fa sentire pure,dà senso alla nostra vita,ci dà uno status, ci eleva al di sopra dei mortali.
Questo “amore” non è solo amore: è anche la salvezza. Le principesse delle favole non lavorano : sono mantenute dal principe. Nella nostra società, che ti amino è sinonimo di successo sociale: che un uomo ti scelga, ti dia valore, ti renda madre, ti faccia signora.
Questo “amore” ci intrappola in assurde contraddizioni” dovrei lasciarlo, però non posso perché lo amo/perché col tempo cambierà/perché è quello che è”.
E’ un “amore” basato sulla conquista e seduzione e in una serie di miti che ci schiavizzano,come quello ” l’amore può tutto” o ” una volta che hai incontrato l’anima gemella sarà per sempre”.
Questo “amore” promette molto, ma ci riempie di frustrazione, ci incatena ad esseri ai quali diamo potere su di noi, ci sottomette a ruoli tradizionali e ci punisce quando non ci adeguiamo ai canoni stabiliti per noi.
Questo “amore”ci trasforma anche in esseri dipendenti ed egoisti,perché usiamo strategie per ottenere ciò che vogliamo,perché ci viene insegnato che si dà per ricevere e perché ci aspettiamo che l’altro ” abbandoni il mondo” così come facciamo noi. E’ tanto l’”amore” che sentiamo  che ci trasformiamo in esseri spiacevoli che vomitano giornalmente accuse e rivendicazioni. Se qualcuno non ci ama come amiamo noi, questo “amore” ci rende vittime e ricattatrici ( “io che do tutto per te).
Questo “amore” ci porta agli inferi quando non siamo ricambiate o quando siamo infedeli o quando ci abbandonano: perché quando ce ne rendiamo conto siamo sole  al mondo, lontane da amiche  e amici, parenti o vicini, in attesa di un tizio che crede di avere il diritto di decidere per noi.
Quindi, questo “amore” non è amore. E’ dipendenza, bisogno, paura della solitudine, masochismo: è un’utopia collettiva, ma non è amore.
Amiamo in modo patriarcale: il romanticismo patriarcale è un meccanismo culturale per perpetuare il patriarcato molto più potente delle leggi: la diseguaglianza si annidia nei nostri cuori. Amiamo dal concetto di proprietà privata e dalla base di diseguaglianza tra uomini e donne. La nostra cultura idealizza l’amore femminile come amore incondizionato, disinteressato, dedicato, sottomesso e soggiogato. Alle donne si insegna ad aspettare ed amare un uomo con la stessa devozione con cui si ama Dio o aspettiamo Gesù Cristo.
A noi donne ci insegnano ad amare la libertà dell’uomo, non la nostra. Le grandi figure della politica, dell’economia, della scienza e l’arte sono sempre stati uomini. Ammiriamo gli uomini e li amiamo nella misura in cui essi sono potenti; le donne private delle risorse economiche e proprietà hanno bisogno degli uomini per sopravvivere. La diseguaglianza economica di genere ci porta alla dipendenza economica e affettiva. Gli uomini ricchi ci sembrano attraenti perché posseggono denaro ed opportunità e perché ci hanno insegnato da piccole che la salvezza consiste nel trovare un uomo. Non ci hanno insegnato a lottare per l’uguaglianza, perché abbiamo gli stessi diritti,ma ad essere belle e ad avere qualcuno che ci mantenga, ci voglia e ci protegga,anche se ciò significa rimanere senza amicizie, anche se significa unirsi ad un uomo violento,cattivo, egoista o sanguinario.
Un esempio chiaro lo troviamo nei capi mafiosi: hanno tutte le donne che vogliono, tutte le macchine, la droga e la tecnologia che vogliono,hanno tutto il potere di attirare le ragazze sole e senza risorse e opportunità.
Articolo originale di Coral Herrera Gómez, sull’amore romantico, anzi sul romanticismo, tradotto in italiano e di cui ho preso uno stralcio
Ci sono molti elementi presi in analisi in questo articolo. Io scrissi che chi fa un legamento è essa-o stess@ persona legata e in effetti il patriarca che utilizza questo strumento – che si va a sostituire ad un affetto sincero e ad un coinvolgimento sentimentale dove al centro c’è rispetto e amore – sta adottando una tecnica manipolatoria che ingabbia, strangola ed è una forma di violenza per come va ad inficiare sia la dignità della persona (della donna) sia per i risultati che fa conseguire.
Ieri parlando con una donna eccezionale le ho chiesto:
Cosa pensi del romanticismo?
Lei mi ha risposto:
E’ una tecnica, che dura un pò di tempo e una volta che la donna è “presa” riesce fuori solo quando a quest’ultima vengono dei dubbi sui reali sentimenti dell’altr@, e se a quel punto non funziona più come tecnica scattano altre forme vessatorie non mascherate di falsa bellezza, anche di violenza psicologica o fisica, in molti casi.
Non avrei saputo trovare parole migliori di quelle che ha utilizzato questa donna.
Il principe o la principessa azzurra incarnano alla perfezione il modello culturale patriarcale dell’amore romantico. Quindi come detto per legare una persona a se lo si può fare anche con “catene di fiori”, con “zucchero” e “praline al cioccolato” ma questa è un illusione e l’amore è certamente un altra cosa come viene sottolineato anche dalla Herrera. E un uomo che fa questo, o una donna che ha introiettato il patriarcato e i suoi riferimenti socio-culturali, è ess@ stess@ legat@ a sua volta perché concepisce una persona con una sua dignità, privata di questa ultima, anche quando non se ne rende conto.
Purtroppo il patriarcato e il capitalismo considerano cose e persone proprietà, e se una persona “è tua” per tenerla puoi indulgere con culture specifiche a mantenerla tua.
Scrivere queste cose mi da i brividi ma siccome sono fermamente convinta che il patriarcato abbia distorto tutto e che ogni rapporto nel sistema sia patriarcale, devo comunque esaminarne gli aspetti e fare questo (al contrario) mi piace perché come dico sempre, chi non si fa domande, non può accedere al “giardino segreto” e se non accedi a quel giardino, non accedi alla Dea che è in te.

Amore Romantico e il Legamento

Chi sa dire cosa sia l’amore nel patriarcato?
Per quello che ho studiato io è la paura dell’abbandono a far si che gli uomini cerchino conferme, trofei da mostrare, numeri da mettere in evidenza, vadano oggettivando i corpi delle donne estraniandoli dalle loro voci, dai loro sentimenti e dai loro pensieri etc…. piuttosto che decidere di abbandonarsi all’amore, quel tipo di amore che appartiene al femminino e non perché diventiamo madri, o perché sia naturale, ma perché quell’amore è rispetto, equilibrio, ciclicità, mutevolezza e sfugge al controllo. Ecco…. SFUGGE AL CONTROLLO ovvero al sistema generato dal maschilismo e dalla misoginia che permea le nostre società.
Inoltre nel corso del tempo mi sono più volte domandata che necessità avesse di esistere il romanticismo, poi mi sono detta che avrei dovuto cercare delle parole o delle azioni che scansassero il romanticismo o che da questo venissero scansate.
In questi pensieri intervenne una donna che è stata la ragazza con la quale sono stata per 3 anni in adolescenza. Lei non aveva nulla di romantico, ma prestava attenzione a ciò che dicevo, come io lo facevo con lei ma non perché “andasse fatto” era spontanea la cosa, si condividevano molte cose e quelle sulle quali non si trovava un armonia o una “quadra” si discutevano, ci si confrontava su di esse. C’era libertà e sincerità, attenzione reciproca e appunto condivisione. Successivamente ho capito che era una storia matrifocale quella che avevo vissuto, dove il romanticismo era sostituito dalla sostanza dei sentimenti e delle attenzioni, ovvero dall’amore espressi nel rispetto e nella libertà reciproca, invece il romanticismo genera dipendenza emotiva e sappiamo che rapporto abbia questa con la violenza perpetrata a danno delle donne, in sostanza è appunto un altra forma di legamento.

 

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