Leila dai capelli Rossi

Un giorno di primavera nasceva una bambina dai capelli rossi in una famiglia dove padre e madre erano scuri di carnagione e avevano i capelli corvini.
I genitori non rassegnati a questa nascita “particolare” le misero il nome Leila, ovvero “Scura come la notte” ma Leila con la notte aveva comunque a che fare, in quanto piccola donna e la sua pelle chiarissima sembrava essere il riflesso della Luna oltretutto.
Leila crebbe e all’età di 8 anni iniziò a ritrarre su fogli bianchi segni che i genitori non riuscivano ad interpretare… i segni erano accompagnati da grandi silenzi, la bambina non parlava molto e a scuola raramente trovava amici con cui giocare se non bambine della sua età, 3 o 4 con le quali giocava con sassi e altri oggetti della natura ricreando quei disegni portati sulla carta.
Passavano ancora gli anni e Leila ormai era una donna, capelli corti e di un rosso così intenso da apparire come il fuoco, fuoco che era anche l’elemento del suo segno accompagnato dal segno d’acqua del suo ascendente.
Molte erano le persone che bramavano la sua compagnia, donne e uomini ma Leila era concentrata…. concentrata sul ricostruire.
Tempo prima aveva subito una violenza che nessuna donna dovrebbe mai subire ma questo fece scattare in lei il desiderio di capire da dove veniamo, quale è la storia delle donne nelle civiltà.
Si iscrisse ad antropologia e si ripromise che nulla si sarebbe messa sulla sua strada se questo significasse farle perdere il suo obiettivo sul capire, comprendere perché sentiva quel fuoco in Lei ma la società era così aleatoria…. falsa, reprimenda di quel fuoco.
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Leila era decisa, sapeva che il matrimonio non faceva per lei, sapeva anche che la sua indipendenza doveva essere messa sempre e comunque al primo posto e tanto fece.
All’età di 32 anni si ritrovò in Lituania dove si avvicinò tanto a Marija Gimbutas e al suo lavoro, poi volle andare a visitare le tribù dell’Amazzonia, e infine si diresse verso le popolazioni Mosuo.
Aveva capito molto questa donna nel suo percorso di vita e quel sapere necessitava di trasmissione, anche se riconosceva benissimo che trasmettere delle verità scomode è molto complesso e che non avrebbe dovuto avere aspettative ne in questa azione ne in altre che in autonomia e indipendenza volesse portare avanti.
Leila riconosceva molte cose, altre le ignorava completamente ma aveva sempre il piacere di ammetterlo qualora ce ne fosse stato il bisogno e ciò si rendesse necessario al fine di un equilibrio da riconquistare.
In Egitto Leila conobbe una donna tanto affascinante quanto misteriosa, anche lei di poche parole, si trovava in quel luogo per studiare la figura di Iside che tanto la affascinava da tempo, per studiare i segni, la simbologia e molto altro.
Quella donna la colpì particolarmente e ancora non sapeva che sebbene non avesse mai creduto nel matrimonio, alcuni rapporti che nascono spontaneamente e senza pretese, possono durare anche moltissimo tempo. Tanto sarebbe accaduto con questa donna dal nome Bashira egiziana di nascita ma migrante per libertà.
Le due donne avevano piacere di dialogare, come non riuscivano a fare da molto tempo con altre persone, si fermavano durante i lavori e ridevano, ridevano molto.
Leila aveva terminato il suo compito in Egitto e si preparava a tornare in Italia, una sosta breve prima di rimettersi in cammino verso altre conoscenze. Bashira si sarebbe trattenuta qualche altro tempo, non molto in realtà ma la separazione per la prima volta intristiva due donne che fino ad allora non pensavano di ritrovare un sentimento di un certo genere, nuovamente, un altra proiezione che entrambe avevano fatto su loro stesse, in passato ne fecero molte, come molte furono le loro aspettative riguardo alle amicizie, al vedersi riconoscere il loro lavoro, ora però entrambe avevano capito grazie alla loro conoscenza che il bello della vita è ricevere senza aspettarsi nulla, vivere e stupirsi.
Per questo l’ultima notte in Egitto la passarono assieme sapendo che quel loro rapporto era un regalo del destino.
Dedica ad un amica la cui iniziale è la M. una persona speciale che mi ha fatto spesso grandi regali, taluni li ho compresi subito, altri nel tempo.
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