Eggregora patriarcato… si e no

Leggo un testo dove si dice che il patriarcato è un immensa eggregora, condivido il pensiero e in effetti essendo le eggregore forme pensiero singole e collettive è anche vero che il patriarcato si manifesta costantemente sia sul piano delle energie sottili sia però (purtroppo magari fosse solo una forma pensiero e si limitasse a quello stadio) su quello materiale perchè il pensiero è strettamente connesso anche all’azione e infatti lo vediamo ogni giorno….

Due giorni fa ad esempio ero al supermercato e una frase detta da un personaggio al suo amico mi ha abbastanza innervosita, la frase è stata la seguente:
“Ti passo il numero di questa fidati ci sta!”
Tradotta e osservata da una certa prospettiva che il patriarcato chiama “estremista” questa frase può anche essere definita come un induzione ad un potenziale stupro o alla prostituzione (altro ruolo dato dal patriarcato alle donne) perché di questo si parla anche se tale frase si può ammantare di quello che volete ma non è detto che una donna che è stata con un uomo (faccio fatica anche a chiamarlo così perché mi sembra di fare un torto al genere maschile in generale) decida di andare a letto anche con il suo amico, o con l’amico dell’amico etc…. ma è appare questo scontato agli occhi di un maschio patriarcale.
Resta il fatto che si può parlare di una donna senza denigrarla o per le persone di cui sopra è impossibile fare questo? può darsi sia impossibile non declinare una persona a oggetto sessuale certo, d’altra parte la cultura dominante declina il corpo delle donne a strumento sessuale che gratifica e debba gratificare le aspettative distorte di una sessualità patriarcale anch’essa malata, viene da pensare che se l’hanno scelta la ritengono normale tale frase e già questo a me fa rabbrividire, ma è anche frutto di una società che alla radice è malata.
Insomma il costume sessuale di una donna denigrato con una semplice parola: “questa” poteva dire “questa ragazza” così non sarebbe stato dispregiativo, poi perché voler stare con una donna che è una “questa”? anche questo approccio è malato, oppure riguarda il controllo dei corpo della donna in questione che è comunque un concetto anch’esso malato.
Anche se ipoteticamente parlando la donna in questione decidesse di andare a letto con 7000 uomini quale sarebbe il problema? visto che si parla di parità se una donna va a letto con più di un uomo subito viene giudicata in una certa maniera, mentre se la stessa cosa all’inverso la fa un uomo è forte, è un vero maschio etc….
Personalmente non condivido chi decide di andare a letto dando il suo corpo così (l’ho scritto più volte e ho chiarito le ragioni per cui non lo condivido, ecco il post dove ne parlo), per un piacere immediato ma non penso neanche che si debbano mai in alcun caso giudicare e trattare le donne che lo fanno come oggetti per di più interscambiabili perché è sempre la donna a dover decidere e quel “fidati ci sta” sottrae a lei la possibilità di decidere di fatto, è un principio di dominio, appunto patriarcale.
Una guerriera amazzone avrebbe preso la sua ascia bipenne (pure quella ci ha rubato il patriarcato) e avrebbe vendicato tale affronto, perché “questa” come espressione riduce la donna ad un oggetto, questa come parola non dice ne se una donna ha un nome ne se ha la possibilità di dire no a 1000 e si ad uno, o viceversa, o se è libera di fare quello che vuole senza che qualcuno la giudichi o la riduca ad un oggetto sessuale facendosi scudo dietro una società malata e perversa che giustifica lo stupro o il considerare le persone oggetti.
Quel “questa” ha un valore dispregiativo e celarne il nome in un luogo pubblico è un apparente riguardo se si pensa che comunque con tale aggettivo si sta indicando una donna alla quale con l’intera frase si toglie la dignità di individuo.
Ebbene si le parole hanno un peso per me lo hanno sempre avuto, e ritornando alle forme pensiero, mettiamo il caso che la donna di cui questi due personaggi parlavano incontri l’amico del soggetto con cui è stata a letto e lei ad un certo punto dica no, e lui continui senza tener conto di quel no. Quello si chiama stupro, ma il patriarcato crea forme pensiero che generano poi spesso azioni per cui:
  1. Se al mio amico l’ha data la darà pure a me
  2. Non è possibile che dica no
  3. No vuol dire si
  4. Stupro (quindi atto coercitivo)
  5. Dominio dell’uomo sulla donna anche quando questa palesemente dice no
Questa è la linea della mente disturbata di un uomo che prima riduce ad oggetto sottraendo a parole la volontà ad un individuo e se lo fa a parole potenzialmente può farlo anche con i fatti, non è detto che ciò avvenga ma prima dell’azione c’è appunto la forma pensiero, espressa diventa eggregora certamente, purtroppo tale pensiero è anche di molte donne che giustificano le violenze di genere sulle altre donne nel patriarcato
Per me si tratta di visione distorta quella per cui ci si auto convince che no voglia dire si, e che poi lo si faccia per giustificare un desiderio senza tener conto e anzi riducendo la volontà e il corpo di un altra persona a strumento funzionale di quel desiderio e di quella forma pensiero che diventa proiezione e poi eventuale azione.
Apposta dico che magari fosse solo una forma pensiero collettiva il patriarcato, già andremmo meglio, ma il patriarcato è una realtà che viviamo tutti i giorni e Vicky Noble dice bene nel suo libro Il Risveglio della Dea, noi donne anche in occidente siamo a rischio stupro in ogni momento, è vero, se si calcola che:
Se si dice no un maschio giustificato dalla società che gli darà pure ragione, si intende si in determinati momenti come ad esempio quando si è a letto e ad un certo punto non si vuol più fare l’amore
Se si dice no ribellandosi a qualcosa che vuole il patriarca ci picchiano fin quando non diciamo si, e magari ci stuprano pure, d’altra parte queste cose a certi livelli sono considerate forme di tortura quindi…..
Se mettiamo una minigonna automaticamente diventiamo troie
Se non ci sposiamo abbiamo dei problemi mentali e non capiamo il valore della famiglia (patriarcale lo ricordo sempre)
Se siamo lesbiche è colpa di nostra madre…. (questa è la migliore, me lo sono sentita dire da quando ho 13 anni), si badi ho parlato di colpe non di insegnamenti o altro, ma proprio di colpe
Se decidiamo di essere indipendenti ci guardano come se avessimo una malattia venerea (certe volte mi faccio ridere da sola ho scritto venerea apposta….)  e sono costanti commenti come:
Sei un cesso, fai schifo, meriteresti di essere violentata, se ti menassero fosse rinsaviresti etc… etc….
e questo solo perché una donna esprime un idea, o più idee che sono fuori dai parametri del patriarcato, a me queste frasi mi hanno accompagnata da quando ho iniziato a studiare il femminismo, quindi da ormai quasi 30 anni.
Il patriarcato si fonda sulla paura, sul controllo, sul dominio e sulla sottomissione, è gerarchico e quindi le donne non possono in questo sistema trovare emancipazione e liberazione ma solo stereotipi, canoni e ruoli, anche quello di “tanto ci sta” è un ruolo, e come detto, lo si può ammantare cercando di giustificare questi personaggi ma seppur con differenza rispetto a chi la agisce fisicamente e psicologicamente una violenza diretta verso la donna arriva dopo il corollario di forme pensiero appunto, da eggregore e ruoli per poi sfociare materialmente in atti che non tengono conto delle volontà altrui.
Io non spero perché la speranza per me è la quintessenza della stupidità umana, anche questa foriera di eggregore pessime, ma mi auguro che il soggetto che si è sentito dire quella frase davanti al no eventuale della donna in questione si fermi, perché non c’è mai nessuna giustificazione ad uno stupro.
Io ho fatto un esempio basandomi sulle parole tra due amici che trattano e pensano alle donne come qualcosa che si può scambiare ovvero un pensiero malato, che non necessariamente sfogherà o sfogherebbe in uno stupro ma ci sono appunto delle basi come una visione distorta di una persona in questo caso di una donna, visione che per quanto possa essere diffusa non è sana e normale è deviata, per me risulta tale perché chiunque tolga dignità ad una persona ha dei problemi, anche se lo fa per scherzo, ma nel patriarcato questa è norma va ricordato.
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