Errore? ben venga un occasione per sfidare noi stesse (Vademecum ed esercizi)

Matriarcato e patriarcato si differenziano per molteplici aspetti.
Uno di questi è l’errore.
Nelle Vie maschili l’errore è condannato e l’ego (all’opposto) esaltato
Nelle Vie femminili l’errore è naturale e fa parte del percorso di crescita spirituale perché è il vulnus dell’esperienza potenzialmente evolutiva.

Un filone pro femminino della psicologia recentemente ha sostenuto la tesi che segue:
“Ogni esperienza porta in se il seme del cambiamento possibile, bella o brutta che sia, specie le esperienze negative fanno questo, di conseguenza l’unico modo per uscire da una situazione di dolore lacerante, è quella di prendere l’esperienza subita come una possibilità di evoluzione per se stesse.”
Non vi è alcun senso di colpa, alcuna propensione a sottolineare l’errore se non per farne comprendere alle sorelle, alle donne e agli uomini cosa può significare se si impara a comprenderlo come parte integrante di un esperienza più ampia che è la vita stessa.
Non ho mai voluto essere una persona che si fermava davanti alle avversità, e nel corso del mio percorso sciamanico ho compreso che potevo “suggere” da ogni esperienza, potevo imparare ad ascoltare e discernere comprendendo e ampliando il mio sapere da condividere con le donne che erano pronte a loro volta ad ascoltare loro stesse.
L’errore per me è al pari della paura un guardiano, un eggregora in sostanza visto che eggregora significa proprio guardiano. E quale migliore guardiano da sfidare se non quello che porta una persona ad una crisi, se si è sul cammino dello sviluppo spirituale e umano, sciamanico e dell’auto guarigione di se stesse, gli errori e la paura sono sfide che bisogna affrontare. Per questo ringrazio coloro che mi hanno odiata, ringrazio il patriarcato perfino pur combattendolo (cosa che non smetterò mai di fare) perché mi sto misurando con un nemico enorme e se non fossi forte e non mi fossi plasmata nel fuoco, morendo e rigenerandomi, non sarei quella che sono oggi.
E lo dico senza ego, un altra eggregora anch’essa, lo dico anzi nella mia ciclicità perché l’errore è parte integrante dell’esistenza, e cadere rialzandosi con i propri tempi e cambiando ciclicamente significa essere anche più forte delle schiere di cose fisse (patriarcato e società in classi) che vogliono abbattere chi non si piega alle loro leggi.

Le Sorelle Amazzoni

Donne con la loro energia intatta le Amazzoni, gruppi di donne che sapevano bene chi fosse il vero nemico e cosa andava a stravolgere. Spesso mi auto definisco un Amazzone e di recente un altra sorella mi ha fatto notare quanto da giovani eravamo proiettate alla “guerra” per difendere noi stesse e come questa spinta di fuoco pian piano si possa affievolire con il trascorrere del tempo.
Le vicende personali e collettive delle donne possono mettere a dura prova il lato combattivo del femminino, quello della Dea Oscura, della tempesta che si scatena per far germogliare la terra e purificarla, ma quel lato è sempre in noi, il mantra “Conosci te Stessa” sta lì a ricordarcelo ed esistono anche degli esercizi specifici da fare per rimembrare quella parte di noi stesse.

Tecniche di Preparazione fisica e Spirituale

Una tecnica di preparazione e di mutevolezza simpatica è quella di gridare la propria rabbia, lo sfogo occorre a tacitare le sensazioni corporali e ad essere più centrate, un altra è quella di allenarsi a concentrare in una parte del corpo le proprie energie scaturite dalla rabbia adottando specifiche pose e poi scaricarle a terra, la terra ne sarà felice.
L’arte del combattimento è quella del Sacro Serpente del Femminino, il serpente è l’animale del femminino per eccellenza e quando ci si ferma ad ascoltarlo in noi stesse la mente si tacita e il corpo diviene uno strumento di attacco. Che la si vuol poi chiamare arte marziale va bene, è stato facile rubare del matri linearismo e appropriarsi di tecniche e Vie Femminili visto che nelle società matri focali non c’era la scrittura, ma il serpente quello è la testimonianza dell’autenticità dello spirito delle Antenate combattenti, che difendevano loro stesse e il loro lignaggio dai predatori patriarcali. Stesso discorso vale per le sorelle Amazzoni.
In conclusione chi non guarda la sua parte femminile dentro se stessa o se stesso, di fatto non sta guardando ad una totalità, preferendo accontentarsi di ciò che gli fa comodo vedere o essendo spaventata-o nel dover prendere in considerazione un aspetto che inevitabilmente la o lo riporterebbe verso la Madre Terra, quello della mutevolezza e della ciclicità, infatti il patriarcato è sempre uguale a se stesso e i cambiamenti che compie sono solo apparenza, la sostanza resta quella di dominio e controllo, in ogni sua epoca.

 

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