La pressione sociale e l’amore verso se stesse

Tempo fa scrissi un post sulla canzone di Paola Turci, personalmente mi sento vicina alla Turci per diverse ragioni emotive ma sono anche stata profondamente sensibile al testo della sua canzone.
Ho sempre pensato che nel sistema patriarcale ci fosse questa dinamica:
1: La donna dice una cosa
2: Al patriarcato non piace
3: La donna viene accusata di non aver capito cosa il patriarca di turno diceva, oppure viene indotta a mettersi in dubbio grazie a tecniche di persuasione
4: La donna è indotta attraverso tali meccanismi al senso di colpa per cui dopo ritratta la sua risposta e quindi cambia come voleva originariamente il patriarca
5: Poi arriva la fase dell’immagine dove il patriarca si riscatta e lo fa in due modi o facendo leva sul patriarcato interiorizzato dalle persone (uomini e donne) o facendo vedere che è dalla parte di ciò che dicono le donne quando invece in privato esercitano l’azione sopra riportata (la solita divisione de: I panni sporchi si lavano in casa….)
Quindi immagine e sostanza anche nel patriarcato sono connesse ma solo come strumentalizzazione delle stesse, ecco perché le donne devono ritrovare loro stesse, perché questo non è un loro modello ma un sistema generato dal patriarcato stesso.
 Anche i modelli di bellezza e di femminilità sono dettati dal sistema che viviamo e che è patriarcale e interiorizzato come detto.
A seguire il testo della canzone di Paola Turci:
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Non ti trucchi
E sei più bella
Le mani stanche
E sei più bella
Con le ginocchia sotto il mento
Fuori piove a dirotto
Qualcosa dentro ti si è rotto
E sei più bella
Sovrappensiero
Tutto si ferma
Ti vesti in fretta
E sei più bella
E dentro hai una confusione
Hai messo tutto in discussione
Sorridi e non ti importa niente, niente!
Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te!
Per te, per te
Tu fatti bella per te!
Per te, per te
Passano inverni
E sei più bella
E finalmente
Ti lasci andare
Apri le braccia
Ti rivedrai dentro una foto
Perdonerai il tempo passato
E finalmente ammetterai
Che sei più bella
Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te!
Per te, per te
Tu fatti bella per te!
Per te, per te
E sei più bella quando sei davvero tu
E sei più bella quando non ci pensi più
Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Tu fatti bella per te
Per te
Per te, per te
Tu fatti bella per te!
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La via femminile non può escludere le emozioni, e ogni emozione nel patriarcato è stata girata a favore del sistema che viviamo quindi una donna deve riscoprirla dentro di se e non conosco la Turci ma credo che abbia fatto un lavoro del genere con se stessa, altra ragione per cui la ammiro. E’ una sensazione non provata la mia ma ne sono convinta leggendo il suo testo e ne sono convinta sulla base delle emozioni che mi ha fatto provare e del mio istinto che nel sistema patriarcale è il male ma che molte donne-Dee stanno riscoprendo come fonte per capire loro stesse e per ricostruirsi senza escludere l’analisi e senza dividere gerarchicamente le due cose.
Ho “colorato” le seguenti parole:
Hai messo tutto in discussione
Sorridi e non ti importa niente, niente!
Se un’emozione ti cambia anche il nome
Tu dalle ragione, tu dalle ragione
Se anche il cuore richiede attenzione
Tu fatti del bene
Ti rivedrai dentro una foto
Perdonerai il tempo passato
Amo tutta questa canzone come si comprende, ma sono stata sempre concentrata maggiormente su queste strofe, perché parlano del femminino e di come recuperarlo, come scrissi e scrivo spesso, si può cogliere da tutto e quindi è bene farlo ma ci sono cose che non cambiano e accanirsi su di esse ci fa solo sprecare energia distogliendoci dal sacro compito di Amare noi Stesse, cosa che viene prima di tutto visto che questa società ci odia anche quando finge di amarci, ma anzi illudendoci, altro crimine non considerato tale ma ferire i sentimenti è come ferire il corpo, l’ho detto a più riprese ed è un concetto sul quale credo fermamente.
La pressione sociale sul femminino nel sistema patriarcale può essere diretta o strisciante, l’immagine è un condizionamento ad esempio, i canoni estetici lo sono, ma anche portare attraverso una metodologia psicologia la donna a riconsiderare quello che pensa è una forma di violenza e di pressione sociale non riconosciuta come tale applicata nel sistema patriarcale.
La frase Se anche il cuore richiede attenzione tu fatti del bene, mi ha trovato estremamente empatica nei riguardi della Turci, so perfettamente cosa significa farsi del male per non rimanere sole e per assecondare il cuore, ho capito nel tempo che in siffatta maniera anche quello è uno strumento di violenza patriarcale, quindi comprendo emotivamente prima che razionalmente le parole di Paola Turci.
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