Il corpo delle donne è un Tempio perchè corpo della Dea

Parlo spesso di sessualità, delle connotazioni che nel patriarcato questa assume e di quanto mi facciano schifo, scusate la sincerità ma ci stava.
Sono sempre stata una donna che ha riconosciuto la sua Kundalini, il suo Serpente Sacro e da tanti anni ho compreso la differenza tra una sessualità connotata di idoli, stereotipi, rapporti a svilire basati solo sul piacere fisico e una sessualità del femminino e sulla divisione tra un genere predominante o un soggetto predominante (patriarcato) e l’altro che non predomina.
Quando ero piccola e mi facevano leggere la bibbia (ebbene si ero iscritta in una scuola cattolica) mi chiedevo:
Ma perché il corpo delle donne è considerato o un oggetto o sporco e strumento della corruzione per l’uomo? non è che è l’uomo ad avere problemi con se stesso?
Avevo 8 anni quando mi facevo queste domande….
Sono anche sempre stata dell’idea che il soddisfare un piacere immediato tramite il proprio corpo significhi svilirlo il più delle volte, accetto e rispetto chi fa questo se è una donna e lo condanno se è un uomo perché il maschio patriarcale oggettiva i nostri corpi e toglie loro umanità, ovvero commette quello che per me è un crimine accettato e anzi pure diffuso dalla cultura che ha creato e nella quale sguazza, appunto il patriarcato, e su questo sono stata criticata da più parti in effetti perché mi hanno anche accusata di vederla come dicevano quei testi che per molti sono considerati sacri, ma io non criminalizzo l’atto sessuale, quanto il dover spersonalizzare per sfogare il seme e questo non è ha nulla a che fare con una sessualità sana.
Inoltre la mia prospettiva è ed è stata differente rispetto all’approccio di quei testi, la conclusione anche non è la medesima, non predico l’astensione, ne dico che un rapporto occasionale sia sempre svilirsi ma è indubbio che esista l’oggettivazione e la spersonalizzazione, infatti il mio è occhio di Dea e femminista.
C’è molta differenza con la sessualità del femminino rispetto al sesso nel patriarcato, la sessualità liberata da canoni, potere, controllo, verticalità e stereotipi di genere che contempla spazi, tempi, attimi, si immerge, riemerge, canalizza, attende, si forma e si trasforma, rappresenta la mutevolezza, il coinvolgimento reale e la fusione tra più parti non solo tra quella fisica dell’un@ e dell’altr@.
Insomma seguire quella pulsione di sfogo fine all’atto di sfogo è patriarcale per me e per come intendo io la sessualità specie se questo seguire viene connotato nell’atto pratico dal potere e dal controllo.
Inoltre nella sessualità del femminino c’è l’interiore, un interiorità che è avulsa al sistema patriarcale e al suo concetto di controllo, soddisfacimento immediato del corpo che si separa da un tutto più vasto, collezione, accumulo, piacere immediato e cose affini. Non dico che un piacere immediato non ci possa essere, la sessualità è una cosa stupenda, ma l’emozione per me non è quella con stereotipi e canoni, ma quella connessa all’istinto, alle vibrazioni.
Il selvaggio dell’interiorità, della grotta sacra del femminino nel sistema patriarcale non può essere confuso con ruoli, giochi, pulsioni immediate e desideri di piacere che escludono la profondità, che non è l’amore romantico quel sentimento che non esiste ed è esso stesso un modello patriarcale, che non ha nulla a che fare con queste cose che parlano di altro anche quando sono le donne a praticarle e a pensarle come una forma di liberazione del Se.
Ma istinto e piacere non necessariamente significano non coinvolgimento ci possono essere decine di migliaia di coinvolgimenti, solo che nel patriarcato le cose si riducono a scopate per stare bene, o rapporti duraturi quando la vita è fatta di miliardi di sfumature, e il sesso anche, una sessualità liberata da questo binomio quindi.
Siamo molteplici, non possiamo essere ricondotte numericamente ad un uno, psiche, anima, corpo, mente non sono separate ecco perché anche nella sessualità scindere queste cose rappresenta una forma patriarcale di settorializzazione e di controllo per questo ho scritto le cose che ho scritto, e che sono comunque una mia idea rispetto al femminino e al sesso in generale.
Ci sono anche nel patriarcato le attese ma il corpo rimane scisso da un tutto più grande anche quando queste avvengono e ci si illude di richiamare un Io selvaggio che interviene perché l’Io selvaggio non necessita di essere chiamato, è lì come lo è il serpente sacro, è l’istinto che non deve sottomettere ma fondersi, è il Sentire il femminino e sentimento.
Il corpo della donna è un tempio
E’ il canale della sapienza, una grotta
Il corpo delle donne è un tempio che riconnette le molteplicità, spazi e tempi e richiama all’ancestrale
Al labirinto del tutto cosmico
E’ spazio, esiste non frammentato, è energia e materia, è doppio e molteplice
E’ un attimo che si frammenta e ricompone ciclicamente
E’ ciclico appunto e mantiene un equilibrio che neanche le cose peggiori possono spezzare se la donna è in grado di riconnettersi con se stessa, ovvero con la Dea che è in lei
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