Albero…. Madre

L’Albero è il simbolo archetipo dell’individuazione nella vita che cresce.
E’ considerato immortale, perchè i suoi semi continueranno a vivere, le sue radici riparano e rinvigoriscono, è la sede di un’intera catena alimentare di Vita.
Come la donna, l’albero ha le sue stagioni e le sue fasi di crescita, ha il suo inverno, la sua primavera.
Gli alberi erano oggetto di profonda devozione poichè simboleggiavano la capacità di morire e tornare in vita, e per quanto di vitale sapevano dare: legna da ardere e per cucinare, rami per le culle, bastoni per camminare, capanne per ripararsi, medicine per la febbre e la possibilità di arrampicarsi per guardare lontano e, se necessario, nascondersi al nemico.
L’albero era davvero una Grande Madre Selvaggia.
L’albero da frutta nei tempi antichi era chiamato l’Albero della Vita, l’Albero della Conoscenza, l’Albero della Vita e della Morte, o l’Albero della Sapienza. A differenza degli alberi che hanno aghi o foglie, l’albero da frutta offre cibo generoso e non cibo solamente, perchè raccoglie acqua nei suoi frutti.
L’acqua, il liquido primario della crescita e della continuità, viene assorbita dalle radici, che nutrono l’albero con un’azione capillare – una rete di miliardi di plessi cellulari troppo piccoli perchè si possano vedere – e l’acqua arriva nel frutto e lo ingrossa in una cosa mirabile.
Per questo si pensa che il frutto sia investito d’Anima, di una forza vitale che si sivluppa dall’acqua e contiene acqua, aria, terra, cibo, seme e inoltre ha un gusto divino.
Le donne nutrite con il frutto e l’acqua e il seme dell’opera nelle ‘foreste del sottosuolo’, psicologicamente sono altrettanto ingrossate; la loro psiche è gravida e continua nella maturazione.”
Stralcio tratto dal testo: Donne che corrono con i lupi di Clarissa Pinkola Estès
albero

L’albero simbolo di Vita, Rigenerazione, il Cerchio che ha una fine e una Rinascita. La mutevolezza.

Scrissi che mutevoli sono tutte le cose della Madre Terra intesa (questa si) come una divinità ma che è noi stesse, specie in noi donne.
Abbiamo disimparato molto di ciò che avevamo prima di 5000 anni fa, alcune di noi stanno cercando di recuperare quel sapere ancestrale, il sapere si… che è in noi, in realtà è in tutte solo che in alcune è latente, in altre di noi è grandemente occultato e schiacciato con tutte le forze interne ed esterne create per non riconoscerlo.
Mi si faceva notare quanto è facile parlare oggi di Grande Madre, eh si! è vero anche questo. Meno facile è guardarsi dentro e cercare le cose che ci portano non tanto per sentirci sue figlie e suoi figli ma, piuttosto, a fare davvero di noi stess@ lo strumento della nostra libertà e dire basta alle zavorre che ci portiamo dietro da 5000 anni appunto.
Vi lascio con una serie di parole e concetti estemporanei… che non sono buttati lì a caso anche se sono estemporanei per l’appunto.
Cogliere – Seminare – Morte – Rinascita – Nutrire – Difendere – Abbandonare – Difendersi – Osservare – Ricettività – Istinto Madre – Energie – Spazi Sacri – Luoghi Sacri – Gnothi Sauton – Discernimento – Accompagnare – Parità – Riconoscere – Conoscenza – Ragione – Equilibrio – Bellezza – Gioco – Artificio – Strada
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