Animali, femminino e l’indipendenza

Bastet
Le persone si costruiscono. Alla nascita non proviamo paura ne sappiamo cosa sia la guerra, cosa siano le discriminazioni intese come le intende il genere dis-umano.
Una caratteristica del femminino che è detestata nel sistema patriarcale, è quella dell’indipendenza, non a caso per molti anni animali domestici come il gatto sono stati odiati adducendo che il gatto non si assoggettasse alle regole della casa, o manifestando intolleranza verso taluni sui comportamenti, ma il gatto restando indipendente ama, e non ama la casa, ama le persone solo che ammettere questo significa ammettere che esistono caratteristiche fuori dal controllo e dal potere patriarcale che si possono esprimere liberamente.

Ho sempre diffidato da chi non ama i gatti adducendo che non sono come i cani, il cane per sua natura arriva a comportarsi come Hachiko nella sua massima espressione di fede verso la persona che ama o le persone che per lui-lei sono il suo nucleo famigliare, allo stato selvaggio il cane è il lupo, non addomesticato insomma.
Preferisco il lupo, lo dico in tutta sincerità. Ma il gatto?
Una volta una persona mi disse che i gatti ottengono tutto ma non si piegano e fanno quello che vogliono.
Aveva individuato il femminino sacro senza accorgersene, e nel suo odio verso la libertà sia degli animali sia relativo alle donne (come detto io colgo da tutte e tutti e poi analizzo e comprendo le problematiche e ciò che c’è sotto di esse) mi aveva fornito materia da analizzare, anche su me stessa perché se non ci si guarda prima dentro poi non si riesce a comprendere una serie di cose casuali o meno che avvengono all’esterno, questa la mia modesta opinione.
Il gatto ama, ama le persone, chiede e pretende, è la sua natura e il suo addomesticamento non è venuto fuori come qualcuno sperava perché questo animale rimane libero pur condividendo il suo spazio con altr@.

Un episodio

Questa mattina stavo bevendo il caffè e la mia gatta di nome Gemma che vi mostro qui sotto:

Gemma 2

 

come sua abitudine ogni mattina, chiedeva coccole e attenzioni. Stamattina io ho variato sulle mie attività quotidiane e mi sono messa a meditare e lei per attirare la mia attenzione mi ha buttato giù dalla mensola in ordine:
  • Cellulare
  • Block notes
  • Una collanina
  • Un paio di orecchini
E poi si è messa a giocare con uno di essi. E’ abituata al fatto che la mattina l’accarezzo e lei si mette sul mio ventre per almeno un quarto d’ora, e avendo io variato sulla sua tabella di marcia lei lo ha fatto notare. Successivamente e dopo la meditazione, l’ho ritrovata alla sua ciotola del cibo e a quel punto le ho fatto le coccole come ogni mattina, avevamo raggiunto un compromesso accontentandoci entrambe.
Non è vero che il gatto fa quello che vuole, chi lo sostiene ha qualcosa in se che non riesce o non vuole vedere e che ha a che fare con concetti tipicamente patriarcali tipo il controllo, una sedicente superiorità basata su questioni attinenti all’ego e all’immagine più che alla sostanza. Il gatto è liberò ma libertà non significa andare contro qualcun’altr@, significa solamente amare se stess@ e questo animale ha tanto da insegnarci su questa materia, inoltre è connesso ancora pur vivendo costantemente accanto alla specie umana e dis-umana, al femminino sacro.
Al sistema patriarcale quello che non si può controllare e cambiare infastidisce, la bramosia di sentirsi superiori per non guardare dentro loro stessi porta a:
  • Malattie di origine psicosomatica
  • Patologie mentali gravi
  • Stati come la misoginia
  • La volontà di creare modelli come ad esempio donne da copertina con fattezze impossibili da ottenere in natura
E altre amenità. Non è meglio analizzarsi? invece che avere tale bramosia? certamente ma la paura di loro stessi e del femminino sacro che è anche in loro li blocca facendoli optare per il controllo e il dominio con i risultati che vediamo ovunque sulla terra, ma non hanno vinto, è un illusione quella della vittoria, se nascono ancora persone pensanti ed estremamente intuitive, connesse alla Madre Terra non hanno vinto, come ho scritto a più riprese ma questa è una realtà oggettiva, e il gatto è un animale che non si può controllare e presenta molte delle caratteristiche del femminino primordiale, quello che si esprimeva nelle culture matrifocali.

La Lince e il Gatto

Uno dei miei animali totem è la Lince. Parente del gatto. La Lince è l’animale totem che preserva i segreti della natura, ha il compito di preservare l’antica sapienza andata persa nel patriarcato. Non mi sono stupita quando ho incontrato questo animale di potere, anzi durante quell’incontro sapevo che avrei incontrato un felino ma non capivo quale potesse essere e poi studiando i differenti animali totem delle diverse culture ho capito perché la Lince mi si fosse manifestata.
Ne scrissi in un post. La Lince accompagna la Dea Oscura preislamica Al-Uzza, è il suo animale guida.
La Lince ha molto a che vedere con il gatto essendo tutti e due felini, il gatto attende ma incalza, assume al pari della Lince una varietà di aspetti che sono le sue sfumature ma che gli consentono di mantenere sempre uno stato Selvaggio e indipendente che tanto disturba il patriarcato e in generale coloro che non sanno riconoscere di averlo introiettato e di aver introiettato i frutti malati di questo.
Il gatto non si fa condizionare, e neanche la Lince, il cane si, il Lupo no.
Eccolo il punto. Il condizionamento nel sistema che è andato a sostituire le culture Gilaniche è uno strumento per annichilire le volontà e la libertà di esprimersi soprattutto del femminino. Allora si creano immagini, modelli, si da vita ad idee malsane sempre utili a far mantenere questo sistema e chi lo sceglie come proprio, ma anche chi ne subisce l’abuso ne fanno parte loro malgrado.
Infatti una persona abusata come ho sempre detto, non riesce ad essere tanto lucida da comprendere quanto sia stata contaminata da tale abuso ed è essa stessa una vittima di modelli, canoni e stereotipi introiettati tramite quell’abuso o tramite un bombardamento costante relativo a quei modelli, questo tipo di persona necessita di un aiuto per riuscirvi e non è detto che poi voglia vedere e qui ritorno alla mia frase che io dico quello che voglio, faccio quello che voglio (come un gatto) ma poi l’interpretazione è di ognun@ e non è detto che collimi con ciò che io intendevo dire, ma tale interpretazione, così come la mia, resta sempre libera di esprimersi nel rispetto verso l’altr@.
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