Il Sogno come Messaggero

Incubare, da incubare incubatrice.
L’arte di incubare in passato, nelle culture matrifocali, era appannaggio esclusivo delle donne profetesse della Dea e che attraverso un percorso che esse stesse guidavano o meno nel sogno, poteva far si di essere messaggero di talune situazioni e/o di eventuali pericoli.
Il sogno riveste da sempre una rilevanza importante nella psicanalisi, ma non sarà questo il taglio del mio post, ne parlo unicamente per dire che non dissento dall’idea che il sogno sia il messaggio dell’inconscio, penso però che l’inconscio debba affiancarsi all’istinto.

Tree Mother

Una delle mie esperienze oniriche datata 2012

Ho poco sopra accennato alla dimensione onirica connettendola alla profezia nella culture matrilineari e nei sistemi di società di questo genere, la mia esperienza è stata questa e non è stata la prima quella che tra breve andrò a narrare.
Il sogno
Il sogno è il seguente:
Mi trovavo in una foresta nella quale si festeggiava una qualche ricorrenza che nel sogno non veniva menzionata, e alberi, tavolini, sedie, foglie etc…, facevano tutti parte di una grande decorazione all’aperto. Uno spazio bellissimo con molteplici colori di cui ricordo ancora oggi la presenza di rossi, viola, gialli, verdi, con molteplici sfumature.
Mi allontano da questo luogo dove c’erano parenti e amici che sedevano ai vari tavoli che formavano un cerchio e che mi osservavano tutte e tutti mentre andavo via allontanandomi.
Salgo delle scale in mezzo alla foresta e progressivamente lo spazio attorno a me da aperto e immerso nella natura si trasforma in chiuso da muri bianchi. Terminate le scale mi trovo davanti un uomo di spalle e devo aver avuto qualche esperienza con questo uomo perché lo accoltello alle spalle e successivamente lo giro guardandolo in faccia. Allora non conoscevo questa persona, la conobbi nel 2016.
Poi si avvicina un suo amico e mi dice:
“Portalo via con te non riesce a stare qui”
Facendo leva sul ruolo patriarcale della crocerossina che gli uomini maschilisti pensano che noi donne abbiamo per natura.
La persona in questione si alza in piedi, la ferita era sparita e io mi trovo tra lui e il suo amico ed entrambi mi guardano.
Poi vado via e il banchetto era finito, calata la notte con la luna piena, mi adagiavo vicino ad un albero e mi addormentavo mentre un gufo emetteva il suo verso.
Come detto la persona del sogno l’ho conosciuta nel 2016 mentre nel 2012 l’avevo sognata e il sogno mi forniva gli elementi sciamanici di discernimento quali:
  • La luna piena
  • Il canto del gufo (la morte per la rinascita)
  • Il banchetto dal quale mi allontanavo per ritrovarmi sola
  • Una seconda figura amica di un personaggio che faceva leva sul patriarcato introiettato dalle donne
Il sogno e il successivo morire per rinascere che ho attraversato di recente affrontando alcune problematiche connesse a me stessa e a pezzi di cultura che io stessa avevo introiettato in me sin da bambina, oggi dopo il loro superamento sono parte della mia Via, sono le lezioni che si possono trarre dal dolore, dalla paura, dal non accettare qualcosa solo perché esiste (sempre nel rispetto dell’altra e dell’altro da se si intende) ecco perché ne parlo nelle diverse declinazioni, perché affrontare i propri lati insoluti, quelli dove si annida la paura, l’insicurezza, si annidano i ruoli che qualcun altro decide per noi e poi vengono strumentalizzati da chi su quei ruoli ci basa la sua vita, consentono a chi intraprende Vie Femminili di rafforzare se stessa.
Il sogno era quindi messaggero, rappresentava una metafora di quello che da lì a 4 anni mi sarebbe accaduto, io ho letto così questo specifico sogno. Interpretarlo a distanza di tempo, come ne ho interpretati tanti altri miei e di altre persone conosciute e che conoscevo allora, mi ha fornito non un oracolo, ma qualcosa che occorreva da monito per guardare dentro di me, nel come mi sono andata costruendo.

 

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