Narcisa e Narciso

Maschera
Spezzettamenti perché non ci si vuole guardare realmente e in un interezza che farebbe odiare se stess@
Falsità
Più volti ma nessuna anima
Molte maschere
Le persone possono essere un unicum se vogliono, oppure spacciarsi per diverse individualità e non esserne realmente nessuna, apparire (quindi non essere ma appunto apparire) in diverse forme e selezionando singoli aspetti, in una metamorfosi che svilisce e non arricchisce nessuno, ne se stess@ ne chi ha a che fare con coloro che hanno mille identità senza averne una propria soprattutto perché non intendono guardarla la loro vera identità e allora si arrabattano in mille volti.
Si parla di gioco, altri lo chiamano psicopatologia connessa ad una sessualità malata, condivido questa seconda idea. Chi necessita di possedere, di sottomettere e/o di essere sottomess@ mette in piedi un alterego, un gioco di potere e il potere così inteso è patriarcale, quindi malato alla sua radice. Ho discusso con tante donne e tanti uomini di questo ma resto dell’idea che mutevolezza, istinto e femminino sacro non hanno nulla a che vedere con ruoli come dominante e dominat@, come non hanno a che vedere con una sessualità patriarcale tout court, lo scrivevo anche in un post precedente.
La pienezza e gli attimi non necessitano di ruoli, e mascherarli con altri nomi non li rende qualcos’altro…. i ruoli sono sempre ruoli.
Il mio istinto è sempre stato grandioso, ha sempre saputo riconoscere le cose per tempo e anche di recente si è dimostrato infallibile, è il mio IO Selvaggio, quello che sa quando qualcosa rappresenta una minaccia, quando qualche situazione rischia di degenerare e evita che ciò avvenga.
Solo nel tempo ho capito che mostrare un unico volto a talune persone, un altro ad altre, altri volti ad altri ancora significa che la persona in questione non solo non si ama ma è anche incapace di vedere la sua unità, giocare si può, ognun@ può farlo ma mentire a se stess@ non è un gioco è piuttosto un problema….
Dividersi….
Lo specchio d’acqua, lo specchio, l’immagine contro la sostanza e la sostanza è il femminile.
Narciso si innamora di se, non cade nell’acqua (bacino della Dea e sua estensione e forma) per scoprire se stesso per conoscersi, il processo di conoscenza del Se esclude l’ego, l’ego è solo un intralcio in questo e l’ego ha tanto a che fare con l’esterno e non con l’interno, infatti viene spesso definito anche come ego patriarcale, Narciso sceglie di cadere solo per afferrare l’oggetto di se stesso e possederlo, e il possesso come il dominio non centrano nulla con l’amore, quindi neanche si amava davvero Narciso, altrimenti si sarebbe alzato e avrebbe accettato l’amore della Ninfa, le Ninfe in precedenza erano le Grandi Madri.
L’acqua lo ha punito, la Dea lo ha punito e se lo meritava, era una questione di Nemesi se così si può dire ma di questa figura parlerò in seguito, la “Giustizia Compensatrice” ho anch’essa incisa sulla mia pelle per non dimenticarla mai.

Sciamanesimo, Mutevolezza e Ciclicità

L’odio non tocca chi è su un percorso sciamanico, la mancanza di rispetto verso la sua bellezza non tocca più perché tali persone rappresentano un Lupo all’occorrenza, sbranano se è utile a difendere quello che è sacro, sono anche una Volpe però, oppure possono sparire tra le acque come un Delfino, sono mutevoli e cicliche-ci e la mutevolezza non si fa comandare, non può essere controllata…
All’occorrenza si può tessere una tela della Vita che solo in poch@ possono essere in grado di dipanare…. e solo se viene concesso di farlo perché la tessitura in oggetto è anch’essa Sacra.
Chi odia le persone che fanno un determinato percorso, chi pensa di capirle e di averle in pugno mostra solo la sua debolezza perché chi ha il vero potere non si scomoda a doverlo dire, non sente di doverlo imporre, non cerca amici e complici per ricevere un auto affermazione, chi ha il potere, quel potere del femminino di cui spesso parlo,  uccide l’ego, lo sbrana appunto per cibarsene e ricordarsi di averlo avuto perché nulla va dimenticato.
Il potere chi è sulla via del femminino sacro lo vive come un regalo della Grande Madre e per estensione dell’equilibrio dell’universo, non emula altre e altri per circuirli, o perché gli fa comodo assumerne il ruolo, non abbisogna di ricevere conferme, le conferme le ha nel suo Io Selvaggio, le ha nella Lince e nei segreti che essa porta alla sua conoscenza e che comprende per quelli che sono, non proiettando.
Narciso era intriso fino al midollo di ego, rimirava se stesso come oggetto di adorazione e questo non permette alcuna crescita spirituale o umana.

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