Νέμεσις anche lei la Madre spezzettata

Si legge sul Dizionario:

nemesi
nè·me·ṣi/
sostantivo femminile
Personificazione della giustizia, in quanto garante di misura e di equilibrio spec. politico-sociale, e come tale divinizzata nell’antichità classica; modernamente intesa come fatale punitrice della tirannide e dell’egocentrismo attraverso le alterne vicende della storia ( n. storica

Tratto da Wikipedia:

Nemesi (Nέμεσις, Némesis) è una dea della religione e mitologia greca, secondo alcuni figlia di Zeus, secondo altri figlia di Oceano e Notte e poi posseduta (Va letto e questa è una mia aggiunta, come stuprata da zeus, che era solito stuprare tutte perché pensava di essere forte a fare questo, invece era solo un aspetto criminale del patriarcato come sempre nella storia dello stesso e per giunta un aspetto di forte debolezza invece, perché chi accetta il femminino non necessita di violentarlo, ne di umiliarlo di di inventarsi che è “la natura” a farlo comportare come un criminale, compiendo appunto un azione criminale)  dallo stesso Zeus nel tempio di Ramnunte, dal quale nacque l’uovo di Elena (o trovato e allevato dalla dea Leda).
Il nome deriva dal greco νέμεσις (némesis), νέμω (némō, “distribuire”), dalla radice indoeuropea nem-; nella mitologia greca, e fu il nome della Dea “Distribuzione della Giustizia” (la giustizia intesa come codice giuridico era invece attribuita alla Dea Diche).
Nemesi provvedeva soprattutto a metter giustizia ai delitti irrisolti o impuniti, distribuendo e irrogando gioia o dolore a seconda di quanto era giusto, perseguitando soprattutto i malvagi e gli ingrati alla sorte.
Non esiste una Dea corrispettiva nella Religione romana, che invece ereditò l’ora Diche come Dea della giurisdizione (l’attuale Iustitia, quella con la benda agli occhi e la bilancia in mano); tuttavia, i Romani dedicarono a Nemesi un’ara sul Campidoglio, dove i soldati erano soliti deporre una spada prima di partire per la guerra

La mia Nemesis

Fin da quando ero piccola mi piaceva consultare pagine e pagine dedicate ai Miti e alle religioni. Ero curiosa e pensavo che la curiosità fosse “vita” la spinta necessaria alla comprensione anche di tipo istintuale.
Nemesi era una divinità che attingeva al concetto di “Giustizia Equilibratrice”
Nemesi rientra nel novero delle Dee che sotto certi aspetti sono quelle che il patriarcato ha dovuto spezzettare e relegare a singoli ruoli, in sostanza pezzi della Grande Madre originale e ad essa è toccato il ruolo della giustizia, oggi per come io ho studiato ci aggiungo che Nemesi ha anche a che fare con l’equilibrio però.
Nemesi è la giustizia che compensa, ma la sua giustizia e il suo equilibrio non sono quelle delle persone, di uomini e donne, quelle date da una cultura del comando, le donne non comandano in Natura, neanche Madre Terra comanda, è vita e morte e rinascita, infatti Nemesi associata alla Grande Madre sovraintende proprio all’equilibrio e alla giustizia cosmica nel Moto di questa.
Altro suo nome greco è quello di Themis, ovvero la giustizia irremovibile, la Legge delle Madri, Themis-Nemesis deriva dal greco tithemi che tradotto significa porre nell’esistenza, ecco cosa altro rappresenta, qualcosa che si è costretti a vedere, ad accettare nel suo dispiegarsi. Se ci si richiama appunto alla Legge delle Madri si comprende che valenza simbolica abbia tale figura.

La raffigurazione di Nέμεσις-Themis

La cosa che mi colpì da subito quando ebbi modo di approcciarmi al concetto di Nemesi fu la sua raffigurazione, va notato che la Dea della Giustizia compensatrice dei torti ha una ruota sul suo lato sinistro. Il lato sinistro è quello del femminino e la ruota stessa è un simbolo del femminino sacro, più che la ruota il cerchio che poi a scendere genera altre forme.
Poco sopra scrivevo:
“La mia Nemesis” perché questo è uno dei soggetti che ho impresso sulla mia pelle, uno dei tanti, ma ogni mio tatuaggio ha un portato simbolico-sciamanico dietro.
Ho capito nel corso degli anni anche grazie al lignaggio di cui sono fiera di far parte, che ci sono aspetti in un tutto più grande ma che ci sono equilibri che non è opportuno spezzare.
E Nemesi nella mia vita è entrata (come concetto e per estensione come aspetto della Dea Madre) molti anni fa.
Una donna sa
Una donna comprende quando qualcosa termina
Una donna capisce attraverso l’intuito cosa significa equilibrio, cosa significa giustizia
Nemesi entrò con semplicità nell’esistenza di quella che era ancora un adolescente, accompagnò alcune sue prese di posizione….
Fece si che il cuore si liberasse dei fardelli che per troppi anni questa adolescente si era portata appresso
Nemesi può essere considerata sotto certi aspetti anche l’Io Selvaggio, rappresenta si la Giustizia ma una Giustizia differente da quella patriarcale. Richiede abbandono anche lei come ogni Madre Matriarcale lo richiede e rappresenta anche i 4 cicli più volte nominati:
  • Nascita
  • Vita
  • Morte
  • Rinascita
Ma a questi si accompagna anche la mutevolezza nel processo, secondo Themis-Nemesis se manca la mutevolezza non vi è giustizia ne Legge, quindi l’ignoto, il non ancora accessibile, il velo che separa le dimensioni accessibile solo a poch@ è l’ambito dell’equilibrio, ovvero della sua Giustizia. Nemesis-Themis è la giustizia della Natura, se si adottano dei comportamenti errati la Natura stessa li regola, è il volto oscuro della giustizia che le donne hanno dimenticato di esercitare. Nel logos patriarcale la giustizia è occhio per occhio, vi è un giudice donna o uomo che sia che con le sue leggi (completamente disgiunte dalla ciclicità e dal naturale selvaggio) dicono cosa sia giusto e cosa sia sbagliato per la Legge degli Uomini! Nemesis invece è il volto distruttivo della Grande Madre Terra, quello di Morte-Vita-Rinascita-Ciclicità-Mutevolezza-Nascita.

 

Annunci