Egocentrismo, Narcisismo, Aspetti adattativi e agenti patologici-criminali

La società dell’immagine e quella del super uomo che vince sempre e non deve chiedere nulla perché ha tutte le risposte che gli occorrono.
Questa è la società patriarcale dove, parafrasando Caparezza, chi non domanda non sa, ma (aggiungo io) si illude di sapere perché si sente invincibile e presto o tardi fa una di quelle cadute che al confronto una slavina sembra essere “un sorrisetto della Madre Terra”.
Gli aspetti narcisistici dell’individuo secondo un certo filone criminologico, vengono esaltati dalla società nella quale viviamo ma un attimo…. non da adesso aggiungo io! ora vi è solo il boom tra selfie, like e queste stupidate che però ingrossano l’ego, un tempo (che perdura) vi era la manipolazione mentale induttiva di specifici ruoli, perseguita attraverso frasi tipo:
“Sei l’uomo di casa, sei forte e ce la fai al di là di tutto e tutti!”
E la radice di tale esaltazione raramente viene inquadrata per quella che è ovvero imperniata tra canoni, ruoli e stereotipi di genere, oggi però anche alle donne è concesso maggiormente di “patriarcalizzarsi” in quegli aspetti e c’è pure chi considera questo aspetto come una forma di parità…. personalmente mi fa rabbrividire una donna che guarda solo all’esterno, all’avere, al mostrare e al non-essere dicendo che raggiunge così la parità con l’uomo quando invece dovrebbe dire che perde il suo femminino sull’altare del patriarcato perché essere uomo ed essere patriarcale non significa essere la stessa cosa sebbene la stragrande maggioranza degli uomini e molte donne non capiscano la differenza (anzi le differenze) che intercorrono tra le due cose.
Riporto una frase:
In questo tipo di omicidi la spinta motivazionale primaria che rende possibile il passaggio all’azione e al fatto reato sembra essere una ferita narcisistica che provoca nel soggetto depressione e rabbia verso l’altro da sé, che viene vissuto in maniera svalutante e persecutoria e che viene quindi individuato come bersaglio per una rivendicazione o rivincita personale che possa permettere un riscatto tramite la scarica degli impulsi aggressivi. In alcuni casi l’omicidio di massa rappresenta una vera e propria missione in cui l’onnipotenza, l’aggressività e il senso di grandiosità patologici del soggetto narcisista si canalizzano e trovano significato.
Tratta da questo articolo
Si può scegliere di non diventare misogini, si può scegliere di non diventare anaffettivi, si può scegliere di guardarsi dentro nel caso degli uomini è più facile scegliere, ma scegliere questo significa rinunciare al potere sull’altr@ e se l’altr@ è una donna significa tendere alla parità ovvero all’opposto del patriarcato e a quello che chiedono le femministe, troppo il potere e il controllo a cui rinunciare? ecco perché nel caso dei maschi si dice malattia quando si dovrebbe invece parlare della base su cui si fonda la società, è infatti essa a fomentare un ego grande quanto una casa, perché la società è a misura patriarcale e quindi imperniata sul potere dell’uomo che si basa su una mancata parità tra i generi.
Una persona che sia o adattativa al modello di società (molte le donne che introiettano il modello culturale misogino) o narcisista non ha una morale e un senso etico e certo capitalismo e patriarcato l’aiutano grandemente a non averla. E tra l’altro come ho scritto in precedenza, queste persone che non giustifico mai ma di cui comprendo perfettamente le dinamiche conoscendo la società e il modello culturale che li partoriscono, sono le più apprezzate in assoluto perché le persone amano il fascino e detestano alquanto la sostanza, la sostanza fa progredire il fascino no ma tant’è questa è la società che viviamo e la stragrande maggioranza delle persone che la vivono si accontentano delle belle maschere che poi fanno tanto male quanto appaiono belle all’inizio, è una sorta di Nemesi che le persone si infliggono da sole o per paura, o per odio, o perché non vogliono rinunciare ad un canone, sono tantissime le ragioni che fanno delle persone delle potenziali vittime di chiunque a vari livelli le possa manipolare.

Empatia vs Ego e successivo Narcisismo

L’immagine spesso nasconde segreti, ecco perché si dice: Conta quello che una persona fa e non tanto quello che una persona dice. L’affabulazione ha da sempre giocato un ruolo fondamentale nella vita di tantissime persone ma affabulare qualcuno significa anche manipolarlo, e in una società dove tra uomini e donne non vi è parità ma ruoli di genere e stereotipi, canoni etc…. questo strumento è in mano patriarcali.
Chi soffre di sociopatia connessa al narcisismo ad un certo livello, è soggetto anaffettivo, l’altra persona è solo un estensione del se, la sceglie perché gli ricorda lui stesso e quando questa persona si dimostra diversa o l’ha talmente plagiata da portarla a vari malesseri e anche al suicidio, oppure si vendica con varie azioni coercitive tanto non provando empatia non sa riconoscere che quella violenza lo contamina, è vuoto di sentimenti ed emozioni quindi non prova nulla nel commettere dei crimini.
Il narcisismo è strettamente correlato a quella che viene definita dalle donne femministe la Piramide della Cultura dello Stupro che prevede:
  • Svalutazione
  • Slanci emotivi che durano pochissimo
  • Violenza verbale
  • Assenze e Scuse, richieste di perdono (che fanno riferimento alla figura della crocerossina, anch’essa nata nel sistema misogino)
  • Presenze criptiche
Poi arriva la violenza fisica ma non sempre, infatti taluni egomaniachi che scelgono di essere questo non necessitano di stuprare o di uccidere le donne con cui stanno, perché sanno perfettamente di averle distrutte nella psiche e nell’anima, quindi sapranno quali donne si riprenderanno da questo stupro emotivo e quali no.
Il narcisismo che molti psicologi definiscono sano in certe fasi dell’evoluzione anagrafica dell’individuo personalmente non lo comprendo perché lo vedo vicino all’ego in generale che ritengo un falso Se.

Non guardarsi dentro = la morte non ciclica della passione e dei sentimenti

Le persone che subiscono l’influenza narcisistica di questa società a vari livelli e che non la riconoscono come tale, si trasformano in mostri per se stess@ e per le-gli altr@. Tanti comportamenti, tanti pensieri sono elucubrazioni direttamente assimilabili ad una cultura che vi è a monte e che possono portare ad atti più o meno efferati ma comunque non sani.
Per questo occorre concepire se stessi e se stesse come un corpo, un istinto, un anima unica come un essere umano non suddivisibile che ciclicamente deve porsi domande scomode e affrontare i propri demoni, le proprie paure etc…. se non altro per tutelarsi e per non accampare la scusa del “è perché sono così che ci posso fare” infatti se si vuole si può cambiare.
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