Il concetto di conquista connesso a quello di violenza e di prostituzione

Cos’è la conquista?
Nel sistema capitalistico, competitivo e maschilista è il “fiore all’occhiello”.
L’altro o l’altra devono essere schiacciati per rivendicare una supremazia su di loro.

Personalmente penso che questo nasconda la debolezza di non ammettere a se stessi e a se stesse che si cade, si perde, l’altr@ va rispettato e non usato. Ma comunque non giustifico questo “culto” perché di culto si tratta.
Chi necessita di usare una donna o di rivendicare il suo status è una persona estremamente debole, piccola e inetta.
Una volta un sedicente amico mi disse:
“Se parli così significa che te vuoi il potere che hanno queste persone”.
Io risposi:
“In un mondo dove c’è la prostituzione, il malaffare, le classi sociali, dove si deturpa la terra e si pensa che un fiore sia meno importante di noi come anche un lupo che viene ucciso dall’agricoltore perché ogni tanto mangia una pecora e quell’agricoltore ha fatto si che oggi ci siano migliaia di cinghiali perché il lupo era fastidioso, creando uno squilibrio di fatto, voler avere quel potere significa non amare se stesse in quanto parte di un tutto, quindi io non vorrei mai quel potere ne nessun tipo di potere che affonda le sue radici nel capitalismo e nel patriarcato, ma te pensala come vuoi, se vuoi credere che ci terrei a quel potere fai pure, non voglio cambiare le tue idee”.
La persona in questione ha continuato a pensare che bramassi quel potere, confondendolo invece con la sete di riscatto dalle storture subite che non è la stessa cosa, perché questa seconda effettivamente l’avevo ma si fondava sul concetto di riequilibrio e non di potere, ma si sa le persone proiettano loro stesse e quando lo fanno poi cadono dal pero nel momento in cui i soggetti sui quali hanno proiettato fanno azioni che loro non farebbero o che non pensavano avrebbero fatto, magari però continuano ad illudersi lo stesso perché è comodo non vedere o spaventa vedere.

La paura come perno anche della prostituzione e del sistema patriarcale in generale

La conquista è avere trofei, denigrare, offendere trattare il prossimo non alla pari e sentirsi superiori, ma sentirsi superiori è uno dei frutti della paura e del non Conoscere se stess@. Quello che la Estes chiama il Predatore dentro di noi, nei recessi della nostra mente. Ebbene quel predatore è il frutto di culture patriarcali e machiste, e una donna che svilisce se stessa attraverso forme di prostituzione è una donna che ha introiettato l’odio verso se stessa e il patriarcato. C’è differenza dalle religioni patristiche che sostengono l’impurità del corpo della donna che deve essere tenuto con “rispetto” pena lo stupro o la violenza in generale perché quella concezione lo giustifica l’atto criminale di stupro e comunque la prostituzione nasce con il capitalismo, anche ai suoi albori un corpo snaturato dal resto era una merce vendibile, quindi fa il paio con l’idea di coprirsi del cattolicesimo e delle altre religioni patriarcali che su questo punto si sono espresse. La salvezza insomma non è in dio, ne nella chiesa, ne nelle religioni in generale, come dico sempre la mia filosofia spirituale si ancora sulle culture matristiche che erano forme societarie, e colgo dappertutto i messaggi perché tali culture sono state anch’esse violentate quindi devono essere ricostruite con coscienza e passione. Cosa che cerco di fare anche lavorando su me stessa, sennò sarei un ipocrita.
Vendita del corpo…. troppe volte ho sentito dire che per molte donne è una scelta consapevole, un modo degli uomini misogini di scaricarsi la coscienza.
Parto da un concetto.
Si dice che la donna sia istinto ed emozioni che poi connette con l’analisi, l’uomo nell’idea patriarcale meno accede alle sue sensazioni ed emozioni meglio è, ora calcolando questo si è attraverso la prostituzione, attraverso il porno etc… trasformata la donna in uomo della concezione patristica, sentimenti inesistenti e un corpo vuoto, lo si è potuto fare grazie al plagio. Se fin da piccole vengono esaltati concetti come:
  • Tutto quel che fai sbagli
  • Devi essere migliore degli altri
  • Vincere significa abbassare la testa per poi vendicarsi
  • Stare zitte è meglio non domandare altrettanto
  • Capire non è importante basta assecondare
E ne ho citati solo alcuni…. in generale la cultura rappresentata da una forma di governo delle masse com’è il patriarcato, instilla “perle” (tra virgolette perché sono sarcastica) di saggezza alle donne per creare dei modelli di femminino che sono proiezione del patriarcato stesso e quindi non appartengono davvero alle donne.
Si comprende che gli esempi sopra riportati sono opposti di un “unica moneta” che riduce la complessità dell’esistenza a due concetti:
  • Dominare
  • Sottacere
    e quindi diventare complici inconsapevoli perché vittime di una cultura precisa che non è astratta ma reale tanto quanto le mani o i piedi e che permea ogni aspetto di queste società malate alla loro radice.
Ma la vita non dovrebbe essere questo. Quindi una donna può usare il suo corpo come strumento perché è vittima di plagio e di idee fuorvianti, gli uomini patriarcali hanno inventato quei concetti. Perché ridurre una donna a corpo?
Sempre per paura di riconoscere il femminile al proprio interno e si scatena quindi una psicopatia non riconosciuta oltre che una misoginia negli uomini e nelle donne che accettano tale ruolo che è profondo e si va radicando e si è andato radicalizzandosi.
Ma la società è appunto quella classista, e se esiste un povero esiste anche un ricco.
Se esiste un ego sproporzionato esiste anche qualcuno che lo magnifica, vittima e carnefice come dico sempre non sono speculari ma spesso divengono complici solo che una vittima è solo una persona che sbaglia, o che per necessità (vista la società classista) sceglie di usare il suo corpo per trarne profitto, mentre il predatore o carnefice anche quando “si comporta bene” ha il ruolo di aggressore anche se cerca di giustificarsi ma un impulso qualora sia realmente tale e io non ci credo, non necessariamente può portare a usare il corpo di qualcun altro, ne ad accettare un capo che tratta le persone come oggetti o in funzione del denaro che si deve mettere in tasca, sono forme di sfruttamento in entrambi i casi.
E la violenza?
La violenza è nel quadro di: “quello che dice no o che dissente lo sottometto ugualmente”. Quindi prostituzione, capitalismo, patriarcato e violenza sono cose strettamente connesse tra di loro attraverso una trama estremamente fitta.

 

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