La Dea oscura e il Fuoco

Vicky Noble nel suo libro “Il Risveglio della Dea” apre la sua introduzione parlando di come nel patriarcato gli uomini associno il femminino all’elemento acqua e sostiene che noi donne abbiamo la necessità di risvegliare in noi stesse la Dea Oscura, la Dea del Fuoco e che più che corrispondere alla leggerezza e al movimento continuo dell’acqua nella quiete, il fuoco brucia, purifica ed elimina.
Quest’ultimo paragone è il mio in realtà.
Per troppo tempo mi sono accorta che mi sono rivolta al maschile per trovare le risposte quando loro nel corso di 5000 anni con i loro idoli, le loro religioni hanno costruito gabbie invisibili attorno a noi e quando noi da sempre siamo generatrici di vita e già solo per questo non dovremmo cercare risposte in loro ma solo in noi stesse e nella grande Madre Terra, e anche nell’universo che mantiene un suo equilibrio, nel maschile dobbiamo operare a monte un discernimento, loro possono fornirci delle risposte ma spesso saranno associate alla cultura che fanno di tutto per mantenere, ovvero il patriarcato, comunque ogni persona può fornire spunti di riflessione, uomo o donna che sia, ma affidarsi completamente (a chicchessia ) è sbagliato e fuorviante, lo dico anche nel post dedicato alle Maestre e ai Maestri, inoltre affidarsi completamente non ci fa guardare dentro noi stesse e questo è un crimine che commettiamo contro di noi da sole, senza neanche renderci conto che ci stiamo svalutando agendo come il patriarcato ha agito contro il femminino per secoli, continuando ad agire in tal senso tra l’altro…. e noi abbiamo inglobato questo, ecco perché spesso ci sentiamo inadatte e lì scatta la ricerca verso l’uomo magari…
Ripeto, si può anche fare ma non delegando a lui il sapere, perché il sapere è quello della prima Via e la prima Via era del Femminino visto che dalle culture matri lineari loro hanno preso e riadattato su miti e figure, religioni e filosofie patristiche e patriarcali per affermare il loro potere. Occorre appunto discernimento.
L’acqua però…. e su questo non sono in accordo con la Noble, può essere altrettanto pericolosa di altri elementi in taluni momenti… in linea generale comunque ogni elemento ci appartiene ed è in noi.
Il fuoco è calore, passione e movimento
L’aria è il soffio della vita, è mutevole come gli altri e dona togliendo anche, appunto come gli altri
La terra è apparentemente ferma ma quando si muove può distruggere in pochi attimi tutto quello che vi è stato prima
L’acqua è l’essenza stessa della vita umana, privarne qualcuno significa condannarlo a morte, è impetuosa ma anche accogliente
Noi siamo i quattro elementi, siamo la croce prima della venuta di cristo, era un nostro simbolo la croce, infatti le età del femminino sono 4, come 4 sono gli elementi, come tutti gli altri e leggere i vari testi del patriarcato significa recuperare quella trasmissione pratica e orale che il sistema di dominio maschile da 5000 tiene occultata ed ha sfruttato per la sua società rubando dal Femminino.
Ci abituano a divinità maschili, ci dicono che chiedere agli uomini sul sapere significa mantenere un equilibrio, ma gli uomini non generano la vita, gli uomini creano domini e guerre, noi donne siamo in noi Amazzoni e Madri, e per Madri intendo capaci di tirare fuori gli artigli e la nostra Dea Oscura quando occorre, come si comprende non penso alle donne come mamme amorevoli che si sacrificano ma come esseri purificate dalla Luna come dice Russell Means, purificate dal sangue senza essere ferite, persone che hanno in loro l’equilibrio e che possono recuperarlo operando una netta divisione tra quello che va incamerato, quello che deve subire un discernimento e ciò che costituisce la reale parità in un mondo niente affatto paritario.
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Si parla di potere…. ebbene il potere è neutro, la connotazione negativa gliela fornisce una società stratificata e dominante, una società mutilata e offensiva verso se stessa e particolarmente verso le donne che danno la vita e che se volessero potrebbero anche farla terminare tale società, se una persona si fermasse a pensare si renderebbe conto che è una delle opzioni in campo, magari radicale ma si pensi all’equilibrio della terra….
La natura mantiene il suo, poi ci mette mano l’essere umano e distrugge tale equilibrio per diversi scopi, magari per effettuare un “esperimento” per vedere come si adatta il serpente (una razza) in un altro luogo… poi in quel luogo arrivano parassiti, le piante muoiono etc…. mica è accaduto una volta nella storia delle ego maniache società dell’uomo di scienza specista!, oppure con l’inquinamento oppure con il: “crescete e moltiplicatevi” ma perché la terra è forse infinita?. In natura gli animali sanno quando procreare, non lo fanno per dominare o per sentirsi meno spaventati da una sedicente “fine del mondo” si sa ogni cosa finisce! è una realtà oggettiva e spesso “la cura” in tali situazioni è peggio della malattia, il patriarcato lo dimostra ogni 3 secondi e ormai da troppi secoli.
Ci si dice che bilanciare ed equilibrare significa accettare e discernere, certo! ci mancherebbe, ma questioni come:
Passione
Ardimento
Istinto
Sangue
Energie
Direzioni
Difesa
Sensazioni
Intuito
Come si collocano in questo quadro?
Come si collocano tali elementi soprattutto del femminino e che ci sono stati strappati nel corso di 5000 anni dall’uomo in quello che chiamano equilibrio che a me appare solo come un ennesimo tentativo di regolarlo e sottometterlo quel femminino che nasce e muore libero!? Eccolo il punto! il controllo, come dico sempre bisogna diffidare da chi non contempla delle cose e le richiama all’eccesso, in natura una bufera è tanto utile quanto una giornata di sole… e quindi? perché nella donna non dovrebbe essere utile? perché dobbiamo assumere un modello che deriva da una cultura tanto aggressiva quanto disequilibrata e pessima? non dobbiamo infatti. Difenderci da quella (e questa si lo è) un aggressione alla nostra personalità di Dea Oscura è un nostro diritto, lo è se veniamo aggredite psicologicamente e fisicamente, lo è quando ci propugnano un ruolo che ci va stretto e che viene sollecitato attraverso la violenza psicologica e non solo purtroppo.
Le nostre Energie sono potenti, noi siamo la vita stessa e spesso dimentichiamo il nostro potere di dare e distruggere se occorre a difenderci, l’ho detto più volte, questo non significa diventare criminali ma solo difendere noi stesse da un mondo che non ci tollera quando recuperiamo noi stesse.
Concludo mandando un saluto a quegli uomini che facendomi del male mi hanno fatto capire ancor di più qual’è la mia Via Iniziatica, quali sono le mie Maestre e quanto dentro di me è la Dea, mi sono difesa da loro, come un Amazzone quale che sono ma anche loro pur non volendolo mi hanno aiutata a guardarmi, a ritrovarmi, questo è il vero discernimento, come insegnano le società matrilineari.
E mi hanno ricordato che quello che non distrugge fortifica, sono anni che provano a distruggermi, con altre donne ci sono riusciti perché loro stesse si sono adeguate all’immagine che gli uomini volevano di loro, non le condanno per questo condanno sempre il patriarcato il mio consiglio è quello di non permetterglielo, di trasformare quel dolore in forza di guarigione per loro stesse, evocando anche il loro fuoco interiore, perché no, il fuoco fluttua e scalda, è passione e determinazione e può consentire di guardare in loro stesse e di auto determinarsi a proseguire sulla strada del benessere per loro stesse, sempre più consapevoli della Bellezza che abbiamo dentro e che appartiene solo a noi e che non va regalata a chi non la merita perché potenzialmente la può distruggere anche in virtù del fatto che gliela abbiamo donata, quando capiamo che questo sta avvenendo occorre dare un taglio netto.
La cronaca ci parla di donne che difendono i loro aggressori, donne che non riescono a lasciare chi fa loro violenza psicologica da mesi e anni entrambi sono vittime, gli uomini di una cultura che è talmente radicata in loro da logorarli, le donne uguale, sempre di quella cultura, e la violenza sia psicologica che fisica sono figlie di quella cultura ma noi possiamo e dobbiamo dire no a questo quando è il momento di dire no.
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