Paura e patriarcato

Sono solita leggere molto, spesso mi fermo su un sito che amo particolarmente e dal quale ho tratto diversi spunti teorici e non solo.
Devo dire che leggere è una di quelle cose che personalmente mi ha aiutata assieme alle arti e alla pratica sciamanica vera e propria, a guardarmi dentro, in quello che chiamo il Se profondo e che fa paura.
E’ della paura infatti che voglio parlare oggi, ma l’argomento in questo caso è da associare ad un altro, quello del maschile e del femminile, come sempre faccio sul mio blog anche in questo caso devo sottolineare talune differenze.
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Perché il patriarca? la paura come motore

La paura muove le cose, questa è una verità, ma come si è arrivat@ a passare da una società animista-matrifocale-egualitaria ad una squilibrata-iniqua-patristica e patriarcale (potere e controllo)?
Con la paura, la paura di guardarsi dentro.
Parlavo delle differenze….
Noi donne abbiamo il coraggio di guardarci dentro in linea di massima, sempre che non aderiamo perfettamente a quello che il patriarcato ci richiede e comunque talvolta anche in quei casi non manchiamo di contattare il Noi stesse interiore, l’anima mundi per così dire…. dal “contatto” al superamento comunque ce ne passa, infatti i blocchi non tutte li superano e spesso molte di noi pensano di averli superati invece ricadono in altri canoni e modelli, d’altra parte liberarsi di una cultura che si fonda sulla violenza sistematica non è operazione facile, quindi il Femminino non ha colpe visto che non l’abbiamo inventato noi il patriarcato,mentre gli uomini sono più da “azione immediata” calcolata, regolata, controllata ma comunque da “azione”, un azione intrisa fino al midollo di canoni e stereotipi, regole e paure di perdere controllo e dominio….
Ma se non si scava nel profondo (la Dea Oscura) ogni azione è potenzialmente una perdita di tempo e/o un azione sbagliata nella peggiore delle ipotesi. E di azioni sbagliate nel patriarcato quante ve ne sono? di tendenze? di canalizzazioni? di errori scaturiti dall’ego e da altre amenità? neanche posso rispondere a queste domande altrimenti dovrei scrivere un libro dedicato solo a questo tema…. ovviamente tale discorso non vale per tutti gli uomini esistenti, scrissi già in passato che io ammiro le persone che decidono di guardare al Se profondo ma comprendo anche chi non lo faccia, e cosa significhi avere tale paura, quindi non la giudico dico però che dovrebbe essere la base per un reale cambiamento delle cose, non si può infatti cambiare l’esterno se si ha la medesima cultura che genera le manifestazioni dell’esterno.
Ma dominio e paura possono anche essere scisse se un uomo le lascia separate, o fondersi e nel sistema patriarcale sappiamo benissimo che si fondono ma questa affermazione tiene comunque conto del fatto che non tutti gli uomini collegano i due principi solo che la stragrande maggioranza di essi lo fa ecco perché ancora ci sono tanti fenomeni di violenza verbale, psicologica e fisica che appunto sono di stampo patriarcale e connessi al concetto di sottomissione.
Ecco come si è passati da una società animista e matrifocale, avente un sapere ancestrale, ad una società:
  • patriarcale
  • squilibrata
  • che ha creato le religioni post culto della Dea (Madre)
  • che pensa che attraverso il controllo e il potere si possa regolare tutto senza farsi non solo un esame di coscienza ma senza conoscere se stess@
Il passaggio non fu “all’acqua di rose”…. le donne che seguivano i precedenti modi animisti e poi la religione della Dea vennero torturate e seviziate, le Sacerdotesse violentate e sottomesse, molte si ribellarono e trovarono la morte, quando non se la diedero da sole per non darla vinta a coloro che volevano togliere loro la vita perché non riuscivano a sottometterle.
Il patriarcato è questo ed è per questo che la paura è così forte spesso ma noi donne possiamo essere più forti della paura stessa. Se è vero come è vero che siamo più intimiste potenzialmente possiamo fare tutto anche superare 5000 anni di storture e torture mentali e fisiche, certo i tempi di superamento variano sulla base sia di quello che si è vissuto sia del tipo di elaborazione che si deve fare non vi è dubbio su questo ma perdonate il gioco di parole, a ricordarci il nostro potere e valore c’è la società patriarcale stessa no?
Tanto per ricordarlo….
Le società matristiche-sciamano-animistiche sono durate molti più millenni del patriarcato che vediamo cosa ha prodotto, chi dovrebbe avere paura sono solo loro (i patriarchi non tutti gli uomini ovviamente) e non di guardarsi dentro, ne di noi donne e del nostro femminino sacro, ma piuttosto della società che loro stessi hanno creato quella del dominio e del controllo che non potranno mai neanche controllare come volevano.
La paura di Conoscere se Stessi è stata il motore che ha fatto scattare l’idea di sottomettere le donne. Questo lo sostengono in molte e personalmente la penso anche io questa cosa. Si parlava dei Kurgan, ne parlavo tempo fa. E’ vero che c’è stato un popolo che per il gelo si spostò e colonizzò, distrusse etc…. mah….
Quanto fa presa la paura? Come si collega ai Kurgan?
Sappiamo che se una bambina da piccola viene fatta sentire uno schifo dal padre o dalla madre che esercita un comportamento patriarcale pensando che sia “naturale visto che la società è così” sviluppa nella stragrande maggioranza dei casi una dipendenza affettiva in età adulta e combattere contro questa può essere complesso, per molte donne ci vogliono anni, per altre ce ne vogliono meno e i dati dicono chiaramente che la maggioranza dei soggetti che sviluppa il meccanismo di dipendenza affettiva è composta per più dell’80% da donne…. in sostanza se da piccole subiscono questo da adulte aderiranno al modello (potere-controllo-violenza mentale e fisica) proposto dal patriarcato, con relativi ruoli ad esso connessi, quindi forse almeno in parte e non nella totalità, non è un caso che i genitori uomini (ricordo che nelle culture e società matri focali la figura del padre non esisteva e se ne comprendono anche le ragioni se si osserva il fenomeno osservando il patriarcato e quello che fa alle donne che da quando nascono subiscono violenze di diverso grado e genere) sin da quando le figlie sono piccole le facciano sentire in colpa, le dicano che sbagliano, facciano leva su quelle espressioni che loro considerano difetti e molto altro….
Quindi la tortura fisica e mentale è uno strumento del patriarcato per sottomettere le donne, di fatto questo è, se ne deduce che se una donna scopre in se la Dea capisce di essere più potente del maschio che per non guardarsi dentro distrugge, inventa religioni e svariati (innumerevoli) sistemi di dominio e controllo, compreso quello della sottomissione mentale.
Tornando alla domanda, i Kurgan sono la dimostrazione che se si sta bene con se stessi non si abbisogna di sottomettere qualcuno, come i Kurgan erano spaventati dal Conoscere se Stessi lo sono tutti i popoli patriarcali, questa è una verità psicologica abbastanza semplice…. ecco quindi il legame (e si il termine legame è appropriato….) tra Kurgan-patriarcato e paura.
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2 pensieri su “Paura e patriarcato

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