Madre e Aborto

Siamo tutte e tutti su questo pianeta
Siamo parte di esso e chi vuole si riconosce in sua Madre.
Nella Pachamama
La Pachamama crea e distrugge, allatta e semina, taglia ciò che non è necessario e cura ciò che lo è
E’ giudizio senza presunzione

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Lei abortisce se necessario
La donna lo faceva nel matri linearismo per non pesare con la sua specie sopra le altre specie, per non pesare alla Madre,la scelta è della donna, lo deve essere sempre, specie in società a dominio patristico, perché il corpo della donna è un Tempio Sacro e come tale lei per prima deve sapere cosa farne perché il suo corpo è il corpo della Dea.
perché equilibrio significa sapere quando fare e quando non fare determinate cose.
Il giudizio è nelle donne, )è la Dea Maat e altre Dee…) è la Via Sacra del Femminino, è Nemesis, Kalì, Venere, Lilith, Ishtar, L’acqua, il fuoco, il vento e la terra…
E’ il ventre a suggerirlo, l’istinto e il Se Primordiale.
La Madre tesse la tela e ogni singolo filo ha il suo perché, un perché non sempre compreso, spesso contrastato ma la Madre sa…..
L’universo nel suo caos mantiene un equilibrio, la terra nel suo caos lo mantiene e la Madre sa.

Il ruolo femminile di madre nel patriarcato

Nel sistema dei padri la donna è un grembo, ha cura secondo i dettami che il patriarcato identifica nei ruoli di genitrice femmina. Nelle culture matri lineari ovvero a discendenza femminile la madre non era un grembo, la vita sua e di chi nasceva era connessa al resto della vita sulla terra.
Molte persone applicano un ruolo ad un funzione naturale, come detto esiste il concetto di partenogenesi in natura, e l’essere umano al pari di altre specie è stato in evoluzione (lasciando perdere le teorie sempre patristiche di Darwin) e quindi ciò che oggi rappresenta la femmina e il maschio deriva da due cose:
  • La cultura che crea modelli (la crocerossa donna che salva e nutre perché DEVE farlo e come un imposizione questa è parte della cultura patriarcale dove il naturale diventa assolutismo)
  • L’evoluzione e la violenza che ha agito nel corso di 5 secoli sulle donne, e che riguarda anche i cambiamenti fisici di queste ultime e anche dell’uomo.
Nello sviluppo infatti i feti sono identici e il cromosoma Y è più piccolo e meno sviluppato evolutivamente d4el cromosoma femminile X, questo ha portato odio sia per la procreazione della donna, sia perché nel matri linearismo non vi erano obblighi ma la natura che forniva le linee e come detto l’equilibrio prevedeva anche la morte, mentre una versione che viene data del matriarcato è che l’aborto non esisteva e si sovrappone il concetto di madre per forza a quello naturale di natura che crea (madre) e che distrugge (morte) non si possono estrapolare singoli elementi dalla cultura patriarcale e spacciarli per matriarcali perché sono molti i documenti nei quali le donne in epoche matri lineari fornivano consigli sul come abortire con specifiche piante e con le dosi da somministrare a questa finalità.
Nel patriarcato l’essere umano comanda,  comandando diventa specista, mentre le donne nel matri linearismo sapevano quanto spazio doveva occupare il genere umano, ne più ne meno di altre specie, questo perché non abitiamo solo noi la Grande Madre Terra, quindi decadono anche concetti come la donna che si da per generare, e infatti nel fascismo si diceva che il piacere femminile non contava, ma ancor prima lo si diceva (sempre epoche patriarcali) perché il nostro compito sarebbe quello di generare e basta, o di soddisfare il piacere di sfogo maschile, o di fare da croce rossa alle intemperanze e alla stupidità maschile, ma tutto questo deriva appunto solo da una cultura che con l’equilibrio e la complessità della terra che Genera e Distrugge (Dea Oscura) non ha nulla a che fare.
Il corpo delle donne non era un oggetto da riempire per una funzione naturale che poi viene imposta perché nel patriarcato si deve generare per rafforzare tale cultura, quando nacqui io a mio padre venne detto:
“Mi dispiace è femmina”
in ospedale, insomma fino a pochi anni fa ora non so se avviene lo stesso, se nasceva una femmina era una disgrazia divina e questo testimonia come da subito valiamo meno di zero per il patriarcato.
Mio zio disse:
“Gli eredi”
riferito ai suoi figli maschi, io a 13 anni risposi: io porto lo stesso tuo cognome, mia nonna ha mantenuto il cognome e mia madre porta il suo, nel matri linearismo non occorreva perché la donna decideva di se stessa, era nel pieno delle sue facoltà per fare una scelta che non fosse indotta da modelli culturali che sperano di fornire una parvenza di naturalità alle cose che inducono a credere, e bisogna controllare tale funzione della donna infatti il tema della scelta femminile è ancora un tabù, scelta sul nostro corpo che dovrebbe essere solo nostra e non indotta da una cultura o da una religione, infatti il matri linearismo era un sistema di vita e non una religione, quelle le hanno inventate gli uomini, la donna era sempre lei a scegliere, infatti sceglieva anche se abortire.
Non si spaccia la naturalità per una condizione incontrovertibile, la si sceglie ma innaturale è la regola secondo cui un attitudine diventa obbligo, l’obbligo è patriarcale
La regola è patriarcale quando diviene imposizione incontrovertibile
Il fluire e la ragnatela della Dea sono naturali e sono spiragli dai quali attingere per la comprensione di se, sono simboli di sfumature e di possibilità, non vi è nulla di imposto, nulla di dogmatico, nulla di repressivo, tutte queste cose sono create dagli uomini tramite una formazione che è base di religioni, sistemi politici, stratificazioni sulla base del denaro e del possesso, come anche del controllo sistematico e della repressione successiva di chi non rispetta quel controllo, la storia del femminino parla chiaro di questo, e lo fa nei secoli, solo chi ha introiettato o a chi è comoda questa cultura non legge la realtà, la verità e si rifigia in ciò che conosce per poterlo ammantare di realtà quando è solo costrutto.
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