Matrilinearismo, stratificazione sociale, ruoli e compiti assegnabili

Nel corso del tempo mi è capitato in molteplici occasioni di discutere su questi concetti che seguono:
  • Suddivisione per ceto
  • Stratificazione sociale
  • Individuazione di compiti specifici
  • Ruoli
  • Schemi gestionali
  • Gestione
  • Potere
  • Cooperazione
  • Anarchia
Sono tutte definizioni complesse ma siccome esistono le lingue e i concetti, questi vanno chiariti.

Il matri linearismo e il patriarcato

Partendo da questi due macro mondi che secondo Marija Gimbutas e non solo (leggere Engels anche a tal proposito) sono opposti sotto molti punti vi sta, inizio con i termini: “Stratificazione sociale” secondo il significato che propone il vocabolario Treccani:
“Distribuzione di una popolazione di individui o di collettività, oppure di posizioni sociali o di ruoli, in fasce contigue e sovrapposte dette strati sociali, i quali si distinguono per il differente ammontare di ricchezza, potere, prestigio e altre risorse socialmente rilevanti. La s.s. costituisce una delle principali forme di differenziazione sociale e di disuguaglianza. I modelli di s.s. impiegati dai sociologi possono essere raggruppati in tre grandi categorie: dicotomici, graduali e funzionali. I primi fanno riferimento a un rapporto tra due classi principali, che assume di solito un carattere conflittuale irriducibile. I modelli graduali presentano la s.s. come un ordinamento composto di almeno tre, ma talvolta più, classi o strati. Sebbene il conflitto possa nascere a vari livelli del sistema, esso non è tale da creare una situazione di ostilità permanente. Infine, i modelli funzionalisti considerano la società come un insieme armonico di parti ineguali, ciascuna delle quali concorre con il proprio contributo al benessere generale.”
L’ultimo modello sarebbe quello corrispondente alle società matri focali visto che in esse non esistevano guerre e che al fine di mantenere un equilibrio generale si fornivano compiti e la stratificazione non dipendeva dal denaro, ne dal potere che da questo scaturiva.

Compiti e Ruoli

Altro tema connesso a patriarcato e matri linearismo. I ruoli – nella società conflittuale stratificata sulla base della moneta e sull’accumulo della stessa con conseguente accumulo di potere individuale a scapito di intere collettività – sono ruoli di potere e ruoli di sottomissione allo stesso, di accomodamento allo stesso anche. Mentre tali concetti erano per quello che riportano gli studi sul matri linearismo, completamente assenti nelle società Gilaniche cooperative.
I ruoli erano sostituiti dall’attribuzione di specifiche funzionalità connesse alle capacità individuali e ispirati dalla terra che nelle popolazioni aveva un principio nel femminino, come anche la sua conclusione e la rinascita avevano la loro base nel femminino.
I ruoli nelle società patriarcali sono stati affrontati anche sul piano sociologico, e su questo piano sono emerse una varietà ampia di idee al riguardo.
Ruoli sociali e libertà individuale, questo binomio ha dato da pensare a molte persone, a molti intellettuali, uomini e donne che hanno fornito davvero molte impressioni sul tema. La più estrema è che le società vissute (che loro non definivano come capitalistiche e patriarcali ma semplicemente e astrattamente come società…) erano talmente poco propense ad accogliere le libertà individuali da costringere ogni individuo a mettere una maschera e quindi di fatto si sosteneva che tali società fossero coercitive, indottrinando l’essere umano a non crederle neanche tali ma ad assimilarle come positive, libertarie etc….
Ruoli e compiti sono cose differenti, i primi possono indurre a creare schemi mentali sulle persone e portano altre persone a dover assumere atteggiamenti e comportamenti richiesti, (quindi effettivamente ad indossare delle maschere….) anche se questi non sono condivisi e sono scissi dal bene comune.
Mentre i compiti o meglio le funzioni possono essere connesse al bene comune e a quanto hanno testimoniato etnografi, archeologi, studiosi di politica è società, nelle culture matri focali le funzioni venivano distribuite sulla base delle attitudini individuali utili al mantenere qualcosa di più grande del semplice IO da affermare a scapito di una comunità intera. Ecco la differenza tra stratificazione sociale per ceto (che ciclicamente implode distruggendo la terra progressivamente sempre di più) e suddivisione dei compiti che nulla hanno a che fare con i ruoli per come sono concepiti nel sistema classista e patriarcale.
La suddivisione dei compiti portava all’assenza di uno stato, quindi di fatto ad un auto gestione basata sull’attribuzione di specifiche funzionalità sulla base di quelle che appunto come detto erano attitudini personali perché il faro di tutto ciò nelle culture matri focali era l’idea che noi tutte e tutti siamo parte di una terra che è a sua volta parte di un universo e che qualunque cosa viene fatto alla terra si riversasse non solo su di essa ma anche sui nostri corpi vivi e sul nostro interno (animismo e sciamanesimo).
Quando Marija Gimbutas sosteneva che le culture matri lineari non conoscevano il concetto ne pratiche di conflitto non sbagliava, visto che in natura tale conflitto è più che altro un atto utile alla sopravvivenza di una specie, e più che di conflitto si dovrebbe parlare di equilibrio tra le parti. Il leone e la gazzelle, il branco di lupi e il cinghiale etc…. Inoltre ogni potenziale conflitto veniva smorzato sul nascere nelle culture della Dea, spesso e volentieri discutendo e trovando soluzioni collegiali e cooperative.

Strato e ceto

Spesso scrivo stratificazione e strato per strato, l’etimologia della parola è però interessante, e sempre dal vocabolario Treccani eccola:
part. pass. di sterněre «distendere»
Participio passato di distendere, a leggerla così sembra davvero una bella parola ma strato come concetto è connesso non tanto al distendere delle situazioni, specie se associato a termini come ceto, quanto più a schiacciare passaggio per passaggio (quindi anche nel tempo) ciò che non rientra negli schemi di una determinata società che necessita di controllo, di settori, di suddivisione in classi, di estromettere etc…. il tutto per garantire un apparente benessere diffuso che dietro cela invece abomini, violenza, repressione e chi più ne ha più ne metta.
Tale società è quella patriarcale e stratificata socialmente sulla base di specifici ruoli nei quali rientrano compiti non sviluppati per attitudine e per il bene comune ma solo per il mantenimento di questa società che è contro la natura, e contro un equilibrio che invece le società Gilaniche avevano saputo mantenere per molti secoli e senza un potere centralizzato.
Ceto nel sistema stratificato socialmente che viviamo significa che le persone diventano categorie sulla base dei loro averi materiali e sulla base del loro avere monetario. Ovviamente la stratificazione sociale di questo tipo non ha nulla a che vedere con società che si basavano sui compiti e non disdegnavano rituali e tutto ciò che era connesso alla natura.
Annunci

Un pensiero su “Matrilinearismo, stratificazione sociale, ruoli e compiti assegnabili

I commenti sono chiusi.