Conosci te Stessa e una Maestra-Un Maestro

Molte persone si domandano sulla strada della pratica e della presa visione e elaborazione con successivo discernimento e molto altro… ad un certo punto se occorra una o un maestro.
Generalmente dicono UN MAESTRO se lo si intende in senso universale è errato perché la A non è la O, tanto per sintetizzare un semplice concetto. E una maestra a seconda della sua stessa via sarà differente da un maestro perché da principio chi praticava erano esclusivamente le donne solo in tempi successivi sono arrivati anche gli uomini a praticare e lo hanno fatto in maniera assai differente dalle donne.

Sciamanesimo e la trasmissione orale e Pratica

Nella trasmissione sciamanica il concetto di potere è sostituito (sulla linea del femminino) da quello di mutevolezza e da quello relativo ai cicli ordinari e straordinari, di conseguenza il sapere veniva trasmesso per linea femminile da Nonna-Madre e Figlia e in generale nelle comunità matri focali da tutte le donne della comunità alle più giovani, in uno scambio energetico continuativo tra le parti, dove non vi era ruolo ma solo un sapere ancestrale che andava trasmesso al fine di mantenere un equilibrio tra il femminino e il maschile e queste erano le Maestre per l’appunto, ma le Maestre nulla potevano se coloro che dovevano apprendere non Conoscevano loro Stesse e non avevano combattuto delle battaglia al proprio interno, se non avevano superato degli ostacoli e quindi non si fossero rese prima di tutto Maestre di loro Stesse.
Un tempo era così anche perché i cicli del femminino sono i cicli delle stagioni e della natura ma per estensione dell’intero universo.
Con il passaggio dalle società matri focali-lineari a quelle del dominio e del controllo paranoide del patriarcato questi saperi sono stati contaminati e sviliti, rubati e saccheggiati e alle volte sono stati inseriti in singoli testi che vanno compresi attraverso il discernimento e occultarli certamente era un loro strumento infatti lo hanno fatto attraverso:
  1. La creazioni di religioni patriarcali
  2. La creazione di filosofie spirituali patriarcali
  3. La creazione di una sorta di bilanciamento tra le parti con però ruoli specifici attribuiti al femminino e al maschile che riprendessero i ruoli voluti dal patriarcato
  4. Trasformando spesso il significante di specifiche pratiche

Una Guida

Generalmente quando si parla di Maestre e Maestri due sono le versioni più accreditate, anzi tre:
La prima è quella per la quale una maestra o un maestro è necessario a priori sempre e comunque
La seconda dice che ci sono due maestre-maestri, di cui una è la vita e la-il secondo è appunto una maestra-maestro in carne e ossa
La terza è quella secondo la quale la maestra e il maestro di noi stess@ possiamo anche essere noi stess@ (lo Gnothi Sauton di epoce pre-patristica)
In ognuna di queste versione ci sono potenziali verità celate, ebbene non ci si aspetta forse una risposta di questo tipo, ma credo per quello che è il mio parere, che nessuna di queste versioni sia tutta sbagliata ma una è una base. Lo Gnothi Sauton appunto.
Bisogna saper cogliere, per discernere e per sentire se stesse, e sentire è matriarcale, quindi la cosa davvero importante è recepire le giuste lezioni per quello che sono.
E paradossalmente questa è la cosa più difficile, si potrebbe anche avere la Madre Terra personificata a dirci all’orecchio una cosa che noi interpreteremmo in tutt’altra maniera rispetto a come ci è stata riferita, quindi?
Ecco che torna lo Gnothi Sauton, prima di una maestra-o è bene conoscere se stess@ e tirare fuori tutto quello che c’è da sapere di noi, traumi per primi che devono essere incamerati, portati con noi come esempi da non ripetere e che certamente hanno generato azioni contro producenti e comportamenti fuorvianti per noi stess@ e per il prossimo, un qualcuno vicino può aiutarci a farlo ma se non sappiamo essere ricettiv@ capendo ciò che di giusto ed equilibrato c’è nella trasmissione orale e/o pratica che ci viene fornita da quel qualcun@ che ne sa più di noi è abbastanza inutile avere chiunque accanto per la nostra via iniziatica.

Chi è una Guida? e cosa viene proiettato su questa?

Altro tema interessante.
Le persone che vogliono praticare vogliono anche fare solo questo magari perché si sentono offese, o perché il loro ego è stato fatto a pezzi, e allora ricorrono a forme infime come la vendetta, o il concetto di potere di distruggere (non per rigenerare ma solo per distruggere….) Difendersi come dico sempre va bene ma va fatto in tempi e modalità specifiche anche questo per mantenere un equilibrio.
Praticare? Ok! ma se non ci si conosce e non si risolvono le cose di noi stess@ insolute l’unica cosa che arriva è il colpo di ritorno, ebbene si, quindi è bene praticare e affidarsi ad una Guida che continui a far fare del male a noi stess@ sfruttando le nostre questioni insolute e tenendo presente che la prima guida è appunto quella interiore?
Se si è masochisti ok va pure bene, ma se invece si intende veramente apprendere e riuscire a praticare in una certa maniera non si può pretendere di ottenere il sapere e di praticare nel giro di un mese, o di un anno, o anche di 10 anni perché tutto dipende appunto dal quanto abbiamo la volontà di tornare a conquistare un equilibrio in una società disequilibrata, superando le cose che ci hanno portato il disequilibrio dentro noi stess@, questa è una cosa che non mi stancherò mai di ripetere, come non si può pretendere dalla propria Guida, Maestra/e o Maestro/i che siano che si accollino la briga di farvi fare del male perché sarebbero corresponsabili della vostra distruzione e non sarebbe corretto da parte loro, ma comunque ciò può avvenire, e di questo avevo già parlato nella mia pagina dedicata alle Informazioni&Consigli al terzo punto della pagina stessa….
La mitizzazione è un altra fabulazione, o fascinazione di stampo patristico.
Quando aprii questo blog scrissi da qualche parte che io fornisco solo il mio punto di vista e che non intendo essere considerata una Maestra.
Perché dissi questo?
Perché sovente le persone devono trovare o:
  1. Un Nemico
  2. Un Mito
Del primo ho già parlato qua e là nel blog, del secondo no. E io non voglio essere ne l’una ne l’altro, sempre perché penso che spesso i peggiori nemici di noi stessi siamo noi stessi e che non guardare ciò faccia comodo, o che non ci si riesca, spesso nel caso delle violenze sulle donne le donne non riescono a svegliarsi dalle proiezioni e dalle illusioni perché essere stesse hanno introiettato il patriarcato che le vuole “domabili” e essendo il culto dei padri manipolatore anche sul piano psicologico le donne sono sempre subenti ciò, dall’altra parte perché non ho manie di superiorità e quindi non voglio essere il mito di nessun@ e credo anche che sia sbagliato in virtù del discorso relativo al Conoscere Se Stess@ detto in modo semplice e diretto.
Chi è l’eroe? il mito? non è forse una proiezione? sotto un certo punto di vista? perché cercare un qualcun’altr@ che sia talmente potente delle nostra stessa volontà e della nostra conoscenza di noi, i Sacri Misteri altro non erano che il sentire, che l’assecondare l’istinto Primigenio, mentre chi cerca prima all’esterno può ritrovarsi in balia degli eventi se non conosce se stess@ bene, e al quale in maniera non cosciente avendo resolo un mito ci si sottomette e anche al quale affidare tanto di noi per poi magari scoprire che tutto era fumo negli occhi (se si intende presto o tardi vedere questa realtà) e che eravamo noi stess@ a voler vedere ciò che non è mai esistito? e magari dall’altra parte vi era solo un ego smisurato? E’ così che nascono le divinità, così nascono i nuovi dogmi, i nuovi credo e le nuove fedi o se volete le eggregore…. è un modo per delegare a qualcosa o qualcun@ grandi responsabilità alimentando bisogni falsi anche nell’altr@ che magari chiede anche questo e non ha nulla a che vedere con una sincera trasmissione di pratiche e culture di un certo tipo, perché queste non pretendono attenzioni, non pretendono scatti ego riferiti ne tanto meno pretendono di fornire un sapere che opprime un individualità o un gruppo di singole individualità, anche quando si pensa che ciò non avvenga.
Tali trasmissioni invece si pongono anzi ponevano nelle culture matri focali in sintonia ed equilibrio con un tutto più vasto e meno umano riferito anche.

 

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