Compensazione

 

Il principio della compensazione mi ha sotto certi aspetti sempre urtata.

Il tema delle donne mi è sempre stato molto a cuore ma non per fini propagandistici o personalistici, sono certamente partita da me, è vero questo ma da me ho allargato poi la vista.

Compensazione, dal dizionario:

Sostantivo femminile che può indicare il raggiungimento o conservazione di un equilibrio funzionale.

Mi fermo sull’ultima parola ma non in maniera censoria quanto piuttosto per dire che funzionale è relativo a chi esercita un atto di compensazione, che sia esso un gruppo sociale, culturale o un singolo. E chi invece è oggetto di compensazione? la violenza sulle donne parla anche di questo, cambierei la parola compensazione con riscatto, serio riscatto e non obbligo di cambiare la propria esistenza in virtù di chi agisce violenza, come purtroppo molto spesso accade.

Si può evolvere anche (e soprattutto dico io per quella che è la mia esperienza) con il dolore e attraverso delle ferite che apparentemente sembrano incurabili, il tempo in questo caso può risultare un grande amico, ma mai dimenticare e anzi bisogna imparare a disciplinare i sentimenti e le sensazioni, mettere sulla bilancia ogni cosa che risulta relativa alle esperienze vissute, specie quelle che ci feriscono perché ogni situazione ha le sue sfumature e accettarle non vuol dire arrendersi ma piuttosto significa prepararsi ad affrontare se stessi, i mostri che le situazioni vissute rappresentano e se si fa ciò non è difficile ambire e perseguire la strada della giustizia che riscatta dal o dai torti subiti e che va a riequilibrare ciò che di equilibrato non aveva nulla….

In conclusione come avrete capito il mio percorso individuale come essere umano spesso si fonde con quello di stampo sciamanico femminile, ecco perché comunque mi esprimo liberamente in questo luogo e lo faccio anche attraverso parallelismi tra i due percorsi che viaggiano vicini, accostati, si fondono.

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