Non esistono Entità ma unicamente forme pensiero e Energie

Il patriarcato ha avuto nel corso della sua storia di pochi millenni, necessità di inventare delle Entità per non guardare in se stesso i propri demoni interiori e per scaricare la propria responsabilità, o per non Conoscere se Stesso (come l’oracolo matriarcale di Delfi suggeriva). Quindi ha ideato qualcos’altro che fosse sua diretta emanazione o meno nel caso di queste Entità ma che poteva all’occorrenza accusare, dileggiare, amare e curare e proteggere e a cui poter dare la responsabilità di azioni che altrimenti avrebbero costituito il vulnus delle sue personali azioni che esso stesso non riconosceva come proprie. Per questo dico sempre che Conoscere se Stesse è la Via del Femminino Sacro perché il patriarcato non lo fa e sfiducia altr@ a farlo mettendo delle catene invisibili che poi si assumono come proprie, anche quelle di tipo dorato se occorre.

Si prenda Socrate, un patriarca come altri.
Costui ha ideato il concetto di Daimon ma non fu certo il primo a parlare di Entità metafisiche, quelle che io definisco Eggregore e/o Vigilanti rifacendomi per convenzione al Libro di Enoch per praticità e non per credo, e altri prima di Enoch e del testo di Enoch avevano parlato di tali Entità.
La “voce interiore” del Socrate, altro non è che una cosa che il patriarcato disconosce e demonizza, è la loro parte del femminino sacro, l’istinto che tanto odiano che può essere anche contaminato, infatti ne parlo ampiamente nei miei articoli indietro nel tempo, ma quella voce avverte, spinge al confronto (depurata da accezioni patriarcali) che porta ad assorbire e discernere in una certa maniera.
Due forme di ipocrisia si intrecciano in questa circostanza del Socrate, ma non solo in lui, vale anche in quella di Enoch, la prima è quella del disconoscimento di un principio (quello del Femminino Sacro) la seconda è quella della ruberia. Il Daimon consente dopo la morte di ascendere invece che andare verso il basso (La Yoni la via del femminino) e ritornare nel Ventre della Madre che si disconosce costantemente nelle religioni e nelle invenzioni religiose patriarcali, anche nella Grecia antica del paganesimo patriarcale, andare verso il basso non era incontrare la Dea e la Via del Femminino era una prova, connotata di sfide (patriarcato che si antepone alla naturale fusione delle parti del se di nascita-vita-morte e rinascita ciclica) ma i patriarchi prendono degli elementi utili al patriarcato stesso come fanno sempre gli uomini misogini, infatti un Entità non è altro che una forma pensiero che si carica di energia e che fa le veci del suo padrone, è scissa e si controlla, (illusoriamente, ma pone delle prove da affrontare, altra cosa patriarcale quando è separata dalla scelta autonoma di scoprire il Se Primordiale, ovvero la via del femminino) chi dice che non la controlla mistifica ulteriormente e scinde ancora di più se stesso in una tendenza paragonabile alla sociopatia sul piano psichiatrico.
Ma ammettere di avere una parte femminile fa crollare il castello patriarcale quindi è meglio inventarsi un Entità appunto.
Tale Entità fittizia la contaminano i patriarchi, e quella voce interiore che Clarissa Pinkola Estes a ragione chiama Io Selvaggio, diventa bramosia di controllo e potere e stravolge la sua spinta iniziale ad una Conoscenza reale e non consente ne di riconoscerla come spuria da canoni e stereotipi misogini e patriarcali, ne tantomeno di vederla come una parte di loro (come ho scritto il questo articolo e in quest’altro).
Figurarsi accettarla nella sua immensità (Via Femminile) perché farebbe perdere loro potere e controllo e dice bene una persona (un uomo tra l’altro) quando sostiene che l’uomo patriarcale pur di non perdere queste due cose (potere e controllo) sarebbe disposto a sacrificare anche tutta la sua specie, le guerre lo dimostrano, guerre che nelle culture matristiche venivano condotte da popoli femminili guerrieri solo a scopo di difesa delle loro comunità e non erano connotate di canoni come il dominio e il controllo.
Quindi un Daimon, un Eggregora o un Vigilante da loro l’illusione del controllo di un se che qualora fosse liberato (Via del Femminino Sacro) li porterebbe a dover cambiare la realtà circostante e ammettere che in loro vi è una parte che gli appartiene tanto quanto alle donne-dee è impensabile, quindi operano una mistificazione per evitare di fare ciò e separano se stessi per non affrontarsi.

Solo Energia, anche quella dell’Anima

Io sono animista e seguo la Via Sciamanica del Femminino Sacro, e questo ormai è appurato, ma per comprendere la mistificazione operata nel patriarcato dell’originale via che era appunto quella del femminino, la prima forma sociale per giunta per via matri lineare, ho dovuto studiare, e continuo a studiare e apprendere anche sul piano esperenziale e non solo teorico, testi e abitudini di tipo patriarcale (se non conosci il nemico non puoi sapere cosa questo non può controllare) oltre che capire come il patriarcato aveva distorto l’antica via.
Come scrivevo all’inizio nei miei primi articoli e poi nei successivi, la trasmissione nel matriarcato era vocale e pratica, nel patriarcato è stata scritta, perché il potere passa per “la prova” scritta anche. E molto dell’antica Via è stato rubato e distorto per propri fini dove l’ego sostituiva la sostanza, e dove l’egoismo sostituiva il concetto di cooperazione tipico delle Vie Femminili.
Questo ha fatto si che il nuovo sistema per via patrilineare e patriarcale potesse rubare dall’antica Via sciamanica del Femminino Sacro e stravolgere come voleva visto che non vi erano testimonianze scritte, è stato un lavoro in crescendo, infatti nella Grecia di Zeus lo stupratore si riconosceva Proserpina e l’entrata verso il femminino ma con delle prove come detto che non attenevano al Conosci te Stesso come l’oracolo Delfico suggeriva ma riguardavano delle prove connesse alla forza e alla determinazione scisse da quel Se Femminile, poi progressivamente si è andati verso il cielo (il cattolicesimo è un esempio) quindi il patriarcato ha cancellato in maniera progressiva pezzi dell’antica Via Femminile, non lo ha potuto fare tutto assieme perché le donne-dee hanno combattuto per non consentirglielo.
Uno degli stravolgimenti era proprio quello del misconoscere la propria voce interiore e scaricare le responsabilità o separare da se quella voce con la costruzione di specifiche Entità che altro non erano nei soggetti patriarcali o che avevano e hanno assimilato tale cultura, che desideri, pulsioni, metodiche, pensieri che appartenevano a loro sul piano inconscio, Eggregore appunto create appositamente per negare una parte di loro stess@ e al contempo quel femminino sacro.
Tali Entità sono state anche utili per mistificare la cultura della Dea Originale. Uno scarico di responsabilità agito tramite una manipolazione insomma come molti altre cose e esperienze del sistema patriarcale.
Quella voce interiore la Estes, e non solo lei, la definisce l’Io Selvaggio, ovvero l’istinto ma anche il raziocinio infatti nelle Vie Femminili forme pensiero, malattia, sensazioni, istinti e mente non sono separati mentre l’uomo patriarcale deve separarli per non riconoscere in lui quel femminino e per dare alle donne delle risposte che tacitino quel loro istinto di cui loro hanno paura visto che sanno che quell’istinto le difende ed è per le donne-dee un alleato prezioso in tal senso.
Il Daimon di Socrate avvertiva su ciò che non andava fatto, bene. Ma capire cosa va fatto quando al centro del sistema patristico il motore che muove il tutto è quello della paura (non è paura quella che non fa riconoscere agli uomini una parte femminile che è dentro di loro?) certo è anch’essa una forma di occlusione all’affrontare il Se interiore, chi necessita di controllo ha paura e la paura è un guardiano che non fa proseguire nella Via Femminile, ovvero nell’unica via verso la sapienza, infatti dicono bene le curandere che ricordano un semplice fattore:
Da bambine e bambini non si ha paura, la paura è un costrutto.
E la paura nel patriarcato è uno strumento, così come il terrorismo, sono strumenti atti a manipolare e controllare il prossimo. Anche quando queste separazioni vengono presentate come simpatiche, e con un linguaggio che coinvolge, alla base c’è una distorsione. La Estes parla del Riconoscere il Predatore, ecco il predatore è una parte di noi ma per chi è ingenu@ può catturare e manipolare come vuole anche attraverso cose che appaiono belle, naturali e del tutto logiche, ma che invece sono basate sul controllo e sul potere tipici del sistema patriarcale appunto.
Difatti il Daimon (al pari di un Eggregora) antepone un velo ad una verità non rivelata,  gli uomini patriarcali non possono giungere alla sapienza e neanche le donne che introiettano il patriarcato e le varie versioni e invenzioni che questo pone sulle loro strade, la magia, le vie esoteriche etc…. nascono tutte dalle Vie Femminili ma il patriarcato le ha stravolte per dominare e per distruggere quella che è la vera sapienza, volendo proporre un altra forma di falsa sapienza che rappresenta un cane che si morde la coda, infatti il patriarcato è disequilibrio mentre le Vie del Femminino Sacro sono equilibrio e giustizia  e queste possono essere seguite per Lignaggio e Via Femminile andando a recuperare discernendo le menzogne e gli occultamenti che le vie patristiche e patriarcali hanno operato nel corso di 5000 anni e smantellando tutte queste false verità (come disse le filosofie e religioni patristiche sono dogmi anche quando si mascherano da Vie per la Liberazione del Se).
Un Entità (quale che sia) fornisce consigli, e fa mantenere il controllo al soggetto, controllo e potere sono il binomio del patriarcato per eccellenza. Infatti le Eggregore nascono con il patriarcato perché la Via Matrilineare non necessita di non affrontare se stessa, e quindi canalizza al meglio la sua energia e non la porta a creare forme pensiero per giustificare la sua mente iper raziocinante senza istinto, e che odia quest’ultimo per il bisogno di sentirsi superiore essendo di fatto molto debole invece, chi separa non è forte, e chi separa se stess@ in compartimenti stagni necessitando di controllarli (anche creando Eggregore ovvero forme di energia e non entità nelle loro singolarità si frammenta e basta e neanche riesce in quel controllo facendo altresì ammalare corpo, mente e spirito, e questa storia va avanti dal passaggio dalle culture Gilaniche a quelle successive ad esse.
Quelle voci nelle Vie Femminili sono invece quelle dell’istinto recuperato, di un Se primordiale, di una conoscenza di se, che necessita ascolto ma che con potere e controllo non ha nulla a che fare, ha piuttosto a che vedere con concetti come la difesa di se, la conoscenza e i passaggi sciamanici, l’auto guarigione dai traumi e il benessere assieme all’equilibrio. Inoltre chi parla di Entità nel patriarcato generalmente è persona con forti propensioni alla manipolazione. Sono molte le sette fondate su presunte Entità che altro non sono che Eggregore utili a portare seguaci a verità che non sono tali, si ritorna sempre ai concetti di controllo e potere operato con forme di fascinazione incentrate sull’ego smisurato il più delle volte, e l’ego è l’esatto opposto della sostanza.

 

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