Le chiavi o la chiave (simbolo)

 

Quello della chiave è uno di quei simboli che personalmente definisco come falso simbolo, una chiave necessita infatti di una porta e una porta è qualcosa che separa mentre un labirinto ad esempio può essere naturale e/o una percezione, una porta è reale e si pone di fronte ad un soggetto.

 

Anche in senso sciamanico una porta idealizzata può rappresentare un blocco, inoltre ricordo cosa mi diceva mia nonna:
“Dormo con la porta di casa aperta tanto ci conosciamo tutti”
La paura e le porte, i muri sono elementi strettamente connessi tra loro.
Inoltre ai tempi del matrilinearismo probabilmente era impensabile che esistessero delle porte da chiudere a chiave, esisteva però il simbolo sacro del labirinto….. da da riflettere questa cosa….
Il labirinto come forma reale ed esistente, non costruito e fatto di porte ma aperto nel suo “moto” percorribile. Il Labirinto è estremamente antico come simbolo.

Le chiavi che aprono passaggi, una sostituzione del Labirinto?

Aprire un passaggio significa accedere ad altro.
Viene in mente la favola di Barbablu dove l’ultima moglie prende coscienza attraverso la chiave, della crudeltà del marito, dopo che il suo istinto le aveva fornito chiari segnali su ciò ma la sua mente li aveva scansati quei segnali.
La chiave è un simbolo molto rilevante sul piano esoterico.
  • Apre
  • Chiude
  • Consente un passaggio (indietro o in avanti)
  • Ferma
  • Blocca
Nel labirinto vi sono blocchi nel passaggio ma alternati da spazi aperti dove circolare è possibile. L’apertura consiste nella memoria, la memoria del passaggio mentre il passaggio nel simbolo della chiave, è il blocco rappresentato dalla porta.
Non so se la chiave ha sostituito il simbolo matrilineare del Labirinto, però il secondo mi ha affascinata sempre più del primo, come sempre mi pongo domande specifiche sulla simbologia che è valida (prendere il “caso” di Barbablu) per parlare anche a noi donne.
La chiave in quella favola si macchia di sangue, ma una volta che la giovane moglie che vivere in un recinto fatto di illusione, spinta dalla curiosità, apre la porta che cela cadaveri di donne che l’hanno preceduta, si rende conto che il marito è il predatore, il mostro mascherato da gentiluomo. Un simbolo quindi di riscatto e di presa di coscienza quella chiave.
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