Misconoscimento della Dea Oscura

Qualcuno sostiene che la donna abbia una parte aggressiva in sè, e che quella parte sia una parte maschile.
Chi la pensa così di fatto non concepisce che l’aggressività è una caratteristica del femminino prima che del mascolino.
Inanna, Lilith. Ishtar, Kalì, Al-Uzza etc…. sarebbero (secondo questa visione) Dee maschili perché erano propense allo scontro e alla guerra per difendere il loro sapere. Errore macroscopico quello di pensarla in questa maniera.

Antropologia, psicologia e la Dea Oscura

Jung ha fatto un ottimo lavoro sugli archetipi del femminile e sulla libido che ha portato molte psicoterapeute nel corso del 900 e di questo secolo, a rapportare la repressione dell’istinto alla naturale aggressività femminile al senso di colpa che sappiamo essere uno strumento che piace tanto al patriarcato.
Ma cosa centra la Dea Oscura?
La Dea Oscura è il recupero di quell’istinto che nelle società non cicliche, non mutevoli, ancorate al potere delle sottomissioni, fa paura perché è istinto di sopravvivenza.
E’ la belva furiosa (le Furie che tornano) che fa giustizia dove c’è la staticità e l’imposizione di recinti dorati.
La Dea Oscura è equilibrio che ingloba il caos, è natura e ciclicità e deve agire per tutelare chi merita tutela. Imparare nuovamente per una donna a riconoscere la sua Kalì interiore significa conquistare uno strumento di potere.
Basti pensare a come vengono trattati gli errori di percorso nel sistema patriarcale. Gli errori sono insopportabili per l’uomo che aspira alla perfezione, una perfezione fittizia (egocentrismo) visto che in natura il caos dell’inaspettato e del mutevole dice chiaramente che l’errore è opportunità di evoluzione e cambiamento. Ecco perché la sapienza è del femminino, è esperienziale prima che teorica, è La Voce, il Gesto e l’orecchio (matriarcato) prima della scrittura (testimonianza per paura di perdere=patriarcato) e perché hanno cercato di “adattare” le femmine sacre e Dee, Sacerdotesse della Luna e dei sacri misteri ad un ruolo congeniale al dominio e al controllo, nel sistema patriarcale.
Ma la Dea Oscura è lì…. sta acciambellata nel nostro basso ventre, ogni tanto fornisce segnali al corpo, manda vibrazioni e il cuore ne gioisce. Resta solo a noi donne riconnetterci ad essa e riconoscerla come Madre Furiosa.
Quell’energia che sentiamo quando necessitiamo di non far calpestare i nostri diritti di essere umani, è l’energia del femminino. Mentre quell’energia (fittizia e malevola) che recepiamo quando difendiamo il predatore o l’aggressore perché abbiamo accettato il ruolo di sudditanza al patriarcato, è energia distruttiva per noi stesse, e questo lo sostiene anche la psicologia spesso, dicendo che genera malattie di vario tipo perché andare contro noi stesse e il nostro femminino fa male a corpo, mente, energie e spirito.
Quindi concludo salutando le mie sorelle Amazzoni e Furie, quanto sono belle! come lo sono io, e nel dire questo l’ego l’ho messo da parte magnifico solo un aspetto che il patriarcato vuole distruggere in me, quindi me lo riprendo e lo rivendico con orgoglio.

 

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