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Si cambia nella vita ed è bene che ciò avvenga. Restare sempre uguali a se stessi diventa anche noioso sotto certi aspetti e poi restare uguali significa anche rimanere fermi se la questione la si osserva da uno specifico punto di vista.
Ho sempre amato la danza, la danza è movimento, è passaggio, smuove l’energia, consente di trascendere il tempo e lo spazio quando diviene pratica estatica. Danzo ancora oggi, in realtà in quasi 40 anni non ho mai smesso di danzare perché progressivamente la danza mi ha accompagnata.

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Ho sempre pensato che nel sistema patriarcale ci fosse questa dinamica:
1: La donna dice una cosa
2: Al patriarcato non piace
3: La donna viene accusata di non aver capito cosa il patriarca di turno diceva, oppure viene indotta a mettersi in dubbio grazie a tecniche di persuasione
4: La donna è indotta attraverso tali meccanismi al senso di colpa per cui dopo ritratta la sua risposta e quindi cambia come voleva originariamente il patriarca
5: Poi arriva la fase dell’immagine dove il patriarca si riscatta e lo fa in due modi o facendo leva sul patriarcato interiorizzato dalle persone (uomini e donne) o facendo vedere che è dalla parte di ciò che dicono le donne quando invece in privato esercitano l’azione sopra riportata (la solita divisione de: I panni sporchi si lavano in casa….)

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Le persone vedono quello che la loro cultura (scelta nel maschile e indotta nel femminile) gli fa vedere e se ciò che vedono conferma loro ipotesi stereotipate che nascondono delle realtà oggettive, ci credono ancora di più
Le persone quando qualcuno fa emergere i loro punti deboli partono con la caccia alla strega (uomini e donne indistintamente e vale per coloro che non sanno accettare delle critiche costruttive o che hanno paura di dover vedere realmente quello che sono)
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Incubare, da incubare incubatrice.
L’arte di incubare in passato, nelle culture matrifocali, era appannaggio esclusivo delle donne profetesse della Dea e che attraverso un percorso che esse stesse guidavano o meno nel sogno, poteva far si di essere messaggero di talune situazioni e/o di eventuali pericoli.
Il sogno riveste da sempre una rilevanza importante nella psicanalisi, ma non sarà questo il taglio del mio post, ne parlo unicamente per dire che non dissento dall’idea che il sogno sia il messaggio dell’inconscio, penso però che l’inconscio debba affiancarsi all’istinto.

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Ballo

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Quante donne mi hanno permesso di approcciarmi alle cose in maniera fluida? quante mi hanno “sbattuto in faccia” la verità? e quante hanno fatto si di accompagnarmi verso altre prospettive?
Sono state tantissime e anche in virtù di questo non mi stancherò mai di amare il femminino, di amare quelle donne che con semplicità, senza alcuna forma di prevaricazione o di volontà lesiva verso la mia dignità mi hanno dato dei messaggi e sapevano che mi sarei presa il mio tempo per analizzarli e introiettarli se lo avessi voluto.
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La società dell’immagine e quella del super uomo che vince sempre e non deve chiedere nulla perché ha tutte le risposte che gli occorrono.
Questa è la società patriarcale dove, parafrasando Caparezza, chi non domanda non sa, ma (aggiungo io) si illude di sapere perché si sente invincibile e presto o tardi fa una di quelle cadute che al confronto una slavina sembra essere “un sorrisetto della Madre Terra”.
Gli aspetti narcisistici dell’individuo secondo un certo filone criminologico, vengono esaltati dalla società nella quale viviamo ma un attimo…. non da adesso aggiungo io! ora vi è solo il boom tra selfie, like e queste stupidate che però ingrossano l’ego, un tempo (che perdura) vi era la manipolazione mentale induttiva di specifici ruoli, perseguita attraverso frasi tipo:
“Sei l’uomo di casa, sei forte e ce la fai al di là di tutto e tutti!”
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Proserpina

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Proserpina essendo direttamente connessa alla Dea Madre originale fu stuprata al pari di altre dee e donne della Grecia patriarcale degli dei dell’Olimpo. Zeus è il più grande stupratore di tutti, lo chiamato “ratto di Proserpina” come chiamano “amore” il rapimento e la coercizione ma il termine esatto era ed è società e religione dello stupro e quelle che andavano a sostituire le filosofie matristiche erano nella stragrande maggioranza dei casi fondate proprio sullo stupro.
Per chi nel presente si chiede da dove derivino i femminicidi, la coercizione, la paura patriarcale, la violenza psicologica e fisica reiterata ai danno delle donne, basta vedere un pò di storia e filosofia, di questi esimi patriarchi come Ovidio, o magari leggere Platone, o vedere cosa faceva Zeus e gli altri dei maschi dell’Olimpo, o leggere anche di altre culture patristiche da qui a 3000-5000 anni fa, sarà subito chiaro che si è trattato di una cultura della violenza perpetrata per secoli di cui oggi (fortunatamente) si parla di più ma che ha radici indietro nel tempo.

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Mi è capitato nel corso del tempo trovare le seguenti definizioni appaiate o comunque in discorsi che apparivano continuativi apparentemente con un senso che però è quello capitalista e patriarcale.
  • Rune
  • Nativi Americani
  • Matriarcato
  • Nazionalismi
  • Difesa delle donne
  • Esoterismo
  • Difesa degli animali
C’era un amico che una volta scrisse:
“Il fascismo è il cane da guardia del capitalismo”

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Ogni espressione ciclica di passaggio rimanda a te Madre.
Sole e Luna sono stati separati ma l’istinto senza la mente è povero e carente, così come lo è maggiormente la mente senza l’istinto, il Se Primordiale, quello della Grotta Sacra alla quale fare riferimento e che conduce all’interno…. alla Yoni a noi stesse Madre.
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Matriarcato e patriarcato si differenziano per molteplici aspetti. Anzi sono opposti, ma oggi parlo di singoli aspetti.
Uno di questi è l’errore.
Nelle Vie maschili l’errore è condannato e l’ego (all’opposto) esaltato
Nelle Vie femminili l’errore è naturale e fa parte del percorso di crescita spirituale perché è il vulnus dell’esperienza potenzialmente evolutiva.

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Ho sempre avuto a che fare con i colori, nella pittura mi definirono in passato “maestra del colore” perché – contravvenendo al mio stile monocromatico nel vestire – sui dipinti ritraevo l’arcobaleno spesso e volentieri.
Riflettevo sul colore applicato alle divinità, all’esoterismo e a degli specifici valori simbolici.

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