Il Viaggio Sciamanico – Nel ventre della Madre

Nel corso dei secoli ascendere come concetto al di là del suo significato etimologico è stato associato all’andare verso l’alto ma se non si guarda verso il basso nulla può avere equilibrio.
Molte persone soprattutto donne di medicina, sciamane e guaritrici hanno sempre detto che il viaggio sciamanico (una forma di elevazione dello spirito quindi…) è quello che porta nel ventre della Pachamama, quindi è un discendere e non un elevarsi, la prassi che riconnette noi stess@ con la grandezza del cosmo, entrare dentro la Terra significa avere un privilegio, in questo senso la si può anche considerare un esperienza sacra quella della Trance Estatica, di conseguenza elevarsi significa Ego mentre discendere significa Io Selvaggio, l’introspezione, il guardare internamente e il discernere partendo dalla terra e quindi potenzialmente l’evolvere.

Nelle culture precedenti all’instaurazione patriarcale quando si moriva si tornava nel grembo della terra, non solo fisicamente, infatti questo avviene anche oggi ma senza contatto con la Madre (ci mettono in delle casse per evitare tale contatto….) (arrivando al terzo elemento del cerchio di quattro: Nascita-Vita-Morte-Rinascita) ma anche ascendendo ad esso per riconnettersi con la parte infantile, quella della nascita che poi avrebbe generato la trasformazione e la successiva rinascita.
Poi il cristianesimo ha cancellato del tutto il concetto di reincarnazione perché collegato secondo loro al paganesimo, anche tale analisi è però incompleta perché la reincarnazione deriva a sua volta dall’Animismo, ovvero dalla prima forma di società che era quella di stampo matri lineare come detto a più riprese, l’anima come luogo dell’essere senza ego, senza barriere, una forma energetica capace di rinnovarsi come fa il corpo che la ospita.

Il corpo della Terra-Il corpo della Dea-Il corpo delle Donne, lo Sciamanesimo Femminile

Un interessante spunto di riflessione mi è arrivato da un autrice che tratta il tema delle discipline olistiche applicato al corpo, e lei sostiene giustamente che il corpo non resta immutato, lo sappiamo tutti ma se ancora esistono persone che passano ore in palestra non per tenersi in forma come dicono ma perché non sanno accettare che il corpo cambi e lo vorrebbero come una statua (ego) o persone che mettono plastica ovunque pur di non “perdere la loro giovinezza” significa che tali soggetti pur sapendo che il corpo è “un fiume” piuttosto che una statua sono come il patriarcato per estensione, anzi sono il patriarcato, la società dell’apparenza sulla sostanza, involucri vuoti se volessimo fare un paragone.
Mentre la Terra vibra, si muove, è mutevole, cambia, si rigenera, appunto come il corpo che non si può imprigionare in un modello ne lo si può controllare pienamente, si possono controllarne degli aspetti ma se si guarda al Grembo della Madre Terra questo è indomabile, varia sulla base dell’esterno e di come questo esterno viene modificato.
L’antica guerra dell’uomo sulla Terra è perdente sin dalla sua nascita proprio perché la mutevolezza e l’equilibrio nello squilibrio creato rendono la Dea Madre sempre vincente, quindi anche la Donna che riconosce in lei la Dea è comunque potenzialmente sempre vincente.
Lascio un video di una meravigliosa Curandera, che parla di amore e paura, quindi del femminino e del patriarcato senza però nominare il secondo.

 

 

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